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Discussione: Il muro della vergogna

  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Il muro della vergogna

    14.01.2003
    Territori: oltre il muro della disperazione tra villaggi fantasma e negozi vuoti
    di Umberto De Giovannangeli

    Il ragazzo invalido fa fatica a superare il muro. Si arrampica, annaspa, lancia un grido di dolore. E poi si lascia cadere nelle braccia degli infermieri della Mezzaluna rossa palestinese. Il tutto sotto lo sguardo distratto di un giovane soldato israeliano in assetto di guerra. Scene di vita quotidiana ad Abu Dis, primo sobborgo arabo all'uscita di Gerusalemme, in direzione della Cisgiordania. Walid -è il nome del ragazzo infermo- ci racconta in lacrime la sua storia: «Due anni fa, una pallottola di gomma sparata da un soldato israeliano durante una manifestazione a Ramallah mi ha colpito alla gamba. Da allora faccio fatica a muovermi. Devo essere trasportato in carrozzella e per avere le cure necessarie oggi devo superare questo maledetto muro per raggiungere l'ospedale. Mi creda, è un inferno». Un inferno di cemento e di filo spinato che si snoda per decine di chilometri. Per gli israeliani è una barriera di difesa dagli attacchi dei kamikaze; per i palestinesi è il Muro della sofferenza e dell'umiliazione.

    «Dietro questo Muro -ci dice l'anziano Mahmud, venditore ambulante di spezie- un popolo sta morendo. «Siamo consapevoli dei patimenti della popolazione palestinese, ma essi vanno imputati ad una dirigenza corrotta e complice dei gruppi terroristi. Israele ha il diritto e il dovere di difendere i suoi cittadini», sottolinea Ranaan Gissin, portavoce del premier Ariel Sharon. Ma un viaggio lungo il Muro che divide la Cisgiordania dallo Stato ebraico è innanzitutto un viaggio, angosciante, nella sofferenza dei senza speranza. A un muro già innalzato si accompagnano tratti di un muro in via di edificazione. E laddove non vi sono barriere di cemento e di filo spinato, ci pensano gli innumerevoli check-point istituiti dall'esercito israeliano a spezzare in mille frammenti territoriali le città e i villaggi della Cisgiordania. Percorrendo il tratto di strada che collega Abu Dis al check-point di Ramallah assistiamo a scene che toccano il cuore: un'anziana donna che cerca, non riuscendoci, di scavalcare il muro. Cade e si rialza più volte, spargendo sul terreno i sacchetti con la frutta e verdura. Accanto a lei, un bambino di non più di quattro-cinque anni piange e prova a sorreggere l'anziana palestinese. I segni della guerra li ritrovi nelle macerie delle case rase al suolo dai bulldozer israeliani, nelle carcasse delle auto sventrate dai carri armati di Tsahal.

    I segni della guerra li leggi negli sguardi smarriti, impauriti, dei bambini che affollano i ceck-point chiedendo l'elemosina o vendendo acqua e tè alla menta. I segni del degrado li respiri dalle montagne di rifiuti che affiancano la barriera israeliana. La rabbia si mischia al dolore, l'umiliazione alla dignità della povera gente, ostaggio di Israele ma anche di un terrorismo disumano, che ai check-point fronteggia i soldati dai quali dipende la loro esistenza quotidiana.

    Un'esistenza resa ancor più drammatica dal crollo dell'economia palestinese: nel settembre 2002 -dati della Banca Mondiale- il tasso di disoccupazione complessivo era del 42-43%, con punte del 64% nella Striscia di Gaza. Il Prodotto interno lordo si è dimezzato e l'economia ha perso almeno un miliardo e 250milioni di dollari. Il drastico calo dell'occupazione rappresenta una perdita di reddito pari a tre milioni e 600mila dollari al giorno, una diminuzione del 47% nel reddito pro capite. Nei due anni dell'Intifada -rileva ancora il rapporto della Banca Mondiale- il 49,8% delle famiglie palestinesi ha perso più di metà del proprio reddito e il 16% lo ha perso del tutto. Ed è innanzitutto tra questo esercito di senza futuro che i gruppi radicali fanno proseliti e ingrossano le fila degli aspiranti kamikaze.

