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  1. #1
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    Predefinito Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagliano"

    L’intervista a Francesco Storhacker, leader de La Destra

    Storace: "Siamo noi l'anti Lega"

    L'Opinione delle Libert

    Francesco Storace aspetta, seduto sulle rive del Tevere (la sua sede è un bel palazzo ad angolo col Lungotevere), “che in politica si torni a ragionare”, a contare voti ed energie. Il leader de La Destra aspetta che passi nella Pdl la grande sbornia di potere, nel frattempo si fa intervistare da L’Opinione. Intanto un sondaggio rimarca su Facebook: “Storace è meno noioso di Veltroni”.

    Che risponderebbe ad un sondaggio pro o contro Fini?

    Noi de La Destra non siamo mai stati tifosi né di Berlusconi né di Fini, però nessuno potrà mai accusarci d’essere stati litigiosi. Tutto sommato penso che nemmeno Fini voglia litigare con Berlusconi. La scusa della litigiosità a me risulta sia stata usata, per altro senza uno straccio di prova, solo contro di noi. Non mi sembra la nostra uscita dalla Pdl abbia dato chissà quali frutti.

    Si disse che il vostro divorzio dal Pdl recava lo zampino di Fini, è vero?

    Così si disse. Sostenevano “ci liberiamo di chi ci fa litigare”. A me l’effetto litigiosità zero non sembra ci sia poi stato. Noi abbiamo trattato con Berlusconi, poi dopo la nostra fuoriuscita lo abbiamo anche attaccato. Non c’è dubbio che, se ci fossimo stati anche noi nell’attuale maggioranza, si sarebbe avvertito meno il peso della Lega. Il premio di maggioranza ha dato al Pdl 340 deputati, ma il premio di maggioranza ha premiato anche Bossi, che condiziona non poco le scelte del governo. Berlusconi asseconda il Carroccio, diciamo che questo fa parte della politica. E proprio per questo giochetto di assecondamenti il Pdl ed il Pd sono destinati a stare, a legislature alterne, ora al governo ed ora all’opposizione. Se l’attuale esecutivo continuerà su questa linea perderà le prossime politiche.

    Cosa risponde ai leghisti che l’accusano d’essere centralista e nazionalista?

    Che sono accuse giuste e belle. Ci sono politiche che non possono avere un mero respiro regionale, locale. Penso alla politica economica, creditizia, agricola, sanitaria ed a tutte quelle scelte che devono essere fatte per l’intero Paese.

    Comprendo che lei non confidi molto nel federalismo fiscale. Che pensa di Tremonti e di come si dice abbia ridimensionato il potere bancario?

    Tremonti è il classico ministro della Pdl amico della Lega. Ha fatto molti annunci su come avrebbe ridimensionato il potere bancario, soprattutto il loro signoraggio. Non mi sembra i banchieri odino il ministro dell’economia. Non ho letto comunicati dei banchieri contro Tremonti, evidentemente gli istituti di credito non hanno granché paura. Il ministro potrebbe fare tante cose buone, a cominciare dal mutuo sociale. Ai margini del G20, Tremonti ha dichiarato: “Non è possibile che le banche comandino sui governi e sulla politica”. Ed ha proseguito “Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Sulle prime ho pensato finalmente si lotta contro il signoraggio bancario, i tassi usurari, l’anatocismo, l’abuso delle commissioni, con particolare riferimento a quella di massimo scoperto. Ho pensato finalmente si potrà parlare del mutuo sociale e della difesa dai meccanismi inflattivi indotti. Poi è arrivato il seganale negativo, proprio Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha dato ragione al ministro. Così il primo gruppo bancario italiano ha fatto ricorso ai Tremonti–bond, quei titoli inventati da Tremonti per aiutare imprese piccole e grandi attraverso le banche. C’è qualcosa che non convince.

    Si mormora che il segretario dell’Ugl Polverini sia appoggiata da un gruppo d’imprenditori, e che questi avrebbero caldeggiato il nominativo della leader Ugl a Giro, e perché la proponga come candidato unitario della Pdl alla Regione Lazio?

    Non credo la Polverini sia interessata, a meno che non sia sicura di vincere senza i voti de La Destra. Da me non s’è fatta sentire.

    Lei ha sostenuto in varie interviste che “Berlusconi e Fini litigano in autunno e fanno pace a primavera”. Ne è convinto?

    L’argomento rischia ormai di diventare noioso. In fondo è già tale: uno fa il presidente del Consiglio e l’altro il presidente della Camera. Tutto è iniziato perché Feltri ha scritto che Gianfranco Fini non è di destra. Mi meravigliano le nove colonne. In fondo, che Fini punti altrove lo si sa da tempo. E’ stato lui, del resto, a dire all’ultimo congresso di Alleanza nazionale che il Pdl non deve essere la destra italiana. Rispondeva a La Russa che aveva detto il contrario. Dunque, la stampa doveva solo chiedersi il perché di un attacco così virulento proprio adesso. E Ovvio che Berlusconi dovesse dire che con Feltri non c’entra nulla. Feltri dice che lui non prende ordini da nessuno. Fatto sta che l’attacco c’è stato. Qualcuno degli ex-esponenti di An ha difeso Fini, molti hanno taciuto, la realtà è che la manovra è la solita. Ridurre le pretese in autunno, saldare il conto a primavera e fare pace sull’altare delle regionali.

