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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Question Ma Si Puo' Sapere Qual'e' La Verita?......

    Io me ne intendo poco, anzi nulla di economia in grande e meno ancora di quella che riguarda il paese, ma cavolo qua pare che le cose cambino di minuto in minuto....Brunik sostiene che siamo ala frutta, Fecia invece che si va abbastanza bene, ho fatto i nomi che primi mi sono venuti alla mente...adesso c'è pure quell'altro economista....che ho letto ieri che pare avere un filo diretto con Bruxelles, ora leggo questo articolo che posto qui sotto....ma insomma che cavolo succede potete dirci alla fine dove sta questa benedetta verità?
    -----------------------------------------------------------------------




    L'Ue promuove il piano di stabilità dell'Italia con riserva


    L'Ecofin approva il programma di stabilità italiano per il 2002-2006, ma critica la finanziaria 2003 e l'eccessivo ottimismo per la crescita economica per il 2004-2006


    BRUXELLES – L’Europa promuove il programma di stabilità dell’Italia per il periodo 2002-2006. Un via libera che però non è a pieni voti, visto che l’Ecofin, il consiglio che raggruppa i ministri finanziari dei paesi dell’Unione Europea, mantiene diverse critiche sulla qualità della finanziaria 2003 approvata dal governo italiano e sulle prospettive di crescita troppo ottimistiche per il biennio 2004-2006.

    In particolare, l'Ecofin mantiene una serie di riserve e di correzioni rispetto al testo della Commissione europea e dice che vanno attuate le misure per il 2003 per assicurare un "minimo un miglioramento del deficit strutturale dello 0,5% del Pil". L'Italia, quindi, è invitata "a chiarire la strategia fiscale", mentre le una tantum vanno sostituite "da misure
    strutturali dal lato della spesa".

    Inoltre, viene chiesto al nostro paese di ''chiarire la sua strategia di bilancio, particolarmente alla luce dell'obiettivo di ridurre la pressione fiscale''. Appunti vengono sollevati anche per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico, ''considerevolmente rallentato" dal 2001, mentre la discesa sotto il 100% del Pil sia ora prevista per il 2005, ovvero ''con due anni di ritardo rispetto all'impegno preso dall'Italia nel 1998''.

    E' poi opinione dei ministri finanziari europei che in uno
    scenario di crescita del 2,5% nel medio termine - più
    ''plausibile'' di quello previsto dall'Italia - il bilancio potrebbe mostrare ancora un deficit strutturale dell'1,1% del Pil nel 2006. ''Questo implicherebbe che l'obiettivo di medio termine del 'close to balance o surplus' di bilancio non sarebbe colto nel periodo coperto dal programma. Tuttavia, il Consiglio
    prende atto dell'impegno dell'Italia di raggiungere l'obiettivo
    del 'quasi pareggio' nel 2004''.

    I "consigli" dell'Ecofin non finiscono qui e si spingono anche in materia di pensioni, sulle quali si ''incoraggia l'Italia ad adottare ulteriori misure per promuovere la previdenza integrativa privata e per affrontare la questione critica del sistema previdenziale pubblico, ovvero il lungo periodo di transizione verso il nuovo sistema contributivo''.

    (21 GENNAIO 2003, ORE 11:45; aggiornato alle 12:26)

  2. #2
    memoria storica di PoL
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    Predefinito l'economia non è, ahimè, scienza esatta...

    cara pensiero
    pur comprendendo perfattamente il tuo 'disorientamento', non è difficile tuttavia fare una osservazione importante su quello che è contenuto nell'articolo [del quale per altro non citi l'autore e la provenienza].

    In sostanza, pur approvando in sostanza la politica economica espletata fino a questo punto dal governo italiano, l'Ecofin muove alcune 'critiche' al piano proposto dall'Italia per il risanamento dei suoi conti pubblici nei prosssimi due-tre anni, genericamente definito 'troppo ottimista'...

    ... Berlusconi e Tremonti terranno conto di questo o no?...

    Cara pensiero,a nche se non è che tutto sta andando brene come ti affermi io abbia detto, finora non hanno lavorato del tutto male e quindi lasciamoli continuare...