    Negozi sbarrati, villaggi-fantasma, strade dissestate, fogne a cielo aperto. edifici semidistrutti dai colpi di cannone israeliani: sono le immagini che rimangono impresse nella mente in un viaggio al di là del Muro. La costruzione della barriera difensiva ha incrementato il fenomeno della confisca di terra araba. Un processo di espropriazione che non nasce con la seconda Intifada. Negli anni del «dialogo» (fra il 1994-2000) -annota Sara Roy, ricercatrice al Centro studi mediorientali della Harvard University- «il governo israeliano ha confiscato circa 14mila ettari di terra araba in Cisgiordania, in gran parte coltivabile, per un valore di oltre un miliardo di dollari, al fine di costruirvi strade private e zone di espansione per gli insediamenti».

    Tra il settembre 1993, alla firma degli Accordi di Oslo, e l'aprile 2000, il numero dei coloni in Cisgiordania è cresciuto dell'85%, da 100mila a 185mila, e si sono creati altri trenta insediamenti. In aggiunta, sulle terre espropriate si sono costruiti quattrocento chilometri di strade private per i soli coloni. Queste strade -che si sviluppano a vista d'occhio- percorrono la Cisgiordania come una griglia che accerchia e interrompe le enclave palestinesi. Una delle quali è isolata dal resto mondo da un fossato, esteso per un centinaio di metri e profondo almeno dieci, che impedisce l'entrata e l'uscita di vetture: è Gerico.

    Ed è a Gerico che incontriamo il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat. Israele gli ha impedito di recarsi a Ramallah dove avrebbe dovuto prendere parte, assieme ad altri esponenti dell'Anp, al collegamento video con Londra, in occasione della Conferenza sul Medio Oriente indetta dal premier britannico Tony Blair: «Condivido la condizione di ostaggio assieme a tre milioni di palestinesi», dice Erekat ricevendoci nel suo ufficio ingombro di fax, stampanti e computer: «La tecnologia -commenta sorridendo Erekat- ci permette di evadere mentalmente da queste prigioni ed essere parte attiva, nonostante Sharon, della importante discussione avviatasi a Londra. Israele ha fatto di tutto per farla fallire, ma la determinazione di Blair ha impedito che questo boicottaggio attivo andasse in porto. E ciò rappresenta in sé un successo politico per noi palestinesi». Ai partecipanti alla Conferenza sul Medio Oriente, Erekat lancia un appello, l'ennesimo, affinché agiscano su Ariel Sharon «per fermare l'occupazione dei Territori, la colonizzazione ebraica, la distruzione di case, l'esproprio di terre, le punizioni collettive e la trasformazione delle città palestinesi in enormi prigioni». La nostra conversazione è interrotta più volte dalle telefonate: la più lunga è con Yasser Arafat. Tra i dirigenti palestinesi, Erekat è uno dei più decisi sostenitori del processo di democratizzazione interno all'Anp. Ed è per questo che torna a rivolgersi al Quartetto (Usa, Russia, Ue, Onu) chiedendo di «rompere il silenzio e di dire chiaramente che a bloccare il processo di pace e le riforme palestinesi è il governo israeliano». Saeb Erekat non nasconde di sperare in Amram Mitzna.

    Mentre parliamo, il ministro dell'Anp riceve una nota d'agenzia sulla conferenza stampa del leader laburista. «Non vogliamo diventare responsabili o complici della politica di un governo di estrema destra. Bisogna scegliere: o lui (Sharon, ndr.) o noi. Che gli israeliani ponderino bene il loro voto. Che pensino ai loro figli e al loro futuro», ribadisce, scuro in volto, Mitzna, alquanto preoccupato degli ultimi sondaggi che danno il Likud in risalita dopo la frana dello «Sharongate» (32 seggi), il Labour in discesa (20 seggi) e il partito laico di centro «Shinui» in imperiosa crescita (16-17 seggi) proprio ai danni dei laburisti, tanto da rendere realistica la prospettiva di un clamoroso sorpasso da parte del partito del vulcanico giornalista Yossef «Tommy» Lapid ai danni del Labour. «Nel voto è in gioco il futuro di Israele», ripete Mitzna. E in quel futuro racchiuso in un voto c'è anche il destino del popolo palestinese: «Il futuro dei due popoli -dice Erekat prima di salutarci- è legato indissolubilmente; nessuno conquisterà con la forza pace, sicurezza e benessere».

