La Marina degli Stati Uniti abbandonerà la piccola isola di fronte Porto Rico.
La vittoria degli abitanti dopo tre anni di lotta contro le esercitazioni militari
Vieques caccia gli americani
V. B.
Finalmente i cittadini di Vieques, un'isoletta situata al largo di Porto Rico, ce l'hanno fatta. I militari della marina statunitense lasceranno il prossimo primo maggio questo "scoglio" abitato da circa 10mila persone. La protesta della popolazione locale ha dunque raggiunto l'obiettivo. Già l'anno scorso l'amministrazione Bush aveva deciso di chiudere il poligono che da anni le navi americane usavano per le loro esercitazioni, ma solo ieri è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del capo dell'Armata Usa Gordon England. Bisognerà però attendere maggio, quando le operazioni militari nell'area, le ultime, saranno terminate.
La rivolta contro gli americani è scattata nel 1999 dopo la morte di un poliziotto locale causata nel corso di una di queste esercitazioni. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, visto che i portoricani di Vieques avevano più volte protestato per l'alto livello di contaminazione provocata soprattutto dai famigerati proiettili all'uranio impoverito usati dagli americani, prima causa, a quanto pare, dell'alta incidenza di tumori tra i locali. Il cancro al seno, alla cervice e all'utero sono aumentati infatti negli ultimi venti anni del 300%.
Le esercitazioni saranno spostate in Florida ed in parte sostituite con "esercitazioni virtuali". Insieme alla base verrà chiusa anche la Roosevelt roads station, la base navale della Marina. «Senza Vieques non c'è ragione di avere questa base» ha detto l'ammiraglio Robert Nader, comandante della Flotta Atlantica.
Vieques era usata dagli Stati Uniti come Poligono di tiro fin dal 1941ed era stata prestata anche ad altre flotte Nato per le loro esercitazioni.
Grande la soddisfazione della governatrice dell'isola Sila Calderòn, per la quale il ritiro dei militari americani «è un trionfo per tutto il popolo di Porto Rico.» E intanto si è tenuta ieri, e continuerà anche oggi, la Marcia per la Pace e la Vita, una grande iniziativa antimilitarista nel cui coordinamento è presente anche il Comitato per il riscatto e lo sviluppo di Vieques (Cprdv), oltre all'Alleanza delle donne di Vieques, alla Chiesa cattolica, al governo municipale, al Collettivo Cayo Yayi e ad altri gruppi, anche sportivi. Portavoce dell'iniziativa, alla quale hanno preso parte anche i cittadini di Porto Rico, è padre Nelson Lòpez. I manifestanti, che hanno accolto con cautela la notizia del ritiro dei militari, hanno comunque anche altri obiettivi, come la smilitarizzazione dell'isola, la sua decontaminazione, la restituzione alla popolazione locale dei terreni utilizzati per le esercitazioni e infine uno sviluppo sostenibile. Per questo la manifestazione di questo fine settimana ha assunto una forza ancora maggiore: «In questo momento critico della nostra lotta - ha detto Nilda Medina, portavoce del Cprdv - la realizzazione di una manifestazione caratterizzata da una grande partecipazione di settori diversi del nostro paese aumenta la forza del nostro movimento per la pace che in questi ultimi tre anni ha obbligato due governatori di Porto Rico e due presidenti degli Stati Uniti a sostenere la fine delle operazioni militari in casa nostra.» Proprio in questi tre anni di lotta non sono mancati momenti di repressione contro chi si batteva per la fine dei bombardamenti. Il 15 agosto del 2001 lo stesso sindaco di Vieques Dámaso Serrano venne condannato a quattro mesi di carcere per essere entrato senza permesso nel territorio della Marina degli Stati Uniti. Si trattò di una delle sentenze più dure emesse nei confronti dei manifestanti. Altri vennero condannati a pena variabili dai trenta ai sessanta giorni. Le condanne provocarono la protesta di Aníbal Acevedo, unico rappresentante di Porto Rico al Congresso degli Stati Uniti (Porto Rico ha lo status di paese associato).




Rispondi Citando



