Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    fantasia al potere
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    Predefinito Distacco graduale dal lavoro

    Prima o poi ci toccano le pensioni(ovviamente peggiorandole, come hanno fatto con la contingenza). L'assurdità è che questo governo di destra, referente del capitale (ricordate il berlusca al congresso della confindustria), propone di dare ai lavoratori che rimangono sul posto di lavoro una maggiorazione del 30% dello stipendio, quando le aziende cercano di espellere i lavoratori a 50 anni o anche prima. Io invece sarei per il distacco graduale dal lavoro. Premessa (ho superato i 50 e quindi parlo per esperienza personale) dai 20 ai 35anni si impara il lavoro: nozioni tecniche, rapporti interni all'azienda e rapporti esterni all'azienda (non sono cose che si acquisiscono facilmente), dai 35 ai 50 si da il massimo in in quantità e qualità, dai 50 in su (salute permettendo) si travasano le conoscenze, le esperienze e per quanto possibile anche il buon senso ai giovani. Ovviamente l'orario di lavoro dovrebbe essere progressivo partendo da 20 ore settimanali per arrivare ad un massimo di oltre 50 al culmine e poi ridursi gradualmente fino al giorno della pensione che potrebbe essere dai 60 ai 70 anni a seconda del individuo. L'organizzazione e retribuzione dovrebbe essere studiata di conseguenza tenendo conto e delle esigenze dei lavoratori e della produzione.

  2. #2
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    Io invece voglio un'Italia senza privilegi. Un Stato che faccia rispettare le Leggi e che controlla e punisca. Un Stato che deve limitarsi ad assicurare i servizi, ed escludendo pochissimi suoi obblighi amministrativi/gestionali, lasciar LIBERO il campo lavorativo in cui domanda e offerta sia la regola. Voglio un (o più) Sindacato forte, libero e trasparente che elegga VERAMENTE in modo democratico i suoi dirigenti. Che non gestisca ma tuteli. Che si preoccupi dei lavoratori, dei disoccupati e degl'inoccupati e non dei partiti. Io voglio la MERITOCRAZIA!!! Unica e sola capace di saper veicolare l'uomo giusto al posto giusto.
    Lo Stato dovrà preoccuparsi dei più deboli.

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  3. #3
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    Predefinito

    Originally posted by Wolare
    Io invece voglio un'Italia senza privilegi. Un Stato che faccia rispettare le Leggi e che controlla e punisca. Un Stato che deve limitarsi ad assicurare i servizi, ed escludendo pochissimi suoi obblighi amministrativi/gestionali, lasciar LIBERO il campo lavorativo in cui domanda e offerta sia la regola. Voglio un (o più) Sindacato forte, libero e trasparente che elegga VERAMENTE in modo democratico i suoi dirigenti. Che non gestisca ma tuteli. Che si preoccupi dei lavoratori, dei disoccupati e degl'inoccupati e non dei partiti. Io voglio la MERITOCRAZIA!!! Unica e sola capace di saper veicolare l'uomo giusto al posto giusto.
    Lo Stato dovrà preoccuparsi dei più deboli.

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    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Predefinito Re: Distacco graduale dal lavoro

    [QUOTE]Originally posted by w il '68
    [Io invece sarei per il distacco graduale dal lavoro. Premessa (ho superato i 50 e quindi parlo per esperienza personale) dai 20 ai 35anni si impara il lavoro: nozioni tecniche, rapporti interni all'azienda e rapporti esterni all'azienda (non sono cose che si acquisiscono facilmente), dai 35 ai 50 si da il massimo in in quantità e qualità, dai 50 in su (salute permettendo) si travasano le conoscenze, le esperienze e per quanto possibile anche il buon senso ai giovani. Ovviamente l'orario di lavoro dovrebbe essere progressivo partendo da 20 ore settimanali per arrivare ad un massimo di oltre 50 al culmine e poi ridursi gradualmente fino al giorno della pensione che potrebbe essere dai 60 ai 70 anni a seconda del individuo. L'organizzazione e retribuzione dovrebbe essere studiata di conseguenza tenendo conto e delle esigenze dei lavoratori e della produzione.

    * Sono perfettamente d' accordo sulla tua proposta. Ma, una domanda, da parte di chi e' in condizioni simili alle tue: finche' c'e' il posto fisso tradizionale nella stessa ditta, tutto funziona, ma se devi cambiar ditta (e purtroppo il turbocapitalismo tenta di fare di una persona una trottola, piu' occupata a cercare lavoro che a lavorare bene), la cultura aziendale, l' esperienza, non te le porti dietro. Ogni azienda e' diversa e in genere i gruppi di potere della nuova ditta tendono a non riconoscere l' esperienza acquisita altrove.
    Se ci penso, viene voglia anche a me di inneggiare al '68!

    Saluti

  5. #5
    fantasia al potere
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    La discussione dal punto di vista tecnico si può anche allungare però è interessante, butto là due idee il costo orario del lavoro alle aziende va proporzionato al lavoratore(professionalità, capacità lavorativa, orario di lavoro >>>età) e pagato ad un ente gestore della forza lavoro che equilibra nel tempo (con una specie di assicurazione/pensione) la retribuzione e tiene conto anche delle necessità del lavoratore casa, figli, salute. Se c'è la volontà le soluzioni si trovano. Un inciso sulla meritocrazia, nella mia azienda da anni c'è il sistema premiante, un anno era una prova, quello dopo uno stava per andare in pensione, un'altro "ma tu ti diverti a fare questo lavoro", per non parlare di scheda degli obbiettivi consegnata in ritardo (un anno l'ho avuta il 28/12 per il 31/12) o con obbiettivi non inerenti al lavoro normalmente svolto, conclusione: ma quanto è bravo lo yesman, non fa un ..... ma dice sempre di si!

 

 

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