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    INSubrian SOCialism
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    Unhappy L’abete di Pré-St.-Didier

    Saluti a tutti,
    nei giorni del Solstizio d'Inverno, quando ho visto in televisione quell'enorme abete abbattuto e innalzato con scempio in piazza S.Pietro davanti al Papa ho provato molta pena.
    Oggi girando in rete ho trovato un articolo che ne parla.

    _________

    L’abete di Pré-St.-Didier



    Questa è la foto di Pré.St.Didier, inserita a corredo dell’articolo: "Pré-St.-Didier, nuova vita per le Terme", a firma Giorgio Boglione su Environnement n.23. In esso l’autore descrive il project-financing, il nuovo istituto giuridico - amministrativo stipulato dall’Amministrazione Regionale con la Quadrio Curzio S.p.A. per la realizzazione del nuovo complesso delle Terme che, nella foto, compare simulato, sul fondo, verso la gola dell’Orrido.

    Quest’immagine è interessante perché in essa fa ancora bella mostra di sé, l’abete rosso donato al Papa per l’albero di Natale in piazza S.Pietro. E’ uno dei due, a destra, vicino all’edificio rosso del vecchio Casinò.

    La scelta pare sia caduta su quest’albero, per la sua bellezza, per la vicinanza alla strada, (giusto a semplificare i lavori di taglio e trasporto) e per l’intralcio che avrebbe causato al nuovo insediamento delle terme, (da ornamento del viale, a impaccio)

    Se la simulazione del progetto è corretta, sembra invece che fosse sufficientemente distante dal nuovo edificio e che quindi nessuna buona ragione potesse essere addotta a sostegno del suo taglio. Certamente è vicino al vecchio edificio del Casinò, ma le linee guida della progettazione sostenibile, pongono come prerequisito di ogni progetto la salvaguardia del patrimonio esistente: stupisce quindi che un intervento di recupero e valorizzazione dell’area, inizi con la mancata tutela di un albero centenario.

    Privo di tutela per negligenza .

    Eppure c’era uno strumento a disposizione per salvarlo: la legge regionale 21 agosto 1990 n.50, la legge che la Regione si è data a tutela delle piante monumentali.

    Questa legge all’Art. 4 recita:

    Qualunque cittadino o Ente, attraverso apposita istanza indirizzata all’Assessorato regionale Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, può proporre che siano dichiarate monumentali piante ritenute in possesso dei requisiti di cui all’Art. 2.

    L’Art. 2 della legge considera piante monumentali :

    a) le piante, componenti relitte delle formazioni boschive poste a protezione dei villaggi, aventi un’età minima di 200 anni ed un tronco con diametro superiore a centimetri 80

    b) i castagni da frutto aventi un tronco con diametro superiore a cm 100 ed una chioma vitale dell’80%

    c) gli alberi di qualsiasi specie, esclusa la "Polpulous" ovunque radicati, che per rarità, dimensioni, età o altre particolari caratteristiche possano ritenersi monumentali.

    Avrebbe potuto essere dichiarato monumentale l’abete di Pré-St.-Didier? L’avrebbe deciso l’apposito Comitato.

    Di certo possono essere elencate alcune sue caratteristiche: l’età innanzitutto, stimata attorno ai 120 anni, l’altezza, circa 28 metri, la regolarità ed armonia dell’ impalcatura ma, soprattutto il suo valore storico, paesaggistico e culturale. Egli non era uno dei tanti, anonimo in mezzo ad una foresta, era un elemento di pregio del paese, assieme agli altri due, nella foto a destra, vicino all’Hotel Universo. Esso, ornava infatti il viale delle Terme: era, per citare il titolo del libro di Alberto Cerise, un "Testimone del tempo".

    Proprio come detto nella prefazione al libro dagli allora assessori Ennio Pastoret e Carlo Perrin, "l’albero è un testimone silenzioso e fedele della vita dell’uomo, del suo lavoro, delle sue passioni … risorsa economica ma anche culturale ed affettiva … in tutte le sue funzioni accompagna l’uomo della montagna nella sua vita e nella sua storia … alberi ancora portatori di vita si sono "salvati" e oggi oggetto di cure ed attenzioni particolari sono testimoni viventi di luoghi, di epoche, di eventi storici."

    Mentre per l’assessore Cerise : "Ogni albero dovrebbe essere celebrato non solo per ciò che fa e per ciò che dà in favore della vita sulla Terra, ma anche per ciò che è. Noi stessi per poter stare meglio su questo Pianeta, dovremmo riscoprire la nostra dimensione naturale. In questo modo saremmo in grado di apprezzare la grandezza e l’importanza di ogni pianta e potremmo riacquistare la capacità di scrutare nell’albero e nel tempo …"

    "Questo libro è un appello in favore di un più consapevole, profondo e rispettoso rapporto tra noi e le piante,finalmente intese non solo come patrimonio naturale, ma anche di quello storico, culturale e morale."

    E oltre ancora ." E poi, nell’interesse del paesaggio, della cultura, della storia e dell’ambiente altri alberi attendono di essere dichiarati monumentali e come tali beneficiare delle dovute preziose attenzioni."

    Anche l’albero del viale attendeva di essere dichiarato monumentale. l’assessore per primo è venuto meno alle sue toccanti parole ed allo spirito della legge, poi il sindaco Bieller non lo ha considerato patrimonio dei suoi concittadini e non li ha informati della scelta, la Quadrio S.p.A ha acconsentito a privarsene, la Forestale ha fatto da notaio, gli ambientalisti si sono distratti e l’abete rosso non si è salvato.

    A mio avviso, i progetti di riqualificazione e recupero di un’area dovrebbero essere progetti partecipati, dovrebbero prevedere fin dall’inizio il confronto con la comunità locale perché possano arrichirsi anche dei suoi saperi, delle sue aspettative. Un’Amministrazione attenta e sensibile, non dovrebbe temere e vivere come lesa autorità un percorso di partecipazione più ampio possibile e non limitarsi a presentare i suoi interventi, soprattutto se di grande impatto a decisioni ormai prese. Se questo avvenisse non accadrebbe più di accorgersi della presenza silenziosa di beni come un sentiero, un edificio storico, un grande albero, un ponte, quando li abbiamo ormai persi, quando più che la loro funzione materiale abbiamo perso la loro funzione spirituale di costruttori di armonia e felicità interiore, di rafforzamento della memoria e dell’identità collettiva.

    Guardiamo ancora la foto in alto, ora, mentalmente, cancelliamo l’abete in questione: non ci sembra che il luogo sia un po’ più brutto?

    Forse al Papa si sarebbe potuto fare un altro dono, con altrettanto ritorno d’immagine e pubblicità per la Valle d’Aosta, e non privare la comunità di Pré-St.-Didier del testimone delle vecchie Terme. Speriamo che quello rimasto, un po’ più giovane ed un po’ meno armonioso, venga risparmiato.

    Cesara Pavone

    tratto da: www.verdinrete.it

  2. #2
    Mjollnir
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    Grazie della segnalazione, caro Conte

  3. #3
    Ecogiustiziere Insubre
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    Sì, grazie, Conte, per la completezza dell'informazione.

    ___________________________________________

    Iunthanaka, ti ricordo che questo è un forum pubblico.

    Mjollnir
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

 

 

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