Poveri. Nel Nord-est sarebbero centodiecimila i poveri assoluti,
quattrocentomila quelli relativi (Osservatorio socio-religioso del
Triveneto).
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commenti, riscontri?


Poveri. Nel Nord-est sarebbero centodiecimila i poveri assoluti,
quattrocentomila quelli relativi (Osservatorio socio-religioso del
Triveneto).
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commenti, riscontri?
ma oKKupati della tua bella itaglietta con tutti i tuoi fratellini extra...


Scommetto che sono concentrati nelle zone + comuniste del Veneto: ergo Venezia e Rovigo.
P.S.
Tra l'altro: da quando ti interessano i veneti poveri,yurj?Pensa ai tuoi amici palestini +ttosto.![]()
Bella scoperta...i poveri esistono in tutto il mondo!!!![]()


[QUOTE]Originally posted by yurj
[B]Poveri. Nel Nord-est sarebbero centodiecimila i poveri assoluti,
quattrocentomila quelli relativi (Osservatorio socio-religioso del
Triveneto).
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commenti, riscontri?
* Risulta anche a me una percentuale del genere. In Friuli-Venezia Giulia le sacche di poverta' si trovano soprattutto in Carnia (montagna, poca agricoltura e niente industria) e a Trieste (anziani soli, disoccupati, persone prive di raccomandazione).
Questi sono gli effetti di una politica regionale miope, che ha creduto di sfondare privilegiando la piccola e media impresa artigiana (o di derivazione artigiana), copiando il modello del Veneto. Inoltre le spiagge.
Si tratta di un modello che funziona solo in pianura o bassa collina, ma non in montagna o in "budelli" senza spazio e senza retroterra. Sono stati trascurati:
1. L' agricoltura di montagna e le colture boschive ("tanto il legno viene comunque dall' Austria")
2. Il turismo di una certa qualita' (ambiente tipico al posto dei mostri "mondialisti" di Tarvisio, laghi di Fusine privi di posteggio, lago di Tramonti splendido, ma deserto, val Canale ormai ridotta a "dintorno di autostrada", mancanza di agriturismi e capanne, rudere Hotel Europa a Marina di Aurisina, degrado del bagno Sirena di Grignano, la costa piu' bella dell' Adriatico, la baia di Sistiana, piena solo di barche e ruderi e, di nuovo, senza posteggi...). Qualcosa si e' cominciato a fare appena quando e' arrivato Dressi al Turismo.
3. Terziario avanzato. Tradizionalmente Trieste e' una citta' portuale (oggi, con le gru, il porto da' lavoro a pochi, tanto peggio se e' amministrato da dilettanti con appoggi) e di servizi (patria delle Assicurazioni Generali, del Lloyd, della RAS). Oggi, con l' apertura ad Est, sarebbe ovvio che si creasse un centro d' incontro commerciale (= con Fiera degna di questo nome), culturale e, perche' no, politico. Invece si continua a discutere di "Polo della Scienza" (gli scienziati vengono con borse di studio, non si integrano e vanno dopo 2-3 anni), di fabbriche inquinanti (se non c'e' spazio, bisogna rassegnarsi a fare altro) e di progetti megalomani.
Non tutto il Nordest e' uguale. Se non si impara a differenziare, in FVG presto ci troveremo tanti operai di colore e tanti disoccupati bianchi.
Saluti


In Veneto il numero dei poveri sta aumentando. Già due anni fa, parecchi sindaci del Veneto si lamentavano di non aver più fondi a disposizione per dare assistenza ai poveri del paese. Motivo? Erano arrivati tanti immigrati con donne e bambini che erano ancora più poveri dei nostri poveri e assorbivano tutte le risorse disponibili.
Risultato: i poveri precedenti sono diventati più poveri ed il numero complessivo è aumentato per la presenza di nuovi poveri più poveri.
Quando il numero degli assistiti aumenta, tutti (quelli costretti a pagare) diventano un po' più poveri, tranne chi predica la solidarietà: Chiesa in primis (che di suo non tira fuori un ghello) e politici (che all'occorrenza si aumentano lo stipendio).


