Quel pesante bisogno d'identità dei Lumbard
di Paolo
Bagnoli*
Bossi correrà da solo alle prossime amministrative
E così manda un chiaro segnale a Berlusconi
Che cioè le riforme si fanno senza l'opposizione
Se la maggioranza s'annacqua la Lega sbiadisce
Solo un osservatore disattento avrebbe osato pensare che alla prossima tornata elettorale la Lega non si sarebbe presentata da sola. I dati dell' ultimo confronto amministrativo parlavano chiaramente. La Casa delle Libertà cedeva spazio all' Ulivo, ma dove il partito di Bossi si era presentato da solo l' elettorato lo aveva premiato.
Ora arriva la conferma: Bossi ha deciso che, la prossima primavera, la Lega correrà da esterna alla coalizione; ai ballottaggi, poi, sarà dovere l'appoggiare il candidato meglio piazzato.
Il ragionamento bossiano non fa una grinza. Ciò non vuol dire che la Lega sia entrata in rotta di collisione con il resto della maggioranza, ma le invia un chiaro segnale politico. Oggi, infatti, ha più ragioni di ieri nel difendere il profilo del suo movimento; sia per l 'indicazione che le viene dalle urne sia perché, così facendo, manda un messaggio diretto a Berlusconi: stai attento, casomai tu fossi tentato di fare riforme insieme all' opposizione, noi per esistere non abbiamo bisogno di te.
La decisione di Bossi risponde, infatti, al desiderio di identità del popolo leghista e suona come un altolà fermo contro qualsiasi convergenza consociativa. Lasciamo stare se la riforma delle istituzioni non appartiene al campo delle cose consociative; non importa, perché quanto più la maggioranza si annacqua, tanto più la Lega sbiadisce. Ed ecco, allora, la decisione padanista che, si dice, comincia a procurare qualche preoccupazione al presidente del consiglio.
Il passaggio che lo attende è sicuramente di quelli stretti, poiché non può disattendere l'invito pressante di Ciampi a larghe convergenze con l' opposizione; deve onorare l'impegno con Bossi per realizzare la devolution che l'Ulivo non vuole e non si trova, inoltre, nelle condizioni politiche migliori considerate le troppe insufficienze dimostrate dalle Casa delle Libertà nella prova del governo.
Per divincolarsi da questa morsa, Berlusconi - che tutto può permettersi fuorché perdere la Lega - alzerà sicuramente l' asticella portando a compimento la devolution bossiana, da un lato, e cercando di cambiare la forma di Stato senza intesa con l'opposizione; magari perseguendo un modello alla francese senza doppio turno, però, per non urtare i centristi. L' unica cosa sicura, al momento, è che la mossa di Bossi appare destinata a pesare.
La questione, poi, che più in generale si connette ad uno scenario pieno di ombre ben poco accoglienti, è la sorte di quel federalismo che un pò tutti dicono di volere, ma di cui ancora non si comprende il paradigma armonicamente concepito. E' fuori discussione che, per arrivare allo Stato federale, occorra devolvere poteri netti e precisi.
Non esiste un autogoverno - perché federalismo è autogoverno - fondato su competenze concorrenti. La devolution può, quindi, imprimere un brusco avanzamento all' istanza federalistica, ma se tutto alla fine si risolve alle tre materie oggi in discussione, la Lega e la maggioranza fanno un errore speculare a quello compiuto dall' Ulivo nella scorsa legislatura. La Lega porterà pure a casa un risultato politico emblematico, ma dovrà pagare ai partners di maggioranza un prezzo assai elevato su altri temi. Insomma, ci sarà la devolution, ma non avremo il federalismo.
Ci domandiamo perché la politica italiana continui ad essere dentro una transizione che, al di là della realizzata alternanza al governo del Paese, non riesce a trovare livelli di stabilità, governabilità ed armonicità. Il problema è serio e Bossi, naturalmente, gioca la sua partita. Forse più che di larghe intese c'è bisogno di chiarezza di idee; da una parte come dall' altra.
* Professore Ordinario di Storia delle dottrine politiche a Siena, già direttore del Gabinetto Vieusseux di Firenze
(20 GENNAIO 2003, ORE 10)
IL NUOVO
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Leggi leggi caro, e impara, invece di postare i tuoi copia-incolla insulsi......ma forse quel Professore è un leghista mascherato.....




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