... «La perquisizione in via Duomo è stata fatta alle 7.45 circa», spiega l’avvocato Roberto Bussinello, legale dei sei ragazzi arrestati dopo l’incursione e militante di Forza Nuova, «la polizia ha portato via il computer che c’era in sede, ma all’interno vi sono solamente contenute le bozze dei volantini che sono stati fatti e distribuiti nel tempo. Dalle sedi di San Giovanni e Isola sono stati invece portati via dei volantini e dei manifesti. Credo che lo scopo della perquisizione sia stato quello di cercare un elenco dei partecipanti alla manifestazione di protesta a Telenuovo e magari scoprire se c’erano state disposizioni su come realizzare il blitz», spiega il legale, che domattina dalle 9.30 difenderà i giovani durante l’udienza di convalida degli arresti che si terrà a Montorio, nell’istituto detentivo. Ieri mattina Bussinello è stato in carcere a far visita ai ragazzi: «Sono stati pesantemente minacciati da alcuni musulmani durante l’ora d’aria e quindi il loro periodo all’aperto è stato ristretto», dice l’avvocato, «oltre a tutto quello che stanno sopportando c’è anche questo». Bussinello ha però criticato il fatto che la Digos, dalla sede di San Giovanni, abbia portato via gli elenchi degli iscritti al partito: «La Digos, pur con modi gentili ed educati», ha sostenuto il legale, «è andata al di là di quanto richiesto legittimamente dal pm nel decreto di perquisizione, ossia tutti i dati relativi alla manifestazione di protesta a Telenuovo. Portarsi via gli elenchi degli iscritti non è legittimo». ...
«La perquisizione nelle nostre sedi è un’azione di carattere intimidatorio da parte del procuratore capo di Verona Guido Papalia», così Paolo Caratossidis, segretario veneto di Forza Nuova, ha commentato le perquisizioni disposte dalla magistratura veronese nelle sedi venete del movimento di estrema destra, che asserisce di avere nella Regione circa mille iscritti. «È il volto», ha aggiunto Caratossidis, «di uno Stato totalitario e antidemocratico, dato che ci hanno sequestrato anche l’ elenco dei nostri iscritti, oltre ai computer e ad alcuni documenti. Ma noi non abbiamo mai nascosto nulla, abbiamo sempre agito alla luce del sole. Ora ci vogliono zittire, mentre non fanno nulla contro il filoterrorista Adel Smith e il suo collaboratore, che fu arrestato come fiancheggiatore delle Br». Caratossidis si dice soddisfatto però «della solidarietà ricevuta dal nostro movimento e anche dai nostri sei arrestati, destinatari in carcere di centinaia di telegrammi. Quindi non ci pentiamo di quello che abbiamo fatto, alla fine abbiamo prodotto un risultato positivo se ieri anche Teleserenissima ha deciso di non mandare in onda il dibattito con Smith». ...
(da L’ARENA DI VERONA 14 gennaio 2003)




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