Parla Luigi Fulciniti, presidente dell’Unione nazionale
mutilati per servizio delle forze dell’ordine
di Francesca Morandi
Mentre nei palazzi della politica si discute di un possibile atto di clemenza verso i detenuti, c’è chi le ingiustizie le ha subìte sulla propria pelle e si ribella al clima di perdonismo generalizzato sostenuto da alcune correnti di maggioranza e opposizione. Ma la Lega è ancora una volta dalla parte della gente, di quella gente che chiede giustizia e si oppone a scelte comode volte esclusivamente a sfoltire le carceri e ridurre il lavoro dei magistrati. «Lo Stato deve tutelare coloro che sono stati colpiti, non i loro carnefici». Usa queste parole Luigi Fulciniti, presidente dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio delle Forze dell’ordine e delle Forze Armate dello Stato (Unms) della Provincia di Milano che aggiunge: «Noi siamo contrari ad ogni forma di indulto verso quelle persone che hanno seminato sangue e lutto nelle nostre città».
L’Unms non è l’unica associazioni ad essere contro questo genere di provvedimento, vi sono anche altre organizzazioni, come quella che rappresenta le famiglie delle vittime del terrorismo, che si oppongono energicamente all’indulto. È necessario, dunque, tenere in considerazione queste legittime richieste...
«Il perdono non spetta allo Stato ma a quelle vedove, quegli orfani, quei genitori che devono fare i conti con un lutto che è incolmabile. Non sono i parlamentari a dover perdonare ma i congiunti che sono stati colpiti. La nostra organizzazione, oltre alle famiglie di quei servitori dello Stato caduti vittima di guerra, terrorismo e mafia, rappresenta anche gli invalidi delle forze dell’ordine. È inaudito il dolore di queste persone con le quali abbiamo frequenti contatti. Lo Stato ha il dovere di tutelarli. Le racconto un aneddoto che ho vissuto in prima persona: a Roma ho visto il brigatista rosso Renato Curcio che, come un cittadino qualunque, è salito sul treno nel quale mi trovavo. La sensazione che ho provato in quel momento è stata di rabbia e stupore: tutti sappiamo cosa hanno fatto i terroristi durante gli “Anni di Piombo. Posso citare numerosi nomi di personaggi barbaramente assassinati da questi delinquenti che ora si vogliono “graziare” con un atto generalizzato: Luigi Calabresi, Guido Galli, Emilio Alessandrini, Antonio Marino, Vittorio Padovani, etc...».
Cosa ne pensate dell’indultino?
«L’indultino è una scappatoia, un’invenzione di qualcuno che intende usare parole diverse per raggiungere lo stesso obiettivo».
Alcuni rappresentanti della Lega hanno osservato, le misure in discussione non favoriscono la giustizia: coloro che vengono scarcerati potrebbero essere pericolosi per i cittadini ...
«È verissimo, sono molti i casi in cui gli scarcerati hanno compiuti altri delitti. Questo non è accettabile per una questione di tutela civile. Ma non solo: anche le nostre forze di polizia, che si espongono a situazioni ad alto rischio, devono essere protette e il loro lavoro esige rispetto. Come possono accettare che i delinquenti da loro ammanettati, tornino in libertà per il buonismo di alcuni partiti politici? ma c’è un’altra considerazione da fare: i delinquenti incalliti, appartenenti alla mafia o ad organizzazioni criminali, sapendo che in Italia regna il perdonismo dilagante che potrebbe diventare addirittura legge, non temono più la galera e potrebbero aumentare le loro azioni delittuose. Ci opponiamo a questo così come non vogliamo che i funerali dei caduti dello Stato, celebrati con grande solennità e con tutti gli onori, finissero nel dimenticatoio».




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