Gruppo di destra aggredisce Adel Smith nella sede di TeleNuovo
Verona, irruzione in tv: picchiato leader islamico
Il presidente dell’Unione dei musulmani d’Italia sabato era stato protagonista di una rissa durante una trasmissione
L'aggressione a Adel Smith negli studi di TeleNuovo (Ansa)
Sono entrati in venti con bastoni e uova marce negli studi della rete veronese TeleNuovo e, in piena diretta televisiva, hanno scatenato una rissa, tempestando di pugni Adel Smith, leader dell’Unione dei musulmani d’Italia, e il suo collaboratore Massimo Zucchi. Poi i giovani, tutti militanti di estrema destra di Forza nuova, hanno cercato di fuggire. Dopo qualche momento di confusione, e un’opportuna interruzione pubblicitaria, la trasmissione è ripresa e i protagonisti, con gli occhi pesti e sanguinanti, hanno riavviato un tentativo di dibattito sui temi della tolleranza e del confronto tra culture e religioni. Intanto, sotto gli studi, gli agenti che piantonavano l’edificio sono intervenuti arrestando sei persone, accusate di violenza privata e lesioni gravi.
SPEDIZIONE PUNTIVA - In nottata, altre quindici persone sono stata identificate. Durissimo il commento del procuratore di Verona Guido Papalia: «E un fatto di una gravità eccezionale, inimmaginabile. In Italia, che mi ricordi, non era mai accaduta una cosa del genere». Si è trattata di una vera spedizione punitiva: obiettivo proprio Smith, fresco reduce di un’altra rissa tv, quella con l’economista Carlo Pelanda, avvenuta domenica negli studi di Teleserenissima, a Padova. Secondo il portavoce di Forza Nuova di Padova, Paolo Caratossidis, i militanti sarebbero entrati negli studi suonando il campanello per chiedere di intervenire a «Rosso Nero», una trasmissione condotta da Mario Zwirner e intitolata «Adel Smith contro tutti».
Adel Smith medicato dalla moglie dopo l'aggressione (Ansa)
STRATAGEMMA - Arrivati negli studi, spiega Caratossidis, Zucchi avrebbe «portato la mano alla fondina della pistola» e Smith avrebbe «alzato uno sgabello». Dichiarazioni che non trovano alcuna conferma. Secondo la Questura di Verona, invece, i giovani si sono fatti aprire con uno stratagemma da un condomino una porta laterale, aggirando così la sorveglianza degli agenti. Una volta entrati, i militanti hanno sventolato bandiere con simboli celtici, brandendo aste e bastoni e hanno aggredito i due esponenti religiosi. Zucchi è stato colpito più volte. All’uscita i giovani hanno trovato ad attenderli gli agenti di guardia e alcune volanti. Tutti gli identificati sono giovanissimi militanti di Forza nuova, arrivati da Padova, Treviso e Verona.
SCHIAFFO - Sabato scorso Smith aveva partecipato a un dibattito con l’economista Pelanda, degenerato in rissa. Il professore aveva colpito con uno schiaffo il leader dell’Unione dei musulmani e il collaboratore aveva reagito centrando Pelanda con un pugno. Giovedì Smith aveva partecipato all’ennesimo dibattito televisivo, questa volta dagli schermi di Telelombardia. E anche questa volta la rissa non era mancata, anche se in questo caso soltanto verbale. Tra i presenti, il parroco di Albonese (Pavia), don Francesco Cervio, che ieri ha chiesto a tutti i sacerdoti di impedire a Smith «di varcare la soglia delle chiese lombarde».
NOTORIETA' - La notorietà di Smith, italiano di origini scozzesi e mamma egiziana, autore di un libro che contesta le tesi di Oriana Fallaci, è dovuta soprattutto alla partecipazione a «Porta a Porta», nella quale definì il crocefisso «un cadaverino appeso a due legnetti». Le sue tesi sono state spesso criticate dagli altri esponenti della comunità islamica italiana. Alla fine della trasmissione, Smith (4 giorni di prognosi, contro gli 8 di Zucchi) spiegava: «Non solo siamo pronti a essere picchiati per difendere le nostre idee, ma anche a morire». Il deputato verde Paolo Cento ha annunciato la presentazione di un’interpellanza al ministro degli Interni: «Quanto accaduto è la conseguenza di un clima avvelenato di intolleranza e di odio razziale che non può più essere accettato». Il direttore di TeleNuovo, Luigi Vinco, ha commentato: «Mi vergogno per questa città, è un gesto di squadrismo che speravamo di non rivedere più».
Alessandro Trocino
11 gennaio 2003




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