    ... chi vivrà vedrà!...

    ... cordialissimi saluti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: l'economia non è, ahimè, scienza esatta...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    cara pensiero
    pur comprendendo perfattamente il tuo 'disorientamento', non è difficile tuttavia fare una osservazione importante su quello che è contenuto nell'articolo [del quale per altro non citi l'autore e la provenienza].

    In sostanza, pur approvando in sostanza la politica economica espletata fino a questo punto dal governo italiano, l'Ecofin muove alcune 'critiche' al piano proposto dall'Italia per il risanamento dei suoi conti pubblici nei prosssimi due-tre anni, genericamente definito 'troppo ottimista'...

    ... Berlusconi e Tremonti terranno conto di questo o no?...

    Cara pensiero,a nche se non è che tutto sta andando brene come ti affermi io abbia detto, finora non hanno lavorato del tutto male e quindi lasciamoli continuare...


    ... chi vivrà vedrà!...

    ... cordialissimi saluti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    Ah va beh......grazie....comunque per la cronaca l'articolo l'ho preso dal "Il Nuovo", mentre non c'è scritto chi lo scrive

  4. #4
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito

    pare cmq che ci sia chi sta anche peggio:



    Ue-Francia: è scontro sulle politiche di bilancio


    Il consiglio Ecofin ha approvato l'avvertimento preliminare al governo francese. Parigi si è astenuta e rifiuta di rispettare le raccomandazioni. Via libera alla procedura di deficit eccessivo contro Berlino


    BRUXELLES – Mal di pancia francesi contro le decisioni dell’Ecofin che oggi ha dato il via libera alla procedura di deficit eccessivo contro la Germania, rea di aver sfondato nel rapporto deficit/Pil il tetto del 3% nel 2002, e ha approvato l’avvertimento preliminare (early warning ) per la Francia che – secondo i calcoli della Commissione Ue – rischia di sfondare questa soglia nel 2003. Il ministro delle Finanze francese, Francis Mer, prima di entrare in consiglio ha confermato che Parigi non accetta di porre mano alla finanziaria appena approvata per assicurare un taglio strutturale del deficit pari allo 0,5% nel 2003 e il pareggio nel 2006. E il commissario Ue agli Affari monetari, Pedro Solbes, conferma la differenza di vedute tra Bruxelles e Parigi: ''La Francia ha una situazione speciale che è il risultato della decisione che è stata adottata all'Ecofin di Lussemburgo” dice, ricordando che “tutti i Paesi sono d’accordo nel raggiungere l’obiettivo di ridurre il deficit strutturale al ritmo dello 0,5% l’anno a eccezione della Francia”.

    Così, dopo una lunga discussione, il consiglio Ecofin ha approvato – con la sola astensione della Francia - l'invio dell’early warning al governo francese. La Commissione prevede un disavanzo della Francia al 2,9% nel 2003 dopo il 2,7% del 2002. Le stime del governo di Parigi sono del 2,6% nel 2003 dopo il 2,8% nel 2002 e una stima di crescita del Pil del 2,5% nel 2003. Anche quest’ultimo punto è stato criticato da Ecofin in quanto la stima è giudicata troppo ottimistica. Il contenuto della raccomandazione è presto riassunto: a) il governo francese dovrebbe prendere le misure atte ad assicurare che il deficit non superi la soglia del 3% in rapporto al Pil nel 2003; b) adottando le misure per tagliare il deficit dello 0,5% l’anno si riduce il rischio di superare la soglia del 3% e, al contempo, si contribuisce a riportare il bilancio verso il pareggio a partire dal 2003; c) continui aggiustamenti nella posizione di bilancio di almeno lo 0,5% del Pil per anno dovrebbero essere perseguiti negli anni seguenti allo scopo di raggiungere una situazione di bilancio in pareggio nel medio termine o in surplus entro il 2006.