    Un auspicio, forse un'illusione. Perché il presente è segnato dal fossato che separa Gerico dal mondo; il presente è la barriera di cemento e filo spinato che spacca la Cisgiordania e divide i Territori da Israele. Il presente è un Muro di odio e incomprensione difficile da abbattere.

    ---

    Che schifo. Peggio dei nazisti, stanno costruendo un campo di concentramento enorme attorno ai Palestinesi.

  2. #2
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    Predefinito Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by yurj
    14.01.2003
    Che schifo. Peggio dei nazisti, stanno costruendo un campo di concentramento enorme attorno ai Palestinesi.

    bricconcello come sempre cambi notizie...

    il muro che stanno costruendo non racchiude i palestinesi bensi gli israeliani... in pratica c'e differenza tra muro di difesa e muro di offesa...

    come dire... mi barrico dentro casa... e pensare... mio dio ma io ho chiuso fuori il resto del mio paese....
    Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.

    Lo leggo nei tuoi occhi: hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità.

    è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.


    tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.



  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by bluemax



    bricconcello come sempre cambi notizie...

    il muro che stanno costruendo non racchiude i palestinesi bensi gli israeliani... in pratica c'e differenza tra muro di difesa e muro di offesa...

    come dire... mi barrico dentro casa... e pensare... mio dio ma io ho chiuso fuori il resto del mio paese....
    ===
    se si considera che la maggior parte del trerritorio è in mano agli ebrei.. mi sembra che ci sia ben poco da fare i sofisti
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by bluemax



    bricconcello come sempre cambi notizie...

    il muro che stanno costruendo non racchiude i palestinesi bensi gli israeliani... in pratica c'e differenza tra muro di difesa e muro di offesa...

    come dire... mi barrico dentro casa... e pensare... mio dio ma io ho chiuso fuori il resto del mio paese....
    Signor "sto ai fatti", vatti a vedere le cartine e vedrai chi circonda chi.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by yurj


    Signor "sto ai fatti", vatti a vedere le cartine e vedrai chi circonda chi.
    gurada non e' ceh voglio prendere le difese degli israeliani (hanno lo loro fetta di colpa insieme ai palestinesi) ma bisogna vedere le cose come stanno...

    i kamikaze come sicuramente saprai non provengono solo dai campi profughi ma da paesi vicini (leggi siria ecc..) se consideriamo ifatti reali vedresti che Israele e ben accerchiata...
    e sopratutto il muro ha un altro scopo....

    -------------------------------------------------------------------------------
    BLUEMAX
    MEMBRO E FONDATORE DEL COMITATO DEI PENSIERI INDIPENDENTI

    Le religioni, I Partiti, Le Bandiere offuscano le menti. Pensare col
    Proprio cervello e non con quello di altri e' cosa BUONA.
    LIBERARSI DAI PLAGI DELLE IDEOLOGIE E' QUESTA LA VERA LIBERTA!
    -------------------------------------------------------------------------------
    Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.

    Lo leggo nei tuoi occhi: hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità.

    è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.


    tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.



  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by bluemax


    gurada non e' ceh voglio prendere le difese degli israeliani (hanno lo loro fetta di colpa insieme ai palestinesi) ma bisogna vedere le cose come stanno...

    i kamikaze come sicuramente saprai non provengono solo dai campi profughi ma da paesi vicini (leggi siria ecc..) se consideriamo ifatti reali vedresti che Israele e ben accerchiata...
    e sopratutto il muro ha un altro scopo....

