Rc auto, milioni di cause contro le assicurazioni
Le associazioni dei consumatori "brindano" alla vittoria: la Cassazione accoglie la richiesta di risarcimento di chi ha pagato tariffe esose a causa del "cartello" delle assicurazioni: 18 milioni gli aventi diritto
Dal sito dell'Adusbef :
Rc auto, come ottenere il rimborso dei premi
La sentenza della Cassazione
MILANO - Se il "cartello" danneggia il consumatore, questo va risarcito. Così si è espressa la Corte di Cassazione accogliendo le tesi sostenute dall'Intesa dei consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori esprimono grande soddisfazione: "Si tratta di una delle più grandi vittorie dei consumatori italiani - commentano - che va a
favore di oltre 18 milioni di automobilisti che ora, grazie a
questa sentenza, potranno vedersi risarcire per le esose tariffe pagate alle avide assicurazioni".
Insomma, la Cassazione nella sentenza (17475/02 firmata dal giudice Onofrio Fittipaldi) sull'intesa Rc Auto riconosce la competenza dei giudici di pace per i rimborsi chiesti dai consumatori. Certo, precisa la Suprema Corte, bisogna Provare la ''violazione di uno specifico diritto soggettivo''. In altri termini: le aziende si fanno la guerra o decidono di mettersi d'accordo violando le regole? Se questo danneggia il consumatore si può chiedere il risarcimento, anche se non basta l'intesa in sè a provocare il danno.
''La Cassazione mette la parola 'fine' - commenta il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti - alla vicenda e sconfigge l'arroganza delle compagnie di assicurazioni che si credevano invincibili; anche l'Isvap ne esce sconfitto e si evidenzia cosi' che in questi anni non ha fatto nulla per i consumatori. Per i consumatori con questa sentenza si completa la più importante vittoria dei consumatori in materia antitrust''. La
Cassazione, affidando la vicenda dei rimborsi (in seguito alla multa Antitrust per cartello) ai giudici di pace, facilita la richiesta di rimborsi perchè elimina per i consumatori i costi
processuali e le spese di avvocati. Il 90% delle richieste sono
infatti sotto i 516 euro. Lannutti ricorda ancora che ''sono 18
milioni i possessori di polizze che hanno diritto al risarcimento''.
Il consumatore dunque può dire la sua anche se sono le
imprese a violare le regole tra loro. La Suprema Corte afferma infatti che anche se non c'è un diritto soggettivo, una legittimazione attiva, ciò ''non equivale a postulare l'irrisarcibilità assoluta di ogni e qualsiasi delle eventuali
ricadute estreme di quelle intese vietate dal legislatore sul
consumatore finale''. Anche se specifica: la risarcibilità non
sarà conseguenza dell'intesa vietata ma deve esserci anche la violazione di un diritto, ovvero il danno. La Cassazione, dunque, se da una parte esclude un diritto esplicito del consumatore nell'ambito della normativa che regola la concorrenza, dall'altra afferma che la legge presuppone ''una
tipologia di danni strettamente connessa alle tematiche dell'impresa e della sua presenza nel mercato''.
(15 GENNAIO 2003, ORE 16:49)




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