    Insomma, una raccomandazione che ribadisce quanto già deciso nel corso dello scorso vertice Ecofin. Ma la Francia non ne vuole sapere. Ora che accadrà? Difficile dirlo, ma la decisione di astenersi (non è la prassi, la Germania, ad esempio, ha votato a favore dell’avvio della procedura d’infrazione nei suoi confronti) è un ulteriore “strappo” che non sembra facilmente ricucibile, tanto più se Parigi deciderà nei prossimi giorni di attaccare frontalmente il Patto di stabilità, insistendo sulla necessità di rilanciare gli investimenti e la crescita economica e ribadendo che le politiche di bilancio restano di dominio nazionale, piaccia o no alla Commissione europea e agli altri partner. E le dichiarazioni del ministro Mer dopo l'approvazione dell'early warning sembrano rafforzare questo scenario: "La Francia accetta l'early warning ma non può accettare la raccomandazione, perché non è compatibile con il suo programma di crescita". Mer ha fatto ricorso ad una metafora ciclistica per spiegare la posizione francese. "Noi abbiamo una capacità di fare la salita, forse con un passo più debole degli altri, ma vogliamo evitare di restare in panne. Per questo dobbiamo rallentare per arrivare malgrado tutto alla vetta". Secondo il ministro, la Francia "non è in grado di fare
    sforzi ulteriori nel 2003" e dunque non modificherà la legge finanziaria approvata. Non solo. Mer ribadisce anche che l'impegno a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2006 non è "coerente con il nostro programma di crescita" perché la Francia conta di centrare l'obiettivo del "close to balance" solo nel 2007. Insomma, dice il ministro, “la Francia è in linea con il Patto di Stabilità (tecnicamente la soglia del 3% non è ancora stata superata, ndr) e io sono un suo ardente difensore – ha sottolineato il ministro – a condizione di non danneggiare la crescita, il sostegno ad essa e il calo dell'indebitamento". Nelle prossime settimane tra Ue e Francia si rischia quindi un pericoloso braccio di ferro. Il commissario Solbes infatti mantiene la linea della fermezza e intima alla Francia di rispettare gli impegni: "La Francia è un paese europeo e non può ignorare i suoi impegni- ha detto il commissario -Non può ignorare gli obblighi di adesione all'euro e deve continuare a contribuire alla fiducia nella nostra valuta. La raccomandazione è vincolante per la Francia, come per qualunque altro Stato membro. Le regole prevedono che si può decidere a maggioranza qualificata e non è previsto che se un paese non concorda, la raccomandazione non è applicata". Poi conclude: ''La Commissione monitorerà strettamente l'attuazione delle raccomandazioni da parte degli stati membri e farà rapporto all'Eurogruppo ed all'Ecofin. Mi attendo anche che i ministri esercitino la pressione sui partner per assicurare che ciascuno dei paesi membri rispetti le raccomandazioni del Consiglio Ecofin. Ciò è essenziale per la credibilità del sistema''.

    Intanto, il consiglio Ecofin ha dato il via libera alla procedura di deficit eccessivo nei confronti della Germania. La Germania è il secondo Paese, dopo il Portogallo, che si è visto infliggere una procedura per deficit eccessivo. Nel 2002 il deficit tedesco si è infatti attestato al 3,75% del Pil. Anche per quest'anno, i ministri delle Finanze dei Quindici intravedono il "rischio non trascurabile" che il disavanzo di Berlino possa rimanere sopra il 3%. Le autorità tedesche devono perciò assicurare "un'esecuzione rigorosa di bilancio e un'attuazione delle misure annunciate nel budget 2003". La stima di crescita dell'1,5% quest'anno - spiegano i ministri nella nota che accompagna la decisione - "appare ottimistica", dato l'indebolimento degli indicatori economici nei mesi recenti.


    E qualche preoccupazione in tema di conti pubblici è stata espressa anche per la Finlandia, nazione tra le più virtuose dell'Unione Europea. I timori riguardano in particolare l'andamento della spesa pubblica. "Nonostante i precedenti elevati surplus di bilancio abbiano creato ulteriore spazio (di manovra fiscale), il Consiglio nota una tendenza apparentemente consuetudinaria a deviare dalle linee guida della spesa nel medio termine, che rappresentano lo strumento chiave della politica di bilancio del governo", si legge in una nota dei ministri. Insomma, ce n’è davvero per tutti.



    sempre dal "Il Nuovo" di oggi

  5. #5
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    Predefinito

    La verita' e' che il deficit del 2001 era del 2,2% SENZA CARTOLARIZZAZIONI, il deficit del 2002 e' previsto al 2,4% INCLUDENDO 12 MILIARDI DI CARTOLARIZZAZIONI.