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    Le religioni, I Partiti, Le Bandiere offuscano le menti. Pensare col
    Proprio cervello e non con quello di altri e' cosa BUONA.
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    I kamikaze non c'entrano con il luro, svegliati.

    ---------------

    "Il muro di Sharon" l'ho visto bene e per piu' di due settimane!
    E' semplicemente orribile.
    Devo precisare,pero', che a Rafah e' in via di costruzione e non ha ancora raggiunto la forma definitiva,che vedo invece nelle foto riguardanti Qalqiliya,nella West Bank.
    A Rafah lungo il confine con l'Egitto si stagliano lunghe lastre o barre di metallo/ferro,alte una decina di metri, che saranno poi ricoperte da una grigia patina di cemento.Decine di tanks israeliani proteggono 24h su 24 la costruzione del Muro dell'Apartheid, nonche' il lavoro dei buldozer che demoliscono le case adiacenti al confine e quello dei trattori che rimuovono tonnellate di terra per facilitare i movimenti dei mezzi corazzati israeliani.

    Il piano israeliano di edificazione del Muro dell'Apartheid ha previsto come primo 'step' il nord della West Bank, dove i preparativi per la costruzione del Muro sono iniziati nel Giugno 2002,vicino al villaggio di Salem,ad ovest di Jenin.In realta',pero',Israele stava gia' pianificando da mesi lavori sul terreno a Gerusalemme e Betlemme.
    Da Giugno 2002 l'esercito e le industrie ad esso affiliate stanno lavorando senza tregua sulle terre dei palestinesi,sradicando alberi,confiscando terreni e dichiarando le campagne proprieta' dello Stato di Israele.
    Durante la prima fase di costruzione del Muro dell'Apartheid, 15 villaggi si troveranno intrappolati tra il Muro e la "Green Line"(confini di Israele del 1967)in una stretta area militarehirbet Um Al Rihan, Barta'a Al Sharqiya, Dhaher Al Malih, Khirbet Abdallah Al Younis, Khirbet Al Sheikh Sa'eed,Khirbet Al Muntar Al Gharbiya,Nazlat 'Isa, Nazlat Abu Nar, Baqa Al Sharqiya, Khirbet Jubara, 'Arab Al Ramadin Al Shamali, 'Izbat Jal'ud, Al Dab'a,'Arab Al Ramadin Al Janubi e 'Arab Abu Farda. E' previsto che anche Rummana, Ta'anak, Khirbet Al Tayba, Al Sa'ida e Anin saranno inclusi tra il Muro e la "Green Line" nella prima fase.
    Altri 15 villaggi si troveranno ad est del Muro, ma le loro terre saranno ad ovest!
    Questa prima fase,a nord,prevede 115km di Muro e include sbarramenti,trincee e continui contolli di sicurezza.Il muro dell'Apartheid, nella sua interezza, si estendera' per 350km.

    Soltanto dopo continue richieste dell' organizzazione palestinese per i diritti umani LAW di produrre una mappa precisa del Muro dell'Apartheid,il governo e l'esercito israeliani hanno reso pubblici i loro progetti.Ma, come dimostrato da LAW, la mappa presentata dall'esercito all'Alta Corte Suprema Israeliana in Settembre, differisce dalla mappa presenteta in Ottobre, specialmente per quanto riguarda l'area di Qalailiya dove 1000 individui in piu' si troverebbero nell'area tra il Muro dell'Apartheid e Israele.I cambiamenti alla mappa sono stati fatti senza la pubblica conoscenza e senza preavviso.Nonostante questo l'esercito continua ad ordinare la confisca di terre.
    Non puo' neanche essere calcolata la fertilita' della terra che e' stata confiscata e che sta per essere devastata, anche prendendo in considerazione la continua poverta' dovuta alla chiusura forzata dei palestinesi, visto che il sostentamento e la sopravvivenza della popolazione dipende da queste terre.
    Numerosi villaggi hanno perso anche le loro uniche fonti d'acqua.

