Moda, Gramsci finisce in passerella
Marras manda il Che in soffitta e stampa il viso del fondatore del Pci sulle T-shirt.
... Antonio Marras, commosso dalle “Lettere dal carcere” di Gramsci, stampa il faccione occhialuto del fondatore del Pci sulla maglietta: nuovo oggetto del desiderio della no global generation (il Che se ne può anche andare in soffitta).
... Lo stilista sardo, abituato a commuovere i suoi fan ripescando lettere strappalacrime e poesie d’amore, questa volta resta folgorato dal pensiero gramsciano, quello delle dolci lettere alla moglie e ai figli. “Mi sono fatto uno stile …” scriveva Gramsci parlando della miseria della sua prigionia, e Marras crea una collezione che definisce “di stracci” per rievocare la silhouette scarna e sofferente dell’intellettuale. Gli abiti per uomini “liberi, spiriti coraggiosi, gente che lotta per conservare la memoria” sono quelli dalla foggia degli anni ’20, con qualche licenza come i pantaloni che finiscono negli anfibi o le felpe con il cappuccio. Vestiti bucati, consumati, lisi si mischiano con scarponi, calzettoni e qualche cravatta. Alla fine ne esce un mix stravagante da manifestazione alternativa, che però ha un suo carattere. Difficile dire se il Gramsci di “Odio gli indifferenti”, sarebbe d’accordo, di certo questa moda suscita più di un interesse. ...
(da IL NUOVO 14 gennaio 2003)
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