    Le cartolarizzazioni possono anche essere ammesse da un punto di vista formale dall'UE, ma non solo non sono cambiamenti strutrali, ma neanche entrate vere e proprie. Infatti derivano O da anticipo di entrate future O dalla vendita di immobili. In entrambe i casi (e sopratutto per quanto riguarda l'inserimento di entrate da dismissioni capitali tra le partite correnti) significa che il profilo entrate-uscite effettive e' PEGGIORATO di oltre il 40% rispetto all'anno scorso. Infatti S&P ed i mercati finenziari NON hanno considerato tali entrate, anche se l'UE le giudica valide.

    Se anche chiuderanno un occhio per quest'anno, la cosa non lascia dormire sogni tranquilli a nessuno, poiche' i conti sono peggiorati e le cartolarizzazioni NON sono sostenibili. Ovvero se quest'anno hanno fatto cartolarizzazioni per 12 miliardi il prossimo anno ne serviranno per 15 miliardi e cosi' via. Questo SOLO per mantenere il deficit al livello attuale, ma il deficit non va mantenuto ma ridotto! Inoltre le stime di crescita sono SEMPRE sballate. Per il 2003 ci hanno messo una toppa con i proventi dei vari condoni e condonini. Ma per il 2004 c'e' da ridere, poiche' il gettito di eventuali ulteriori condoni sarebbe limitato e perche' l'UE non sara' molto incline ad accettare 20 miliardi di cartolarizzazioni, sopratutto se Germania e Francia avranno rimesso a posto i conti. Inoltre, come provato e riprovato, ogni condono incentiva ulteriormente l'evasione futura, quindi i soldini del 2003 risulteranno molto probabilmente in minori entrate nel 2004. Per finire sembra che in futuro l'UE richiedera' oltre ad un target di deficit anche una riduzione minima del debito...

    Il fatto che, nonostante la Germania sembri andar peggio dell'Italia come deficit, lo spread Bund-Btp sia in aumento dovrebbe far pensare....

  6. #6
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    Predefinito

    C'e' anche un'altro pezzo di verita' spesso omesso nelle discussioni su questo forum. L'obiettivo dell'Italia NON e' raggiungere un deficit del 3%, ma raggiungere il deficit previsto dal patto di stabilita', che per il 2002 prevedeva un indebitamento netto pari allo 0,5%. Invece INCLUDENDO LE CARTOLARIZZAZIONI siamo al 2,4%, solo cinque volte di piu'. La soglia del 3% e' invece il livello oltre il quale scattano le sanzioni, ma NON e' il nostro target. A qualcuno pero' piace confondere le due cose...

  7. #7
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    Predefinito è difficile liberarci dalle cimici e dagli scarafaggi!...

    cara pensiero
    a quanto pare dopo la cimice Angiolino, ci troviamo anche tra le palle uno scarafaggio...

    Dopo avermi afflitto l'anima con queste cartolarizzazioni per non so quanto tempo, visto che non funzionava più, sta ripiegando su di te...

    ... con me ha invece tirato fuori le destagionalizzazioni... non chiedermi che cosa sono perchè non ne ho la più pallida idea... suppongo siano una trovata che ha escogitato per parare in qualche modo la figura da imbecille che ha fatto su di un altro postato...

    ... dopo la cimice ora anche lo scarafaggio...

    ... cordialissimi saluti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Copmandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
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    Predefinito Re: è difficile liberarci dalle cimici e dagli scarafaggi!...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    cara pensiero
    a quanto pare dopo la cimice Angiolino, ci troviamo anche tra le palle uno scarafaggio...

    Dopo avermi afflitto l'anima con queste cartolarizzazioni per non so quanto tempo, visto che non funzionava più, sta ripiegando su di te...

