L'ordinanza del gip Sperandio contro il gruppo che ha picchiato selvaggiamente Smith e Zucchi a Telenuovo
«Forza Nuova vuole l'odio religioso»
Siliconate le porte del difensore degli imputati di FN, Saia contro Papalia
Hanno agito per «finalità di discriminazione e odio religioso». Sono entrati negli studi di Telenuovo «sventolando una bandiera con il simbolo della croce celtica e gridando "siamo venuti a denunciare il fatto che un talebano fa propaganda islamica a favore del terrorismo... vi abbiamo sconfitto a Lepanto, lo faremo ancora..."». Poi ci sono stati gli insulti, il lancio di uova, i pugni e i calci ad Adel Smith e Massimo Zucchi, rispettivamente presidente e segretario dell'Unione mussulmani. Queste le accuse che il Gip veronese contesta ai quindici esponenti di Forza Nuova.
Paolo Caratossidis e i suoi fedelissimi sono da tre giorni agli arresti domiciliari. Così come gli altri sei ragazzi che erano stati arrestati subito dopo l'aggressione del 10 gennaio scorso. Il pm Guido Papalia, l'imdomani del pestaggio, aveva chiesto per tutti i componenti della spedizione il carcere, ma il Gip Sandro Sperandio è stato più clemente. Ha voluto concedere loro un'ultima chance, come ha voluto sottolineare nello stesso provvedimento restrittivo, tenendo conto del fatto che sono tutti piuttosto giovani (hanno tra i 18 e i 22 anni) ed incensurati (a parte un paio che hanno piccoli precedenti penali).
La ricostruzione dell'aggressione è precisa. Imputabile ad una trentina di giovani. Il gruppo viene accusato di aver interrotto il dibattito, di aver rivolto ai presenti frasi minacciose e discriminatorie, di aver gettato delle uova contro i presenti in segno di ulteriore spregio e di averli picchiati selvaggiamente. Il solo Andrea Minchio - è precisato nell'ordinanza - ha cercato di trattenere gli aggressori. Si è trattato di un'incredibile scena di violenza, secondo i magistrati, che l'immediata diffusione mediatica ha reso ancora più grave.
Discorso a parte il Gip fa per Caratossidis, indicato come «il soggetto più in vista del gruppo». Gli viene rimproverato il fatto di «non aver saputo indirizzare nella giusta e legale direzione l'iniziativa di un gruppo di giovani che aveva riposto in lui la massima fiducia...».
Ieri, intanto, scritte minacciose sono comparse sui muri di Padova e Verona. Nella città scaligera, in particolare, è stato preso di mira l'edificio che ospita lo studio dell'avvocato Roberto Bussinello, difensore dei giovani di Forza Nuova. Le porte dell'ufficio sono state chiuse con il silicone e lordate in vario modo, anche con escrementi. «Morte al fascio», è stato scritto con vernice rossa e nera, con il legale accusato di essere «mandante squadrista». Il primo a portare solidarietà all'avvocato è stato l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio, che ha parlato di «vile e indegna intimidazione» e di «fatto di inaudita gravità».
Una pesante presa di posizione arriva da Maurizio Saia, deputato di An. «Dissento con forza da chi ha ispirato ed eseguito l'incursione nello studio di Telenuovo a Verona, ma trovo allucinante la persecuzione che si è scatenata contro il partito di Forza Nuova, forza politica con la quale non condivido quasi nulla. Mi sembra, però, che ci troviamo di fronte ad una Procura strabica che utilizza pesi e misure diversi nei confronti dell'estrema destra e dell'estrema sinistra. Vorrei ricordare che i centri sociali negli ultimi mesi hanno occupato la sede del consiglio comunale di Padova e della polizia municipale aggredendo politici e vigili urbani».
link


Rispondi Citando

...ma, non esiste il reato di vilipendio, vbbe', in itaglia oramai, ma, mi dico, non esiste la santa sede, non hanno nessun avvocato con le p..e, per querelarlo??