    E La Destra?

    La Destra c’è e si vede. In Piemonte siamo oggi determinanti, e la battaglia delle prossime regionali regalerà senz’altro più di una sorpresa. Secondo il sondaggio commissionato da due parlamentari del Pd, Stefano Esposito ed Anna Rossomando (ne ha parlato anche La Stampa) il Pdl perde consensi, per mano sia della Lega Nord che de La Destra. E sebbene l’Udc, ci informa sempre il sondaggio, sia destinato a fare da ago della bilancia, La Destra attrae elettori permettendo di mantenere alto il consenso per la coalizione alternativa alla sinistra.

    E nel Lazio?

    Augello sarebbe una candidatura condivisa, un ottimo presidente di regione. Un prodotto da far conoscere, direbbe Berlusconi. Mi auspico che il Cavaliere possa parlare anche solo per un ora con Augello, capirebbe che la mia scelta è giusta.

    Cosa consiglia a chi fa politica nel governo?

    Di fare politica e non di gestire.

    Che intende dire?

    Rammento la questione dei libri di storia da me sollevata quasi un decennio fa. Proposi di riscrivere i libri di storia, che ancor oggi sono appaltati a docenti chiaramente di sinistra. Riscrivere la storia è il paradigma della differenza tra fare politica ed amministrare, la Gelmini amministra, non fa politica. Dare più o meno filo da torcere ai precari della scuola non paga. Se il Pdl continuerà così, finirà per riconsegnare il Paese al centrosinistra. E Fini altro che Quirinale, vuole succedere a Berlusconi. Ma senza politica e solo con i tatticismi il rischio è un ritorno a casa del centrodestra.

    E che pensa dei parlamentari ex An che si stringono attorno a Fini?

    E’ la politica dell’amnesia di chi non ha più memoria. Alcune decine di deputati e senatori hanno scritto a Berlusconi su iniziativa apparente di Italo Bocchino, per sollecitare un riequilibrio della coalizione di governo, troppo sbilanciata in direzione Lega. Non hanno torto a dirlo, hanno avuto torto a subirlo. Ricordo ancora la campagna elettorale delle politiche, quella che doveva segnare il trionfo del bipartitismo, “escludendo quelli che ci fanno litigare”. Se la sono cercata, potremmo dire. E’ noto che La Destra, che pure con i suoi parlamentari aveva contribuito a buttare giù il governo Prodi, nel Senato dove la maggioranza spesso la spuntava per un voto eravamo in tre, venne esclusa dalla coalizione che doveva mandare a casa la sinistra. Rifiutammo di sciogliere un partito appena nato, privilegiammo la coerenza rispetto alla comodità della poltrona che invece contagiò chi diceva di pensarla come noi. Acqua passata. Però non si dica che non si sta realizzando esattamente quello che avevamo previsto. Nel momento in cui, per veti personali legati all’addio ad Alleanza nazionale ci fu impedito di gareggiare ad armi pari, contro di noi si abbattè la bufera del voto utile. Risultato, i voti alla Lega furono ingrassati da copiosi consensi in uscita dal partito di Fini, i cui parlamentari oggi protestano contro Berlusconi. A Bossi arrivarono in dote 60 deputati con l’8 per cento dei voti. Sarebbero stati almeno una ventina in meno con il nostro 2,5%. E forse di meno ancora, perché magari in coalizione non ci saremmo fermati a circa un milione di voti. E’ inutile piangere sul latte versato. Alle corte memorie dico: sono stati nominati ed adesso protestano con chi li ha portati in Parlamento. I loro nomi li ha fatti Fini e non Berlusconi, ma parte di loro l’ha già dimenticato.

    E che ne pensa di questa fronda d’imprenditori confindustriali pronti a chiedere al Pdl un candidato debole perché venga riconfermato il Pd Marrazzo?

    Piero Marrazzo è diventato famoso, prima di diventare presidente del Lazio, per la trasmissione “Mi manda Raitre”. Potrebbe candidarsi alla guida di “tasca nostra”, visto quello che ha deciso di spendere e spandere per la sua comunicazione nel bilancio della regione. E’ una storia davvero significativa quella racconto e che traggo dal lavoro certosino di un bravo consigliere regionale del Pdl, Donato Robilotta. Quest’ultimo è stato assessore della mia giunta regionale, e ricorda bene il baccano che faceva la sinistra sulle risorse per la comunicazione istituzionale. A conti fatti la nostra amministrazione stanziava un terzo della cifra di cui ha bisogno Marrazzo: tre milioni nel 2002, 4,7 nel 2003, 6 nel 2004 e 4,3 nel 2005 per un totale di 15 milioni. A Marrazzo ed al suo elefantiaco apparato non bastano. Noi con quei soldi, e cito solo alcune delle campagne che ricordo, informammo i cittadini dei 378 comuni del Lazio, sul sangue da raccogliere per le donazioni, sugli ospedali che aprivamo e i servizi alla cittadinanza, sulla carta senior per garantire una vita decorosa alla povera gente, sul diritto a una memoria condivisa con il primo esempio di legislazione sulle foibe, precedendo di un anno il Parlamento. Quanto spende invece il presidente Marrazzo, che chiude gli ospedali: 5,4 milioni nel 2006, 4,5 milioni nel 2007, 6 milioni nel 2008, 11 milioni nel 2009: totale nel quadriennio 27 milioni. Non osiamo immaginare che cosa accadrà nel bilancio per il prossimo esercizio, quello che coinciderà con la campagna elettorale.

