![]()
Ai camerati, fratelli ed amici.
Stamattina il giudice delle indagini preliminari, dott. Sperandio di Verona, ha messo in moto la macchina repressiva antinazionale, emettendo quindici mandati di cattura, oltre i sei già in atto. Con questo, vergognoso, provvedimento si vuole impedire a tutti noi il legittimo diritto di manifestare liberamente il nostro dissenso verso un sistema che permette, ad un criminale come Smith, di infangare la nostra cultura e di mettere a repentaglio l’esistenza stessa del nostro popolo.
Se pensano, i giudici di Verona, di placare con questi mezzi il nostro dissenso si sbagliano di grosso. Milioni di italiani, di tutte le estrazioni sociali, hanno finalmente aperto gli occhi. Hanno visto chi rischia e paga sulla propria pelle per difendere la nostra cultura e per dimostrare che in Italia non tutto è condannato alla cancrena dell’immobilismo.
La gente è dalla nostra parte, ci supporta e ci vede come bastione di difesa dei valori. Confidiamo che tutti voi sappiate mobilitarvi con criterio e rigore in ogni piazza ed in ogni città senza paura e timori.
La battaglia è giusta, è sacrosanta, non la può fermare né un giudice né un fondamentalismo che a poco a poco apre varchi di terrore e di sangue nel nostro Paese.
Mai una custodia cautelare è stata più afflittiva; il dolore non sta nella perdita della libertà e nei danni da essa conseguenti, bensì nel non poter fare militanza e partecipare a questo momento di lotta. Una militanza necessaria per imporre il nostro marchio di vittoria contro i nostri nemici, gli stupidi, i detrattori, tutti coloro che pur conoscendo la gravità del pericolo stanno fermi e mandano avanti gli altri.
Il movimento non è decapitato; mentre autorevoli uomini di cultura e di governo stanno operando per ripristinare minimi criteri di giustizia, migliaia di militanti sfoderano le proprie spade e indicano il sentiero di lotta.
Diamoci da fare, datevi da fare: non c’è tempo da perdere, la battaglia ha inizio.




Rispondi Citando