Ricordate "Celtica 2002"? Bene, a quanto pare il garante (anche Cheli è un comunista?) ha pensato bene di multare un atteggiamento scorretto, oltre che in violazione della legge.
Questa la cronaca:
Diretta celtica su Raitre. Multa del Garante: violata la legge Mammì
Il programma è stato visto solo in sette regioni del Nord. Trenta giorni di tempo per difendersi
[i]ROMA - La Rai è stata multata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Enzo Cheli, e in pratica riconosciuta «colpevole» di aver dato vita la mattina di domenica 7 luglio 2002 su Raitre dalle 9.30 alle 10.45 al primo esperimento di Tv del Nord. L’accusa è di aver violato l’articolo 15 della legge Mammì del 6 agosto 1990 che tuttora impone alle tv nazionali e private di «trasmettere il medesimo programma su tutto il territorio per il quale è rilasciata la concessione». Cioè l’intero territorio nazionale. La Rai ha trenta giorni di tempo per presentare la sua memoria «difensiva» ma rischia una multa da 5.160 a 51.640 euro.
Ed ecco i fatti. Il 7 luglio andò in onda contemporaneamente in quell’orario nelle sette regioni dell’arco alpino (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, un bacino di 22 milioni potenziali di telespettatori) il programma «Celtica 2002»: la cronaca di un festival di musica e arte che dal 1997 si celebra all’ombra del Monte Bianco. Infatti l’iniziativa partì dalla sede Rai della Val D’Aosta diretta da Renzo Canciani. Le immagini della Val Veny, le melodie suonate da 500 musicisti sostituirono il film di Totò «Risate all’italiana» che venne regolarmente trasmesso nel resto d’Italia. Il progetto non aveva radici politiche leghiste (venne voluto dal direttore della Divisione 2 Giuseppe Cereda, vicino all’Ulivo, mentre Canciani è un ex socialista con un passato alla Uil) ma venne salutato con notevole entusiasmo da molti esponenti leghisti.
Il ricorso all’Autorità è stato presentato dalla Frt, la Federazione Radio Televisioni, ed è stata fortemente sponsorizzata da Rolando Boesso, attivissimo patron dell’emittente bolzanina Tvb33. Da sempre le tv locali si oppongono duramente alla «localizzazione» dei programmi Rai temendone la concorrenza.
La decisione del Garante (partita dal Dipartimento garanzie e contenzioso diretto da Emilia Visco) crea un precedente che, finchè resterà in vigore la legge Mammì, può provocare problemi a future programmazioni di questo tipo. Sono prevedibili anche le polemiche: la contestazione va in rotta di collisione con lo spirito del nuovo Contratto di servizio firmato tra la Rai e il ministero delle Comunicazioni diretto da Maurizio Gasparri, in particolare con l’articolo 12 che prevede precisi obblighi per la Rai: dar vita a convenzioni con le regioni. Anche il nuovo piano culturale della Rai, approvato dal presidente Antonio Baldassarre e dal consigliere Ettore Adalberto Albertoni, contempla ampi spazi «locali».
Toccherà adesso formalmente a Raitre, e in particolare agli organizzatori materiali di «Celtica 2002», preparare una memoria difensiva che potrebbe forse partire dalla Convenzione del 28 marzo 1994 tra la Rai e l’allora ministero delle Poste e che prevede esplicitamente programmi «regionali, subregionali e interregionali».
Fonte: Corriere della Sera 06/02/'03[i]
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L'articolo di luglio
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VIDEO E TRADIZIONI / In sette regioni del Nord Italia Raitre manda in onda la rassegna di arte e musica dalla Val d’Aosta
Debutta la tv federalista, Totò interrotto dalla diretta del festival celtico
Il sottosegretario Stefani: certo che c’è la mano della Lega
MILANO - Stop a Totò, Peppino De Filippo, Walter Chiari, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi e Vittorio De Sica. Va in onda Celtica 2002, festival di musica ed arte che si celebra dal 1997 all’ombra del Monte Bianco. La novità di quest’edizione - peraltro ampiamente annunciata - è che canti, balli e tradizioni celtiche sono andate in onda «a regioni unificate» da Genova a Trieste, passando attraverso le sette regioni dell’arco alpino. I fatti: per gli appassionati e gli annoiati, alle 8.50 di ieri mattina Raitre prometteva Risate all’italiana , del 1964, un film realizzato montando con spezzoni «di bravura» dovuti ad un’autentica galleria di mostri sacri, da Totò a Tognazzi, appunto. Ma, alle 9.30, nelle sette regioni dell’arco alpino - Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia (circa 22 milioni di abitanti, non si sa quanti telespettatori sintonizzati a quell’ora su Raitre) - lo humour mediterraneo del «principe della risata» ha ceduto il passo agli accenti nordici della rassegna valdostana, con le immagini della Val Veny e le melodie che vedono impegnati oltre 500 musicisti.
Le proteste non sono mancate: «Qui c’è il diktat di qualche capetto leghista» ha denunciato via email un telespettatore al sito del giornalista Claudio Sabelli Fioretti. «Macché, nessun doppio senso - smentisce Renzo Canciani, direttore della Rai della Valle d’Aosta -. Quest’iniziativa, annunciata un mese fa, vuole solo valorizzare le sedi regionali, offrendo un tema unificante ma non troppo localistico».
Non ha dubbi, infine, il leghista Stefano Stefani, sottosegretario alle Attività produttive: «Certo che dietro c’è la mano della Lega. Come sempre quando si fa un passo avanti verso il federalismo».
Fonte: Corriere della Sera




Rispondi Citando
che gli frega della rai al nord....i film di totò glieli passano in replica ogni settimana ........................................


Non riesci a beccare l'emittente bolognese "e'TV"? E' ricca di programmi pro-Emilia, inoltre puoi ascoltare quotidianamente il "nutizieri bulugneis" (boh, più o meno si scrive così ; ), telegiornale in dialetto.