E i lavoratori stranieri che lavorano, pagano le tasse (toh, forse serve pagarle!!!) e l'INPS, non lo metti nel conto?Originally posted by Orso Brrrrr
In Veneto il numero dei poveri sta aumentando. Già due anni fa, parecchi sindaci del Veneto si lamentavano di non aver più fondi a disposizione per dare assistenza ai poveri del paese. Motivo? Erano arrivati tanti immigrati con donne e bambini che erano ancora più poveri dei nostri poveri e assorbivano tutte le risorse disponibili.
Risultato: i poveri precedenti sono diventati più poveri ed il numero complessivo è aumentato per la presenza di nuovi poveri più poveri.
Quando il numero degli assistiti aumenta, tutti (quelli costretti a pagare) diventano un po' più poveri, tranne chi predica la solidarietà: Chiesa in primis (che di suo non tira fuori un ghello) e politici (che all'occorrenza si aumentano lo stipendio).
La povertà non è più legata a fenomeni di marginalità, ma strutturale. Cioè uno stipendio di operaio semplice non basta per una famiglia, non parliamo di trovare un alloggio o di affittare un appartamento.
Sono favorevole a dare meno fondi alla Chiesa, in favore di politiche sociali. Idem per le associazioni "grosse" che fanno da traino per i voti e quindi si gonfiano.


Rapporto Caritas 99
"Il gettito contributivo di questi lavoratori è stato stimato dall INPS pari a 2.650 miliardi di lire nel 1999. Ipotizzando un numero complessivo di 330.000 lavoratori stranieri assicurati, o si conclude che ciascuno di loro paga annualmente 8 milioni di contributi (il che è poco probabile) oppure bisogna ritoccare verso l alto il numero dei lavoratori assicurati o verso il basso il gettito contributivo."


http://www.stranieriinitalia.it/
"Sanatoria: ogni anno l'Inps
ricaverà 2 miliardi di euro!
Grazie alla sanatoria, l'Inps può contare anche degli oltre 700mila nuovi lavoratori regolarizzati. Gli stranieri dovrebbero portare all'Ente previdenziale incassi pari a 4mila miliardi di vecchie lire l'anno. "


Ares2000
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L’impetuosa crescita del Nord Est
Si può considerare fondata la tesi che attribuisce ai lavoratori immigrati il merito maggiore dell’impetuosa crescita negli ultimi anni dell’industria del Nord Est.
In sei anni il Veneto ha visto infatti più che raddoppiare l’occupazione immigrata.
Incrementi occupazione immigrata 1994-1997 nel Veneto
anni 1994 1995 1996 1997
incrementi +2.500 +4.000 +5.000 +4.000
Fonte ISMU
Attualmente il 18,4% degli immigrati regolarmente occupati nel sistema delle imprese extra-agricole lavora in un’azienda veneta contro il 14,6% di cinque anni fa tanto che ormai una assunzione su cinque ha come destinatario un migrante.
Il Trentino –Alto Adige ha conosciuto un incremento quasi analogo, molto vicino al 100% e dà lavoro ad un numero di immigrati sicuramente più alto rispetto a regioni più popolose. Il Friuli segue non lontano con un incremento che supera il 65%.
Vi è dunque una stretta relazione tra lo spostamento verso Nord Est del ruolo di locomotiva del sistema produttivo italiano e l’utilizzo di lavoro immigrato.
Tab.4 Le dieci province con più immigrati occupati nelle imprese
----Città 1995(fonte Inps) 2001(stima Ares)
MILANO 11.197 14.500
VICENZA 7.767 10.800
BRESCIA 7.186 10.000
ROMA 5.010 6.000
BOLOGNA 4.795 5.700
MODENA 4.568 5.100
TREVISO 4.526 5.600
BERGAMO 4.307 5.000
TORINO 3.574 4.000
VERONA 3496 4.400
Elaborazione Ares su dati Inps