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IL NUOVO



Grida infedele e cerca di sfigurarlo


Un tunisino di 35 anni, senza fissa dimora, vicino un bar di via Portuense, ha aggredito con un coltello serramanico un impiegato romano. In tasca dell'extracomunitario altri sei coltelli e una pistola replica.
di Simone Navarra

ROMA - "La tua religione mi fa schifo". Con queste parole ieri sera un tunisino di 35 anni, Kaled Nacach, senza fissa dimora e privo di permesso di soggiorno, ha aggredito un tranquillo impiegato romano di 42 appena uscito da un bar. Il fatto è avvenuto nei pressi di via Portuense 104, poco lontano dall'ospedale Forlanini, verso l'ora di cena. L'extracomunitario era armato di coltello serramanico, e con quello ha cercato di sfigurare quell'"infedele" che non voleva dargli "qualche euro di elemosina".

Per fortuna la sua "vittima predestinata" è riuscita a divincolarsi e a scappare via. Lungo la strada l'impiegato incontra una donna vigile urbano alla quale racconta in modo agitato quanto gli era appena accaduto. E’ così la medesima vigilessa che visto arrivare il nord africano, che correva verso di loro brandendo ancora il coltello, chiede rinforzi chiamando il 112. Una gazzella del Nucleo Radiomobile arriva sul posto in pochi secondi, bloccando il tunisino e mettendolo in manette con l'accusa di minaccia aggravata.

I carabinieri, dopo averlo reso inoffensivo, lo perquisiscono e gli trovano addosso, oltre al coltello utilizzato per l’aggressione, altri sei coltelli da cucina occultati nella tasca del giaccone. Nella cintola dei pantaloni invece c'era una pistola replica ad aria compressa priva del tappo rosso. Proprio per questi "rinvenimenti" alla procedura d'arresto si aggiunge immediatamente una denuncia in stato di libertà per detenzione illecita di armi da punta e taglio. "Il tunisino era probabilmente ubriaco - spiegano i militari - il problema però era che poteva veramente fare del male con la lama che aveva in mano".

(16 GENNAIO 2003; ORE 12:05)