La procura di Genova ha partorito,nei giorni scorsi, un nuovo metodo di indagine che consiste nel pubblicare (a pagamento) delle foto sui giornali, che ritraggono personaggi da identificare sollecitando la collaborazione dei cittadini onesti. La geniale trovata è solo l' ennesima puntata delle indagini infinite sul G8 di Genova del luglio 2001.
Allora: nelle foto del quotidiano genovese "Il Secolo XIX" compaiono un uomo ricercato, con pancetta prominente che si intuisce sotto la camicia azzurra tenuta fuori dai pantaloni, e una donna vicino a lui dalla tipica faccia di casalinga. I due "ricercati" sono Giacomo Mondovì dell' esecutivo nazionale Cobas e Simona Cerrone dell' esecutivo romano Cobas, che si sono messi immediatamente e spontaneamente in contatto con la procura, non appena si sono riconosciuti.
Siccome i due sindacalisti sono ripresi in due video di circa un minuto mentre osservano un gruppo di black-bloc che stanno assaltando una banca, è possibile che ai due venga contestato il reato di "compartecipazione psichica", una "fantaimputazione" tirata fuori anche per altri a cui non poteva essere contestato nessun altro tipo di reato.
"Ha il comportamento di chi si adegua", ha detto il procuratore aggiunto a Mondovì.
"Ma noi che cosa potevamo fare a mani nude contro tubi innocenti che venivano divelti dalle impalcature?- ha replicato l' altra indagata Simona Cerrone- e infatti ce ne siamo andati via, dopo aver fatto di tutto per tutelare il nostro corteo, non per allontanare i black-bloc, che non era certo compito mio".
Dai giudici genovesi, insomma, un' altra illuminante lezione di diritto.