«Così è degenerata la contestazione a Smith»
di Mauro Bottarelli

«La violenza va condannata sempre. Quando poi due estremismi si trovano a confronto nascono scintille, si arriva allo scontro fisico e si degenera. Questo è il problema, a mio avviso: non si doveva arrivare al contatto, bisognava vietare qualsiasi tipo di confronto diretto. L’errore è stato non prevenire l’avvenuto attraverso una più capillare presenza della forza pubblica. E per favore non cominciamo con la storia che Verona è una città violenta e razzista: poteva succedere ovunque, anche perché sappiamo chi è Adel Smith e quale sia il suo gioco preferito. Ovvero, la provocazione». L’onorevole Federico Bricolo è testimone di quanto accaduto venerdì sera negli studi di Telenuovo di Verona, sua città natale. Nessuna voglia di legittimare la violenza da parte sua, ma nemmeno l’atteggiamento censorio di chi trancia giudizi prima di conoscere la realtà dei fatti e il contesto in cui questi sono avvenuti.
Onorevole Bricolo, ci racconti cosa è successo in quei brevi, concitati momenti.
«Io ero in studio come ospite e devo dire che il clima era normale, compatibilmente alla presenza di uno come Adel Smith. La sua polemica nel dibattito in corso era molto violenta, con punte di vera e propria provocazione come quando ha ripetuto i suoi giudizi blasfemi sul crocefisso o ha accusato i vescovi cattolici di stuprare le suore. Cose rivoltanti, che però non si discostano dal cliché cui questo personaggio ci ha abituato. Nessuna tensione particolare comunque, almeno non tale da prefigurare la possibiltà di una rissa o di un episodio come quello che ha visto vittima pochi giorni fa il professor Pelanda».
Poi come sono andate le cose?
«All’improvviso sono entrati i ragazzi: avevano con loro delle uova e hanno detto di voler leggere un comunicato. Non avevano né spranghe né bastoni e le intenzioni sembravano realmente quelle di una contestazione dura ma non di un’aggressione fisica. In un attimo è successo tutto: lo studio, molto piccolo, ha fatto trovare a diretto contatto i ragazzi da un lato e Adel Smith e il suo collaboratore Massimo Zucchi dall’altro. Adel Smith brendiva in mano uno sgabello e lo mostrava minacciosamente verso i ragazzi: in quel momento i nervi sono saltati ed è partita la zuffa. In tutto è durata pochi minuti, breve ma molto violenta».
Poi i ragazzi sono scappati e la trasmissione è ripresa...
«I ragazzi sono andati via e questo ripropone il problema della prevenzione. Gli arrestati e gli identificati sono stati raggiunti in altre parti della città: se ci fosse stato un adeguato servizio d’ordine si sarebbe evitato l’ingresso, la rissa e non staremmo parlando di questo brutto episodio. Come hanno fatto ad entrare indisturbati nello studio televisivo? Io, a dire il vero, non ho mai visto presenti in studio nemmeno i due carabinieri che i giornali dicono essere stati sopraffatti dai giovani. Ripeto, una cosa simile poteva accadere ovunque perché le provocazioni di Smith non sono materia che scopriamo oggi. Per Hamza Roberto Piccardo, segretario dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia, “la violenza non è mai giustificabile da qualunque parte venga, per qualunque motivo e contro chiunque. Certo, nel caso di Adel Smith... chi semina vento raccoglie tempesta”. E’ un musulmano a dirlo...».
Non pensa che sarebbe il caso di non invitare più Adel Smith in televisione, visti gli ormai numerosi precedenti?
«In effetti tutta questa rincorsa al provocatore sta diventando un gioco squallido, una ricerca dell’audience a tutti costi ma, d’altra parte, più Smith va in video più la gente può farsi un’idea di quale sia la faccia di un certo Islam sempre più presente nelle nostre città. Un Islam ferocemente anti-occidentale che odia la nostra cultura, attacca le nostre istutuzioni e vilipende i simboli sacri della nostra religione. Più va in televisione più Smith fa del male ha se stesso: ogni trasmissione è un mattone in più al muro della sua emarginazione dalla società. E questo, in effetti, è un bene».
In compenso, però, Adel Smith non ha perso tempo nello sfruttare l’accaduto rilanciando il progetto del suo partito e la candidatura alla prossime elezioni. Cosa ne pensa, onorevole Bricolo?
«Prima di tutto il suo partito deve ancora costituirlo, altrimenti non si candiderà proprio a nulla. Come gruppo della Lega Nord alla Camera abbiamo presentato un’interrogazione nella quale chiedevamo al ministro dell’Interno se questo presunto movimento fosse già stato costituito e ci è stato risposto di no. In secondo luogo Smith farà ciò che vuole, sarà la gente a valutare i suoi comportamenti e ad agire di conseguenza, anche nell’urna. Quelli di Smith sono continui autogol, dimostrazioni dell’intolleranza islamica nei nostri confronti. E la gente lo percepisce».