Io me ne intendo poco, anzi nulla di economia in grande e meno ancora di quella che riguarda il paese, ma cavolo qua pare che le cose cambino di minuto in minuto....Brunik sostiene che siamo ala frutta, Fecia invece che si va abbastanza bene, ho fatto i nomi che primi mi sono venuti alla mente...adesso c'è pure quell'altro economista....che ho letto ieri che pare avere un filo diretto con Bruxelles, ora leggo questo articolo che posto qui sotto....ma insomma che cavolo succede potete dirci alla fine dove sta questa benedetta verità?
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L'Ue promuove il piano di stabilità dell'Italia con riserva
L'Ecofin approva il programma di stabilità italiano per il 2002-2006, ma critica la finanziaria 2003 e l'eccessivo ottimismo per la crescita economica per il 2004-2006
BRUXELLES – L’Europa promuove il programma di stabilità dell’Italia per il periodo 2002-2006. Un via libera che però non è a pieni voti, visto che l’Ecofin, il consiglio che raggruppa i ministri finanziari dei paesi dell’Unione Europea, mantiene diverse critiche sulla qualità della finanziaria 2003 approvata dal governo italiano e sulle prospettive di crescita troppo ottimistiche per il biennio 2004-2006.
In particolare, l'Ecofin mantiene una serie di riserve e di correzioni rispetto al testo della Commissione europea e dice che vanno attuate le misure per il 2003 per assicurare un "minimo un miglioramento del deficit strutturale dello 0,5% del Pil". L'Italia, quindi, è invitata "a chiarire la strategia fiscale", mentre le una tantum vanno sostituite "da misure
strutturali dal lato della spesa".
Inoltre, viene chiesto al nostro paese di ''chiarire la sua strategia di bilancio, particolarmente alla luce dell'obiettivo di ridurre la pressione fiscale''. Appunti vengono sollevati anche per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico, ''considerevolmente rallentato" dal 2001, mentre la discesa sotto il 100% del Pil sia ora prevista per il 2005, ovvero ''con due anni di ritardo rispetto all'impegno preso dall'Italia nel 1998''.
E' poi opinione dei ministri finanziari europei che in uno
scenario di crescita del 2,5% nel medio termine - più
''plausibile'' di quello previsto dall'Italia - il bilancio potrebbe mostrare ancora un deficit strutturale dell'1,1% del Pil nel 2006. ''Questo implicherebbe che l'obiettivo di medio termine del 'close to balance o surplus' di bilancio non sarebbe colto nel periodo coperto dal programma. Tuttavia, il Consiglio
prende atto dell'impegno dell'Italia di raggiungere l'obiettivo
del 'quasi pareggio' nel 2004''.
I "consigli" dell'Ecofin non finiscono qui e si spingono anche in materia di pensioni, sulle quali si ''incoraggia l'Italia ad adottare ulteriori misure per promuovere la previdenza integrativa privata e per affrontare la questione critica del sistema previdenziale pubblico, ovvero il lungo periodo di transizione verso il nuovo sistema contributivo''.
(21 GENNAIO 2003, ORE 11:45; aggiornato alle 12:26)




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Nobis ardua