    ... con me ha invece tirato fuori le destagionalizzazioni... non chiedermi che cosa sono perchè non ne ho la più pallida idea... suppongo siano una trovata che ha escogitato per parare in qualche modo la figura da imbecille che ha fatto su di un altro postato...

    ... dopo la cimice ora anche lo scarafaggio...

    ... cordialissimi saluti!...


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    Nobis ardua

    Copmandante CC Carlo Fecia di Cossato

    Ah beh.....con me ci trova ben poca soddisfazione l'ho scritto che ne capisco poco.....io chiedevo solo di sapere in parole semplici e soprattutto chiare da che parte stava la verità.....ma pare che qui tutti abbiano un filo diretto con mamma UE quindi di parlar ai comuni mortali in maniera comprensibile non se ne parla........vedremo di spaventarlo come con angiolino....ma io non ho i mezzi purtroppo x questo

  9. #9
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    Predefinito Re: è difficile liberarci dalle cimici e dagli scarafaggi!...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    cara pensiero
    a quanto pare dopo la cimice Angiolino, ci troviamo anche tra le palle uno scarafaggio...

    Dopo avermi afflitto l'anima con queste cartolarizzazioni per non so quanto tempo, visto che non funzionava più, sta ripiegando su di te...

    Caro disinfestatore,

    Non e' la scusa delle cartolarizzazioni che non funziona sei tu che ti ostini a negare l'evidenza. Poiche' ovviamente non puoi negare l'esistenza delle cartolarizzazioni sei costretto ad argomentare che le stesse sono ininfluenti. Secondo te un deficit del 2% senza cartolarizzazioni ed un deficit del 2% con miliardi di cartolarizzazioni sono la stessa cosa... evidentemente il mercato finanziario non e' d'accordo...

    Quanto a pensiero, il discorso e' relativamente semplice. Si tratta di valutare il bilancio dello stato, ovvero entrate meno uscite. Tra le entrate, per migliorare i conti, sono state incluse anticipazioni di entrate di esercizi futuri ed introiti da vendita di immobili. E checche' ne dica il nostro disinfestatore questo e' un FATTO!

    Il primo caso e' abbastanza chiaro. Nel secondo caso, come valuteresti tu un imprenditore che per tirare avanti vende la casa del nonno? E' ESATTAMENTE quello che sta accadendo in Italia.

    L'UE ha deciso di chiudere un occhio e contare queste voci, S&P dice invece che non vanno considerate e gli investitori finanziari danno retta ad S&P. Tu ovviamente sei libera di pensare quello che vuoi. Cio' non di meno, se uno deve vendere le case del nonno per tirare avanti, restano seri dubbi sulle sue capacita' per il futuro.

    Tanto piu' che queste voci pesano per quasi il 30% di tutto il deficit di quest'anno... E tanto piu' che il deficit di quest'anno, NONOSTANTE questi aggiustamenti e' superiore a quello dell'anno scorso, e MOLTO superiore rispetto agli obiettivi originali...

    Per il 2003 si parte dal dato "strutturale" (senza cartolarizzazioni ed altri introiti una-tantum) che e' di circa il 3,2%-3,3%. A questo vanno aggiunti i maggiori costi previsti (tagli delle imposte pari ad un ulteriore 0,5%), le entrate che sono state anticipate con parte delle cartolarizzazioni di quest'anno (circa 0,3%) e vanno sottratte le maggiori entrate (proventi da condoni per lo 0,8%, anche questa un'entrata temporanea). Quindi siamo al 3,2%-3,3%. Un po' di meno (di circa lo 0,2%) se la crescita sara' dell'1,4% come ci si attende. Ovviamente faranno altre cartolarizzazioni per aggiustare...

    Nel 2004 parti dal 3,1% strutturale + 0,5% dal taglio delle tasse+0,3% dall'anticipo entrate=3,9%!!! Ma gia' non puoi usare i condoni! Quindi anche con 10 miliardi di cartolarizzazioni resti comunque sul 3% (il nuovo obiettivo e' 0,6% per il 2004)!!! Ed e' questo che preoccupano sia l'UE che gli investitori.

 

 

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