L'Europa nichilista si arrende all'Islam
di Gianni Baget Bozzo
Il cardinale Ratzinger ha anch’egli affrontato il problema del multiculturalismo. E lo ha affrontato in un discorso alla Rappresentanza bavarese presso il governo di Berlino. Egli ha contestato il principio che lo Stato, per rispettare il multiculturalismo, possa dichiarare il venerdì giorno festivo per i musulmani, il sabato per gli ebrei e la domenica per i cristiani. «Le grandi feste, Natale, Pasqua, Pentecoste, non sono segni di identità della nostra civiltà?», ha chiesto il cardinale. Ciò afferma un principio che il neolaicismo europeo tende a negare: il carattere cristiano della nostra civiltà. E questo è un fatto nuovo; il laicismo del secolo scorso era antiecclesiastico, ma riconosceva il Cristianesimo come fondamento storico della civiltà europea e con regola della vita sociale.
L’individualismo in cui viviamo ora tende a negare il concetto di civiltà cristiana e e viene posto come fondamento della vita senza un vincolo etico che sia diverso da quello del consenso degli individui. La sinistra considerava un valore assoluto la Rivoluzione come realizzazione dell’uomo nuovo. La fine della Rivoluzione nella tragedia del comunismo ha dato vita nella sinistra a una negazione della storia come valore. Non esiste più storia, esiste solo il presente.
Questo è il nichilismo postrivoluzionario in cui viviamo. Lo stesso nichilismo è espresso politicamente dalle socialdemocrazie europee.
La memoria storica è memoria del nazismo e del comunismo: distruggere la memoria storica è il segno del nichilismo. Ogni vincolo che trascende l’uomo, che lo vincola a una comunità, che gli impone una morale che non sia quella del semplice rispetto dei diritti, ogni regola etica che non si riduca alla semplice esigenza dell’ordine pubblico è negata. Questa è l’Europa delle socialdemocrazie, l’Europa che non riesce a decollare. Perché l’Europa è la civiltà cristiana. Senza memoria della civiltà cristiana non esiste Europa.
Il nichilismo postrivoluzionario dei socialdemocratici non è in grado di fondare l’Europa perché non ha più il senso della civiltà europea come identità e come valore. E quindi come fondamento di liberi vincoli comunitari e morali. Il nichilismo socialdemocratico rappresenta la crisi dell’unità europea perché non ha il concetto di civiltà cristiana europea.
Le virtù naturali, legate allo spirito militare della difesa e all’istinto di società, sono andate totalmente distrutte dopo la fine della seconda guerra mondiale. L’Europa non è più in grado di avere ciò che ha tenuto sempre insieme un popolo: un esercito. Essa è, sul piano militare, una proiezione dell’ultima Nazione europea esistente: gli Stati Uniti.
L’Europa postrivoluzionaria socialdemocratica ha il suo vertice nel mettere sul medesimo piano il Ramadan musulmano e la Pasqua cristiana come distinto esercizio di eguali diritti religiosi. Quello che importa è negare la Tradizione ebraica, greca, romana sintetizzate nel Cristianesimo come valore trascendente, come valore morale. E con ciò apre le porte al nemico storico dell’Europa cristiana, l’Islam. Per la natura stessa della sua religione, l’Islam ha sempre considerato il Cristianesimo il suo principale nemico. L’obiettivo storico dell’Islam è di distruggere il Cristianesimo, quale unico ostacolo alla realizzazione del Corano: l’islamizzazione del mondo. Un fantasma si aggira per l’Europa: l’alleanza tra il nichilismo socialdemocratico, l’abdicazione dei cattolici al cattolicesimo e la volontà islamica di islamizzare l’Europa.
http://www.lapadania.com/2000/dicemb...2000p01a01.htm




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