    Come non e' ancora chiara la porzione meridionale del Muro dell'Apartheid,allo stesso modo non lo e' la porzione centrale,ovvero quella di Gerusalemme/Al-Quds. Quello che si sa e' che il Muro permettera' ad Israele di prendere libere iniziative nella zona della Citta' Santa. Numerosi membri del governo di Sharon hanno confermato che il Muro non marchera' in nessun modo i confini del 1967 e non tratterra' Israele dal controllo sulle citta' occupate. Prendendo in considerazione che il 50% dei coloni ebrei-israeliani della West Bank sono coloni di Gerusalemme/Al-Quds est, si prevede che la porzione del Muro di Gerusalemme/Al-Quds rappresentera' una larga porzione delle terre confiscate per il Muro stesso, includendo l'annessione finale di 15 colonie.
    Inoltre si continua a negare il diritto ad una continuita' territoriale con la West Bank, a causa dei vari checkpoints.
    Il Muro dell'Appartheid porta avanti la "bantustanizzazione" della West Bank (e della striscia di Gaza) in centinaia di piccole,dipendenti entita' che non possono sostenersi da sole in una prigione circondata dall'esercito israeliano.



    Considerando la Risoluzione ONU 242 e 338,che dichiara la West Bank e la Striscia di Gaza come Territori Palestinesi occupati, l'ultima iniziativa d'Israele di costruire Il Muro dell'Apartheid e' a tutti gli effetti una sistematica violazione della legalita' internazionale e l'appropriazione di una terra rubata in nome della sicurezza.
    Oltre 2.000.000 di Palestinesi nella West Bank sono alla mercy di 400.000 coloni illegali(200.000 dei quali a Gerusalemme/Al-Quds) e di uno dei piu' potenti eserciti al mondo.

    Come conferma del fatto che il Muro dell'Apartheid non intende rimarcare i confini del 1967 e che il ruolo del Muro risponde ai bisogni di Israele -quelli dei coloni,della destra e della sinistra israeliana- i politici israeliani hanno piu' volte ripetuto in pubblico che il Muro non ha niente a che fare con una soluzione basata sui confini del 1967, ma e' un concerto politico e un gioco tattico politico che puo' beneficiare Israele.
    Il supporto ad Israele per il Muro dell'Apartheid e' unanime, compreso quello del Partito Laburista Israeliano. Haim Ramon e Binyamin Ben Eliezer, entrambi laburisti, sono stati alcuni dei maggiori sostenitori del Muro, ritenendolo non solo una misura di sicurezza, ma anche una tattica che fara' parte di un "piano di pace" che loro,se gli sara' data la possibilita' di governare, realizzeranno. Ben Eliezer,Ministro della Difesa durante gran parte dell'Intifada sotto Sharon,aveva dato spesso ripetuti ordini di proseguire il Muro dell'Apartheid e aveva anche chiesto all'Autorita' Aereoportuale Israeliana di costruire 5 'crossing points' sulla stessa linea, basati sulla certezza che il Muro dell'Apartheid sarebbe stato costruito.
    L'Autorita' Aereoportuale ammette che fu essa a cominciare i lavori prima dello scoppio della seconda Intifada.
    Questo dimostra che il Muro dell'Apartheid fa parte di un ampio e tattico obiettivo che ha radici precedenti all'Intifada.

