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  1. #1
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    Predefinito Mai viste tante falsità condensate in un solo articolo

    E' questo il convoglio su cui il leghista trentino Boso
    vorrebbe istituire vagoni "speciali" per gli immigrati
    Sul "treno degli africani" Vagoni separati? No, grazie
    Il Verona-Brennero, 150 chilometri di tranquilla normalità
    di PAOLO RUMIZ


    TRENTO - L'unico passeggero che, tolte le scarpe, mette i piedi sul sedile davanti è uno studente di Rovereto che si addormenta con una dispensa di analisi matematica in mano.Certo,ci crediamo tutti sign.Rumiz.Lo studente è sicuramente l'unica persona che lo fa.Prendere un paio di occhiali nuovi invece no,eh?. Attorno a lui, sull'interregionale 2252 che vola verso Nord sui vigneti della Val d'Adige, immigrati africani dormicchiano, esausti ma composti, in mezzo alle loro borse di roba da vendere. Eccolo il treno dello scandalo, il diretto Verona-Brennero delle 7.45, dove il leghista trentino Erminio Boso vorrebbe istituire i vagoni speciali per immigrati. I "poveri italiani" non sono costretti a stare in piedi da orde africane stravaccate e puzzolenti.

    Sul "treno della vergogna" nessuno puzza e nessuno ti aggredisce. Non c'è anima viva sulla linea Milano-Mestre, la mattina del sabato. La motrice buca la bruma padana trascinando a Est vagoni vuoti. Ma appena arrivi a Verona, la linea dell'Adige, che taglia le Alpi verso Nord, trabocca di passeggeri; e non si capisce da dove sbuchi tutta quella gente che in un'ora così grigia prende d'assalto i vagoni bianco-verdi dell'interregionale in partenza al binario due. Giovani festosi, non orde "fatte" di coca che poi ti distruggono i sedili. Universitari pieni di libri, scolari con zaino, ragazzotte eleganti, tutti lì a far ressa insieme alla gente di colore, e non sai perché, visto che quello, secondo gli allarmi del Carroccio, è il treno più lurido d'Italia. Il 2252, invece, è un normalissimo treno italiano.Appunto,è questo il problema: che è un normalissimo cessoso treno itagliano dove la sporcizia e la non curanza sono la norma,ma per Rumiz va bene cosi'.

    Un normale spaccato della nuova demografia del Nord che lavora e produce.Anche le puttane extracomunitarie producono egr.Rumiz?Ah già...ma quelle non le ha viste Con la nouvelle vague dei giovani pendolari, con la sua quota di immigrati, con i suoi clandestini. Con un po' di odore, anche, di miseria e minestrone. Lo stesso degli italiani, quando emigravano oltre le Alpi e gli svizzeri volevano per loro sale d'aspetto separate.Il solito paragone idiota che non centra nulla. Ma il Boso, di treni, forse ne ha visti pochi. C'è da capirlo, poverino. I padani veri vanno in auto, ostia. Il treno fa schifo, puzza di Stato, di servizio pubblico, di Roma ladrona. Il treno è di sinistra. Roba da immigrati, appunto.

    Comincia col plotone degli africani che si addormentano insieme, già a Domegliara, alle 7.58. Come se un ordine imprescrutabile glielo avesse ordinato. Hanno tutti cuffie di lana, li vedi da lontano nello scompartimento; e le loro cuffie di lana si inclinano in simultanea, le mani e i nasi si ritirano dentro i cappottoni e le lunghissime sciarpe intrecciate fra capo e collo. Sonno pesante, sonno da emigrante.Sono commosso!Ma cos'è?Una versione extracomunitaria di Cuore? Le uniche voci sono di ragazzi nostri che chiacchierano allegramente fra loro.

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    Alle 8.10 ("Peri, stazione di Peri") il capotreno deve scuotere i forestieri per farsi dare il biglietto. "Come va?", chiedi all'uomo in divisa Fs. "Tutto tranquillo, tutto il mondo è paese. I pericoli li vede chi li vuol vedere". Antonio, 25 anni, lavora in una fabrica di scarpe, ma intanto studia scienze politiche a Trento. Ci va ogni sabato; in quell'università, dice, si studia benissimo. Sulla proposta di Boso ha idee chiare. "In provincia di Trento si vota a novembre, tutto qui.

    E questo è solo l'ultimo richiamo alla pancia del popolo, l'ultimo, disperato tentativo di ricerca di visibilità da parte di una Lega che sta per scomparire. Anzi, da parte del signor Boso, padano di Valsugana". Aggiunge: "Vede, in questo treno non è mai successo niente. Questa è solo la scorreggia di una Destra in crisi. Il guaio è che la stampa fa da grancassa. E così noi del Nord continuiamo a far conoscere la parte migliore di noi".E ti pareva che non andasse a prendere il parere del solito studente di scienze politiche sinistro fuori corso? ?

    Il treno fila controvento in un mattino di cristallo, fa oscillare gli orecchini d'argento di una bellissima senegalese con montone e telefonino, incantata dalla prima neve che appare in quota, verso il Monte Baldo. La storia non insegna nulla.Di sicuro Rumiz di storia non ha mai capito nulla: di questo ne siamo tutti certi.Di qui passarono i vagoni piombati con gli ebrei italiani verso Auschwitz.Solito paragone idiota che non centra nulla...ma andiamo avanti. E qui, invisibile, corre un confine etnico - fra italiani e tedeschi - talvolta più implacabile di quello che, su questo treno del Nord, separa i veneti e i trentini dal plotone di africani intabarrati alla conquista della Padania. Stephen, nigeriano, 29 anni, viso minuto, occhi neri, grandi e sorridenti, è un clandestino. E' arrivato in Italia con i barchini dei negrieri, da Tripoli. Non ha documenti, e non può espatriare. Ufficialmente Stephen non esiste, è una non persona. "Ma mia figlia è nata qui, si chiama Omorogbe" e estrae dal taschino la foto della piccola, la mostra con orgoglio accanto alla mamma, poco dopo il parto.

