di Raffaele Sardo
CASERTA Schiaffi e pugni tra consiglieri comunali di Forza Italia dopo l’approvazione di un ordine del giorno che critica la legge Bossi-Fini, proposto dai consiglieri di opposizione dei Ds e Rifondazione. E’ accaduto nella notte tra giovedì e venerdì dopo una lunghissima seduta di Consiglio Comunale. La giunta di centro destra guidata dal forzista Luigi Falco, aveva portato in discussione anche un ordine del giorno presentato dal Consigliere Dell'Aquila (Rifondazione Comunista) e Enzo Battarra (DS) contro la Bossi-Fini e in solidarietà con il movimento dei Migranti.
Nell’aula consiliare erano presenti più di un centinaio di immigrati del movimento che il mese scorso aveva dato vita ad uno sciopero della fame nel Duomo di Caserta. In una discussione durata più di 4 ore tra interventi e sospensioni varie del consiglio comunale, alla fine è passata la proposta dell’opposizione grazie all’astensione del gruppo dell’UDC e al fatto che sono usciti dall’aula ben sette consiglieri di Forza Italia su dieci. Un vero e proprio “caso di coscienza “ collettivo che non ha lasciato indifferenti i consiglieri di Alleanza Nazionale, gli unici, alla fine, ad aver votato contro, insieme alla piccola pattuglia forzista.
In sala si era creato anche un clima molto teso. Infatti dopo diverse richieste e pressioni, gli immigrati, spalleggiati dai giovani del centro sociale ex canapificio, sono riusciti a far parlare uno dei rappresentanti del movimento, il portavoce dei senegalesi Malick Diaw che ha spiegato ed argomentato le ragioni della protesta e la richiesta di solidarietà dell'intero consiglio comunale. Solidarietà che, nelle sue parole, doveva andare al di là degli schieramenti politici ed ideologici. Era la richiesta, insomma, di votare secondo coscienza.
Dopo l'intervento di Malick e grazie alle repliche degli altri consiglieri dell'opposizione, le contraddizioni che da tempo serpeggiano all'interno della maggioranza di centro destra si sono materializzate in modo evidente. E' stato sospeso il consiglio per un'ora circa e con grande sorpresa al momento del voto, grazie all'astensione dei consiglieri dell'UDC, e all’abbandono dell’aula di altre sette azzurri, l'ordine del giorno è passato con il solo voto contrario di 10 consiglieri di Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Uno smacco che non poteva passare senza conseguenze per la giunta di centro destra. Anche perché l’ordine del giorno approvato impegna il presidente del Consiglio Comunale a richiedere al governo Berlusconi che venga ritirata l’operazione denominata “strade pulite, la riapertura della sanatoria, l’estensione della sanatoria ai lavoratori autonomi e irregolari, che tutti i permessi di soggiorno rilasciati grazie alle vertenze di lavoro diventino definitivi, la chiusura dei campi lager per migranti. Cose di cui non sarà contento sicuramente il vicepresidente Fini e il ministro per le riforme Bossi, padri della legge contestata.
Il «chiarimento» fra le fila della maggioranza è avvenuto quasi subito, a margine del Consiglio, nella sala della giunta, contigua a quella consiliare. Pasquale Toscano, capogruppo di Forza Italia, ha preso a schiaffi Donato Affinito, vicecapogruppo degli azzurri che con altri si era allontanato dall'aula al momento del voto e, secondo alcuni testimoni, sarebbe «volata» anche qualche sedia, fortunatamente non andata a segno. Anche un altro consigliere azzurro, Luigi Caterino, non l’ha passata liscia. Gli è volata una borsa in faccia.
Il giorno dopo si sono precipitati a Caserta i parlamentari del centro destra per cercare di riparare a quello che è stato un vero e proprio atto di rivolta contro una legge che non rispetta i più elementari diritti delle persone. E in un comunicato diffuso da An, si critica la “sinistra che vuole fare politica sfruttando la malasorte dei clandestini”. Ma l’atto politico del Consiglio comunale approvato con l’astensione di tanti consiglieri del centro destra, è un macigno che sarà difficile rimuovere.


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