La petizione in 9 punti, che segue, per sradicare la pratica della tortura, è stata elaborata da Torturaren Aurkako Taldea (associazione basca contro la tortura). È rivolta a tutti i gruppi che agiscono in Euskal Herria, così come a tutte le organizzazioni politiche e sociali internazionali sensibilizzate sul tema, coscienti della propria responsabilità e solidali con il popolo basco. Chi desidera ricevere il documento di presentazione della petizione completo nelle sue fondamenta, del suo contesto e relative spiegazioni, può richiederlo agli stessi indirizzi elettronici cui inviare l’adesione alla petizione ([email protected] e [email protected]) o alla redazione di “Indipendenza” ([email protected]). Attenzione, quindi: la propria firma per la petizione va indirizzata solo ed esclusivamente ai due indirizzi baschi su indicati.





Un saluto solidale da Euskal Herria e la sua gente.



9 PUNTI FONDAMENTALI PER LO SRADICAMENTO DELLA TORTURA



Noi, agenti politici e persone che firmiamo in calce a queste pagine, riteniamo inammissibili le pratiche di tortura che continuano a darsi contro cittadini e cittadine baschi. Quanto subito da molti concittadini non è più rimediabile, ma è possibile ottenere che in futuro nessuno debba più vedersi sottoposto a questo tipo di sofferenza. Su questa via, noi firmatari di questo manifesto, chiediamo alle Autorità dello Stato spagnolo di adottare la proposta contenuta in questi nove punti e, contemporaneamente, manifestiamo il nostro fermo impegno di lavorare affinché questa proposta giunga a compimento. Solo così otterremo che in futuro i diritti delle persone arrestate siano garantiti e rispettati.



1. Abrogazione dell’Articolo 520 bis della Legge di Istruzione Criminale. Questo articolo stabilisce la possibilità di prorogare la detenzione delle persone arrestate fino ad un massimo di 5 giorni, come pure la possibilità di isolamento assoluto delle persone arrestate.



2. Abrogazione dell’Articolo 527 della Legge di Istruzione Criminale, in quanto è l’articolo che stabilisce le restrizioni alle garanzie per la persona arrestata. Di conseguenza, riteniamo indispensabile il ristabilimento del diritto a che i familiari della persona arrestata siano costantemente al corrente del luogo dove essa si trova. Allo stesso modo, riteniamo indispensabile che in ogni fase delle indagini, sia di polizia che della magistratura, la persona arrestata sia assistita da un avvocato liberamente scelto, come pure il diritto della persona arrestata a conferire in privato con il suo difensore prima di deporre davanti al Giudice.



3. Al fine di poter stabilire, senza alcun tipo di dubbio, che l’integrità fisica e mentale della persona arrestata è stata garantita durante la detenzione, riteniamo necessario stabilire la possibilità che la persona arrestata sia visitata, durante il periodo di detenzione, da uno o più medici liberamente scelti, specialisti in discipline sia di carattere fisico, sia di carattere psicologico, come pure la possibilità di effettuare gli esami che questi considerino opportuni al fine di definire lo stato sia fisico, sia psicologico, della persona arrestata.



4. Soppressione delle competenze della Audiencia Nacional per i casi di cui all’Articolo 384 bis della Legge di Istruzione Criminale, definiti nella Legge Organica 4/1988, del 25 maggio, di riforma della Legge di Istruzione Criminale. Di conseguenza, stabilimento del diritto delle persone arrestate a che sia l’istruzione, sia la fase di giudizio dei processi ai quali vengono sottoposte, siano condotte dai tribunali naturali determinati dalla Legge.



5. Applicazione reale dell’Habeas Corpus, di modo che il giudice, in ogni momento, sia responsabilizzato in modo reale ed effettivo rispetto alla situazione nella quale si trova la persona arrestata.

Abrogazione del paragrafo secondo dell’Articolo 2 della Legge Organica 6/1984 sull’Habeas Corpus. Questo paragrafo lascia l’applicazione dell’Habeas Corpus nelle mani dello stesso Giudice Centrale di Istruzione della Audiencia Nacional che ha deciso l’arresto in regime di isolamento assoluto della persona arrestata.



6. Annullamento dei verbali redatti in locali della polizia, nel caso in cui esista il minimo sospetto che l’integrità della persona arrestata non sia stata rispettata. Allo stesso modo, riteniamo indispensabile l’unificazione delle indagini che si aprano nel caso in cui la persona detenuta abbia denunciato torture con le indagini che hanno motivato l’arresto e l’istruzione contro la persona arrestata.



7. Indagine reale ed effettiva da parte di giudici e tribunali delle denunce per tortura che vengano presentate. Reazione immediata degli stessi dal momento della denuncia, con l’ordine di esecuzione delle visite sanitarie necessarie a determinare la veridicità o meno delle denunce presentate. Allo stesso modo è indispensabile la sospensione cautelare dal servizio attivo, per la durata delle indagini, degli agenti denunciati.



8. Installazione nei locali della polizia di videocamere che registrino, rispettando gli spazi di intimità della persona arrestata, il periodo di detenzione, registrando tutte le uscite ed ingressi della persona arrestata dalla cella in cui si trova, interrogatori ecc.



9. Fine dell’impunità dei funzionari condannati per reati di torture. Attualmente, detti funzionari, oltre a non essere cautelarmente allontanati dalle loro funzioni, in alcuni casi sono promossi a posti di responsabilità più elevati di quelli occupati quando si sono verificati i fatti denunciati. Inoltre, dal Governo, attraverso decisioni del consiglio dei ministri, successivamente ratificate dal Re dello Stato spagnolo, si concedono indulti a questi funzionari condannati. Tutto ciò comporta una situazione propizia a che la tortura continui ad essere utilizzata da parte dei corpi di polizia.