    Che lavoro fai? "Non posso lavorare, chiedo l'elemosina, non posso fare altro. La gente mi accusa che spaccio droga. Ma non è vero".Che storia spezzalacrime!Piangerò per due settimane dopo averla sentita. Il 2252 va, si infila tra le montagne a picco nella parte più stretta della valle, si intreccia con l'autostrada e i meandri del fiume. Dopo la stazione di Ala doppia vigne, frutteti, i primi campanili a cipolla, segno dell'Austria-Ungheria di Cecco Beppe. Ahmed, un musulmano senegalese enorme, dentro un cappotto grigio che gli arriva alle caviglie, mi chiede dov'è mia moglie. A casa, gli dico. "Giusto - fa lui senza sorridere - le donne devono stare a casa. Anche la mia sta a casa". Dove? "In Senegal". Poi tenta di rifilarmi degli accendini psichedelici, amuleti africani, un serramanico da combattimento.

    A un tratto, come per un nuovo ordine imperscrutabile, il convoglio extracomunitario si sveglia. Le mani color cioccolata escono tutte insieme dai cappotti, i nasi e le bocche carnose sbucano dalle sciarpe e dai berretti di lana. Il plotone degli africani con i borsoni entra in fibrillazione. Hanno come un orologio interno che bisbiglia loro: mancano due minuti alla stazione di Trento. Il treno prosegue per il confine con l'Austria, ma il grosso della gente scende lì, a Trento. Anche Joel, un altro senegalese, va a vendere la sua roba in città. Parla perfettamente italiano, è da vent'anni a Brescia, ha i documenti a posto.

    A Trento l'interregionale si svuota quasi completamente. Scendono gli uomini neri e quelli bianchi. E' sabato, e il flusso va oltre in normale pendolarismo da lavoro. Qui sono universitari per le sessioni d'esame nel weekend, ragazzi per gli incontri, i concerti e le feste del sabato, scolaresche in visita a musei, venditori stranieri di chincaglieria. Le strade si riempiono. Succede perché, attorno all'università, la città del Buonconsiglio non è più solo una stazione di transito. E' diventata il nuovo punto d'incontro fra Nord e Sud. Su tutto l'asse fluviale Adige-Inn, fra Verona e Innsbruck, i giovani vi fanno riferimento. Trento città della pace, imbandierata da undicimila vessilli arcobaleno. Il luogo dove transitarono fiumi di soldati nelle due guerre mondiali sta diventando cordone ombelicale fra l'Europa di Mezzo e quella del Sud. Non era mai accaduto prima, in mille anni di storia.

    Ma forse, proprio per questo, c'è chi vuole rovinare la festa. Come i neofascisti che pochi giorni fa hanno dipinto svastiche e simboli celtici davanti alla sede della Margherita. Uno piccolo choc per una città tranquilla, dove non sucede mai nulla. "Bolzano, stazione di Bolzano, Bozen Bahnhof", la luce bassa indora gli ultimi vigneti a Sud delle Alpi.

    Qui comincia l'altra Europa, gli orari delle partenze mostrano altri capolinea: Amburgo, Dortmund. Forse a Bolzano il cerchio si chiude. C'è qualcosa che non va, tra qui e Verona; qualcosa di malato.L'unico malato,nel cervello,è lei,sign.Rumiz. A Verona i manipoli di Ordine Nuovo che assaltano uno studio televisivo e in nome dei valori della fede cristiana bastonano in diretta un capo della comunità islamica italiana. A Trento, le svastiche sui muri, e ora due Ultras della Lega che chiedono vagoni separati per gli extracomunitari.Olè!Mettiamo tutto dentro insieme nel calderone!

    E poi Bolzano, dove Alleanza Nazionale chiede e ottiene - con un referendum che torna a dividere italiani e tirolesi come trent'anni fa - il ripristino del vecchio nome fascista di Vittoria per la piazza appena ribattezzata nel nome della Pace e della riconciliazione fra etnie. Sulla direttrice che collega due grandi culture d'Europa, si moltiplicano le reazioni impazzite alla sfida di un'Unione aperta, risposte identitarie malate. Il vecchio richiamo del sangue e del suolo.

    (19 gennaio 2003)

    Vergogna Rumiz.

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  2. #2
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    Predefinito

    No comment sull'articolo.
    Cmq Verona è il centro di smistamento delle droga e delle prostitute di tutto il Nord-Est, proprio per il suo collegamento diretto con la Germania. Qualunque treno da e per Verona (non solo quello in questione) nelle prime ore del mattino o in tarda serata ha più o meno gli stessi problemi a causa dei pendolari extracomunitari. Peraltro non vedo perchè la Polizia non possa approfittare della situazione favorevole per controllare i documenti degli stranieri a bordo ed eventualmente arrestarli, tanto si sa che sono in gran parte clandestini.

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    L'articolo è veramente da VOMITO, ma non mi stupisce per nulla. Questo signor Paolo Rumiz è un editorialista di "Repubblica" che ormai da anni sforna a ripetizione articoli in questo stile, dispensando a piene mani odio e luoghi comuni contro la Lega e contro i movimenti di "destra identitaria" in genere. Paladino degli extracomunitari e degli islamici, fautore della società multietnica, mi pare abbia anche scritto un libro alcuni anni fa. Nei prossimi giorni farò qualche ricerca online su di lui e posterò dei 3D su questo forum e sul forum etno.

 

 

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