    Cosa pensa del federalismo?

    L’Unità nazionale è la missione di tutti, questo deve essere il valore di riferimento di tutte le forze politiche, della società. Non se ne può più di sentire certe cose, dopo l’estate incredibile che abbiamo trascorso tra dialetti e slogan disgregatori. Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo italiano.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Premesso che Storace rappresenta l' 0,6% dell'elettorato italione, quando fondò La Destra rilasciò un intervista in cui auspicava un'alleanza con la Lega.

    Tra l'altro, un alleato di Lombardo e Max Ferrari, che parla di nazionalismo italiano fa un po' ridere. (o forse fanno ridere gli altri :mmm
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  3. #3
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Qui l'avevamo già fatto notare varie volte che obbrobrio è il partito di Storhacker (suprematista romano di origini meridionali), per questo facciamo sempre notare che certi exleghisti pseudo duropuristi finiscono dalla padella alla brace andando a rinforzare le fila di questi qui, ecco perché non capiremo mai i vari Pagliarini e simili.
    Utili idioti...

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 20-09-09 alle 15:22

  4. #4
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    bisogna costruire il Nazionalismo EUROPEO , altrochè....

  5. #5
    controrivoluzione
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Che poi se non vado errato La Destra, durante le ultime elezioni politiche quando stava alleata con la Fiamma, sposò proprio la posizione del Federalismo Fiscale in ambito economico.
    Ultima modifica di GLADIUS; 20-09-09 alle 17:46

  6. #6
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Citazione Originariamente Scritto da EURIDICE Visualizza Messaggio
    bisogna costruire il Nazionalismo EUROPEO , altrochè....
    Il punto è proprio questo, altro che gli storacini che vengono a insultare i leghisti a Venezia col tricolore, se dobbiamo "sentirci" qualcosa di più delle nostre rispettive geo-identità, non hanno più senso gli sciovinismi ottocenteschi degli stati-nazione tantomeno quello dello stato italiano, dobbiamo pensarci se mai come europei e "fraternizzare" di conseguenza.

    Celti, Germani, Elleni, Slavi, Scandinavi, Latini, Iberi, o meglio noi che siamo i loro discendenti, dobbiamo ormai pensarci come un solo popolo, erede di una stessa terra, una immensa patria dalle ricchezze gigantesche, in materie prime e in risorse umane, modellata da una Storia comune. Nell'ipotesi minima, dall'Atlantico alle marche della Russia. Nell'ipotesi massima (cui dobbiamo sempre mirare), quella eurosiberiana, che si può anche definire paradigma della "Grande Europa": da Brest allo stretto di Bering, ventiquattro volte la superficie della Francia, il più grande territorio politicamente unificato di tutta la Storia, dispiegato su quattordici meridiani. (...) Noi, discendenti di popoli apparentati, abbiamo l'occasione di condividere uno spazio potenziale che potrebbe diventare per i nostri figli ciò che Carlo V sognava, ma non seppe conservare: "L'Impero su cui non tramonta mai il sole". Quando è mezzogiorno a Brest, sono le due del mattino sullo stretto di Bering. È un ideale, forse uno dei pochi che ancora ci restano in quest'epoca di pessimismo e di oscurità: costruire il nostro "Impero" e il sogno che ci assilla. Guillaume Faye


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 20-09-09 alle 18:04

  7. #7
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    storace è un povero demente

  8. #8
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    Angry Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Premesso che Storace rappresenta l' 0,6% dell'elettorato italione, quando fondò La Destra rilasciò un intervista in cui auspicava un'alleanza con la Lega.

    Tra l'altro, un alleato di Lombardo e Max Ferrari, che parla di nazionalismo italiano fa un po' ridere. (o forse fanno ridere gli altri :mmm
    Quindi si deduce che Max Ferrari si sia schierato a difesa dell'unita' d'Italia.iango:
    Non credevo che fosse finito cosi' in basso.ncav:

  9. #9
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    Predefinito Rif: Storace eja eja alalà: "Al regionalismo noi contrapponiamo il nazionalismo itagl

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Tra l'altro, un alleato di Lombardo e Max Ferrari, che parla di nazionalismo italiano fa un po' ridere. (o forse fanno ridere gli altri :mmm
    Ma che ha Lombardo di male?E' un patriota che vuole rafforzare il metodo usato per mantenere l'unità soldi al sud.Max Ferrari invece fa ridere o piangere (a seconda della locazione geografica).

 

 

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