    Il Muro dell'Apartheid che ho visto quotidianamente con i miei occhi in tutta la Palestina(Al Quds,Betlemme,Ramallah,Nablus,Gaza e Rafah):
    la distruzione delle infrastrutture, i raid degli apaches,il fuoco dei tanks, i missili,lo sparare continuo sulle case,edifici pubblici abbandonati,demolizione di case e di moschee,danneggiamento del sistema idrico-fognario,villaggi isolati da quelli vicini,coprifuochi,lunghe ed estenuenti file ai chekpoints immersi nel fango,restrizioni di movimento,poverta',distruzioni di proprieta',problemi di salute,le telecamere del Muro,le torri dei cecchini,famiglie separate senza possibilita' di vedersi,dipendenza forzata dei negozi e dei mercati da Israele,impossibilita' ad accedere ai servizi medici,malnutrizione,insegnanti e studenti che non possono raggiungere le scuole,borse di studio inaccessibili per tutti i Palestinesi(Cristiani e Musulmani),negazione del diritto a una propria citta',inaccessibilita' ai propri luoghi sacri,paura,degradamento delle risorse naturali,assenza di acqua nei servizi igienici,sradicamento di ulivi(caratteristica basilare del paesaggio,della cultura e dell'eredita' palestinese)e pericolose conseguenze(es.erosione,movimento dei sedimenti e dei prodotti chimici, ecosistemi locali contaminati,...),distruzione di aereoporti,di servizi idrici e di informazione molti dei quali costruiti attraverso le donazioni di organizzazioni palestinesi o internazionali,....
    Stefano

    ----------

  7. #7
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    Predefinito

    Molto semplice propongo un baratto. I Palestinesi la smettono di farsi saltere in aria in mezzo ai civili israeliani ed gli israeliani tolgono il muro e si ritirano dalla maggior parte dei territori occupati. Ma a lprimo attentato suicida... lo si ricostruisce e si rioccupano i territori.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  8. #8
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    Originally posted by locke
    Molto semplice propongo un baratto. I Palestinesi la smettono di farsi saltere in aria in mezzo ai civili israeliani ed gli israeliani tolgono il muro e si ritirano dalla maggior parte dei territori occupati. Ma a lprimo attentato suicida... lo si ricostruisce e si rioccupano i territori.

    Cordiali Saluti


    il signore della Pace. Sono le stesse parole di Sharon, alla faccia del patto.

    Il muro di berlino vi piaceva allora...

  9. #9
    I amar prestar aen
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Il muro della vergogna

    Originally posted by yurj



    Il Muro dell'Apartheid che ho visto quotidianamente con i miei occhi in tutta la Palestina(Al Quds,Betlemme,Ramallah,Nablus,Gaza e Rafah):
    la distruzione delle infrastrutture, i raid degli apaches,il fuoco dei tanks, i missili,lo sparare continuo sulle case,edifici pubblici abbandonati,demolizione di case e di moschee,danneggiamento del sistema idrico-fognario,villaggi isolati da quelli vicini,coprifuochi,lunghe ed estenuenti file ai chekpoints immersi nel fango,restrizioni di movimento,poverta',distruzioni di proprieta',problemi di salute,le telecamere del Muro,le torri dei cecchini,famiglie separate senza possibilita' di vedersi,dipendenza forzata dei negozi e dei mercati da Israele,impossibilita' ad accedere ai servizi medici,malnutrizione,insegnanti e studenti che non possono raggiungere le scuole,borse di studio inaccessibili per tutti i Palestinesi(Cristiani e Musulmani),negazione del diritto a una propria citta',inaccessibilita' ai propri luoghi sacri,paura,degradamento delle risorse naturali,assenza di acqua nei servizi igienici,sradicamento di ulivi(caratteristica basilare del paesaggio,della cultura e dell'eredita' palestinese)e pericolose conseguenze(es.erosione,movimento dei sedimenti e dei prodotti chimici, ecosistemi locali contaminati,...),distruzione di aereoporti,di servizi idrici e di informazione molti dei quali costruiti attraverso le donazioni di organizzazioni palestinesi o internazionali,....
    Stefano

    ----------
    Questo Stefano per caso non ha visto anche qualche strage causata da un kamikaze. Forse perchè in quelle 2 settimane i vari check point hanno inibito l'infiltrazione di nuovi martiri.

    Viene prima l'uovo o la gallina?

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  10. #10
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    Originally posted by yurj




    il signore della Pace. Sono le stesse parole di Sharon, alla faccia del patto.

    Il muro di berlino vi piaceva allora...
    Non proprio le stesse parole di Sharon, lui dai territori non vuole ritirarsi.

    Aspetto notizie sul muro che divide Nicosia.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

 

 
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