Questo periodo dell'anno ci ricorda l'importanza del dialogo con i nostri fratelli maggiori ebrei. Condizione del dialogo è la conoscenza delle reciproce posizioni: apro quindi questo 3d, per comprendere qualcosa di più circa l'ebraismo.
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Secondo le stime degli esperti, nel 1991 la popolazione ebraica era nel mondo di 14 milioni circa così suddivisi:
Israele 3.717.000
America 6.278.000 per la maggior parte residenti negli Stati Uniti. Gli ebrei d'America rappresentano circa il 64% degli ebrei della diaspora(=dispersione nel mondo).
Asia 3.979.000
Europa 2.307.000 circa 500.000 dei quali risiedono in Francia.
Russia 430.000 fino al 1991 dopo la liberalizzazione dei visti, molti sono ritornati o si accingono a tornare in Israele ed è difficile, al momento, sapere con certezza quanti sono rimasti.
ltalia 32.000 Le comunità più numerose sono quelle di Roma, con circa 15.000 membri, e di Milano con circa 10.000 membri.
Il popolo d'Israele e di Giuda non compare né in un luogo né in un tempo precisi. Questa entità si formerà assai lentamente in mezzo a civiltà molto antiche che hanno occupato lo spazio che va dalla Mesopotamia all'Egitto. Si tratta di un popolo che troverà pienamente la sua unità soltanto con la sovranità di Davide, una capitale - Gerusalemme- e un Tempio: quello di Salomone. (X secolo a.C.)
Le tribù esistevano molto prima ma le loro storie sono differenziate prima di fondersi in una sola epopea attorno alla figura di Abramo e di Mosè, e attorno all'evento basilare: l'uscita dall'Egitto e l'esperienza del Sinai.
L'entità" Israele e Giuda" non sussisterà che durante i due regni di Davide e Salomone, ossia meno di un secolo. Le due entità Israele e Giuda conosceranno sorti differenti, ma non vivranno mai senza la speranza, il desiderio e la necessità di riunirsi. .
Israele scomparirà sotto i colpi di Assur nell'VIII secolo a.C.; Giuda sarà distrutto da Babilonia nel VI secolo a.C. Ma la rovina degli stati non significa la morte di un popolo. I Giudei continueranno a vivere, pensare, scrivere tanto in Palestina che a Babilonia e nella diaspora.
Sul suolo palestinese riappariranno entità giudaiche con i Persiani e sotto la dominazione greca. Un nuovo regno vedrà la luce a partire dal II secolo a.C., grazie alla rivolta dei Maccabei, regno che soccomberà sotto il peso dei contrasti interni sfruttati dai Romani. .
L'occupazione romana (63 a.C.) si concluderà con le terribili guerre giudaiche del 70 e 135 d.C., che segnano la fine di ogni entità politica giudaica. E tuttavia Israele permane in molteplici comunità, tanto in Palestina che a Babilonia e in tutta la diaspora.
Per scrivere la storia di Israele e Giuda bisognerebbe tentare di seguire ognuna di queste comunità nella sua specificità, ma anche studiare i loro legami spirituali, culturali, economici.
LA STORIA DEL POPOLO EBRAICO: 4000 ANNI Di MIGRAZIONI
Gli ebrei sono uno dei popoli più antichi, sopravvissuti a migrazioni, carestie, guerre, deportazioni, persecuzioni; nonostante ciò hanno mantenuto nel tempo la loro religione, le loro tradizioni, la loro cultura.
Popolo di nomadi, organizzato in tribù, gli ebrei erano dediti alla pastorizia e alla pesca. Di loro ci sono tracce già 4000 anni fa: provenendo dal cuore della Mesopotamia, sarebbero giunti in Palestina (abitata dai Cananei 1), a ondate successive, a partire dagli inizi dei Il millennio a.C. La Palestina (regione dell'Asia mediterranea, che si estende tra il deserto siriaco a est, il mar Mediterraneo a ovest, il Libano a nord e il Monte Sinai a sud-ovest) ha caratteristiche territoriali e ambientali diverse (zone verdeggianti per il pascolo; distese sabbiose e colline coltivabili; regioni montuose e fertili fasce di terreno, intorno ai fiumi e ai laghi, che richiamavano l'opera di contadini stanziali), che favorirono l'insediamento di nuovi popoli.
Inoltre, la Palestina costituisce un ponte tra la Valle dei Nilo e quelle dei Tigri e dell'Eufrate; quindi è stata da sempre considerata come terra di passaggio, di insediamento, di razzia, di conquista. Secondo la Bibbia, il libro sacro degli ebrei, la prima migrazione fu quella della tribù di Abramo che partì da Ur in Sumeria (regione della Mesopotamia meridionale), scampando alla distruzione annientatrice dei popoli invasori, provenienti dalle montagne.
A quei tempi, i popoli erano politeisti, mentre Abramo era monoteista: egli ruppe con l'idolatria, per dedicarsi al servizio dei "Dio uno e unico", nel quale riconosceva il Creatore dei cielo e della terra. Il Dio di Abramo è indipendente dalla Natura e da ogni limite geografico, è il Dio dell'equità e della giustizia. Abramo vide nella sua salvezza un disegno divino: si convinse di essere destinato a fondare una nuova nazione che recasse al mondo la conoscenza dei "Dio uno e unico".




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rescete e moltiplicatevi"-Dio ad Abramo:" Farò di te un grande popolo e ti benedirò"e "io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza".
