Case popolari, dopo l’aggressione a Telepadania
gli insulti e le calunnie di Rifondazione comunista
di Guido Colombo
La Lega Nord è un movimento razzista, in combutta con organizzazioni neofasciste internazionali, mentre il problema dell’abusivismo è stato montato per fini politici dai volontari verdi. Queste in estrema sintesi le mirabolanti tesi esposte da Rifondazione Comunista in una conferenza stampa oggi a Milano, tenutasi in una sede piena di simboli nostalgici dei bei tempi andati in Unione Sovietica e manifesti inneggianti alla droga libera. Nell’invito diramato ieri alla stampa i seguaci di Bertinotti promettevano di fornire le prove di queste insinuanti affermazioni.
Ed eccole queste fantomatiche prove: qualche volantino dei Volontari Verdi contro i clandestini, lo statuto degli stessi Volontari Verdi scaricato da internet, un vecchio articolo del quotidiano comunista Liberazione (per il quale i giornalisti de La Padania presentarono a suo tempo una denuncia per falso), ed una specie di scheda segnaletica dell’onorevole Borghezio, nella quale vengono ricostruite, con non poca fantasia, le tappe della sua carriera politica. Del resto tra i relatori c’era un certo personaggio, al secolo Saverio Ferrari, esponente di un “Osservatorio democratico sulle nuove destre“, condannato con sentenza definitiva dalla corte di cassazione il 22 gennaio del 1990 a 5 anni e sei mesi di reclusione. Per quale motivo? Come si legge nell’istanza di rinvio a giudizio firmata dai giudici Grigo e Salvini, Ferrari gestiva l’archivio segreto di Avanguardia Operaia a Milano, ritrovato in una mansarda in Viale Bligny. Questo archivio conteneva vere e proprie schede segnaletiche di migliaia di avversari politici, con tanto di foto e descrizione delle loro abitudini e dei posti che frequentavano.
Secondo la magistratura questo archivio servì come documentazione agli autori di due tragici fatti di cronaca accaduti a Milano durante gli anni di piombo: l’omicidio del diciassettenne Sergio Ramelli e il raid in un bar di Largo Porto di Classe, nel quale quattro ragazzi di destra subirono lesioni tali da rimanere invalidi per sempre. Un abitudine, quella di schedare gli avversari politici, che Ferrari sembra non aver perso, visto che durante la conferenza stampa di oggi si è vantato di possedere informazioni molto dettagliate sulle attività, presenti e passate, della Lega Nord e di molti suoi esponenti.
Alla luce dei suoi precedenti c’è di che preoccuparsi.
Naturalmente gli esponenti di Rifondazione non si sono limitati a fantasticare di improbabili trame eversive, ma hanno ovviamente anche parlato delle occupazioni abusive nelle case Aler.
Occupazioni legittime, sempre secondo i seguaci di Bertinotti, perché “occupare non è un diritto ma una necessità”. Sancita da chi non è dato saperlo.
I responsabili delle occupazioni sarebbero poi in prevalenza italiani e le intrusioni nelle abitazioni di edilizia popolare sarebbero limitate agli appartamenti sfitti.
Entrambe le tesi sono state già più volte smentite dai fatti e, proprio ieri sera, una custode delle case Aler di Via degli Etruschi a Milano ha confermato, nel corso di un intervista trasmessa da Tele Padania, che la maggioranza degli abusivi è extracomunitaria e che sono stati occupati anche diversi appartamenti regolarmente abitati da italiani. L’esatto contrario insomma di quanto affermato da Rifondazione Comunista nella sua conferenza stampa.
False sono anche le accuse all’onorevole Borghezio di aver violato il domicilio degli abusivi. L’europarlamentare non è infatti entrato in nessun’appartamento e, per giunta, era accompagnato dalla Digos durante la sua visita sul posto. Se quindi il reato c’è stato, gli agenti sarebbero corresponsabili.
Ciò che comunque va rimarcato è che, prendendo a pretesto la vicenda degli abusivi a Milano, un partito importante della sinistra italiana arrivi a chiedere l’applicazione della famigerata Legge Mancino, una mostruosità giuridica della quale proprio ieri il ministro Castelli chiedeva la revisione, contro un’intero schieramento politico, ovvero contro la Lega.
Legge Mancino che, varata ufficialmente per punire le violenze di stampo razzista, è invece servita ai magistrati di sinistra per colpire chiunque facesse propaganda contro l’immigrazione.
In particolare, come ricordato sempre ieri da alcuni parlamentari della Lega Nord, anche diversi militanti leghisti sono stati inquisiti sulla base di questa norma che, violando il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, punisce molto più severamente un crimine se commesso ai danni di un immigrato piuttosto che di un cittadino italiano. Un classico caso di razzismo alla rovescia insomma.




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