ROMA - L’Italia è impegnata in sede europea per trovare un punto di intesa comune nella definizione di reati come il razzismo e la xenofobia, mantenendo ferme le garanzie costituzionali circa la libertà di espressione di ogni cittadino: per questa ragione il ministro della Giustizia Roberto Castelli conta di porre mano «a un’attenta e più liberale rivisitazione della legge Mancino». Il Guardasigilli, rispondendo alla Camera, nel corso del question time, a un’interrogazione sugli incidenti avvenuti qualche giorno fa negli studi televisivi di Telenuovo, a Verona, che hanno avuto per protagonisti Adel Smith e alcuni militanti di Forza Nuova, ha espresso anche l’auspicio che i magistrati si astengano da dichiarazioni sulle indagini in corso (con chiaro riferimento al procuratore della Repubblica veronese Guido Papalia che sta seguendo il caso). Quindi ha aggiunto: «Uno dei punti fondanti del programma di governo riguarda la depenalizzazione di una fitta serie di reati di opinione. Sulla legge Mancino, che prevede aggravanti in materia di discriminazione razziale e religiosa, ricordo - ha sottolineato Castelli - che è in corso da parte del sottoscritto un intenso lavoro di normativa a livello europeo, dove la delegazione italiana si sta battendo per garantire ai cittadini la libertà di manifestazione di pensiero. Questo è tanto più importante in quanto i reati di razzismo e di xenofobia rientrano fra quelli contemplati dal mandato di arresto europeo, a prescindere dalla doppia incriminabilità». E un appoggio totale ed incondizionato a Castelli arriva direttamente dal gruppo parlamentare del Carroccio. Il deputato Guido Rossi, presente ieri in aula durante il question time, è chiaro: «Siamo fortemente contrari alla legge Mancino. E il caso di Adel Smith conferma, se mai ve ne fosse stato il bisogno, questa nostra ferma opposizione». «Mi chiedo come mai - afferma l’esponente della Lega - la legge Mancino venga applicata ai militanti di Forza Nuova mentre non viene nemmeno menzionata per il signor Zucchi, l’assistente di Smith, che una settimana prima aveva sferrato un pugno in pieno volto al professor Pelanda durante una trasmissione televisiva di una rete locale veneta. In questo caso infatti il dottor Papalia non ha parlato di un “cazzotto” con l’aggravante dell’odio religioso». «Chiediamo dunque al governo - afferma Rossi - di assumere iniziative legislative urgenti dirette a modificare la cosiddetta legge Mancino che permette, a giudici e magistrati politicizzati, di usarla a proprio piacimento». «Di questa legge se ne è sempre fatto un uso strumentale. Come mai - si domanda il deputato del Carroccio - è sempre stata applicata ai leghisti e mai alla galassia dei centri sociali o agli estremisti della sinistra?». «Ricordo - conclude Rossi - che alcuni militanti del nostro partito sono indagati, proprio sulla base di questa legge, solo per aver promosso una raccolta firme contro un campo nomadi a Verona». Nel corso del question time alla Camera c’è stato anche l’intervento del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu che è tornato a lanciare l’allarme terrorismo nel nostro paese ma ha anche condannato l’atto dei militanti di Forza Nuova. «Concordiamo con il ministro Pisanu sulla ferma condanna degli episodi di violenza che hanno visto protagonista alcuni giovani di estrema destra, ma vogliamo ricordare che le forme di illegalità politica non sono tali solo se provengono dall’estrema destra». Questo è la risposta del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «Esistono e vanno adeguatamente combattute - prosegue - anche le violenze provenienti da altri schieramenti ideologici. Le sedi della Lega, ad esempio, sono state frequentemente oggetto di assalti e attentati da parte di delinquenti di matrice estremistica di sinistra e spesso gli appartenenti ai centri sociali hanno aggredito i nostri militanti. Chiediamo quindi rigore altrettanto fermo anche nei confronti dell’estremismo di sinistra».




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