Ricevo e "giro".
Un saluto a tutti.
Il trasferimento della popolazione palestinese
Christian Peacemaker Team, un gruppo di volontari canadesi e statunitensi che da anni sono stabilmente presenti a Hebron (ed in altre parti del mondo, quali la Colombia), scrive in data 15 gennaio 2003 dalla città di Hebron:
di Art Gish, 16 gennaio 2003 - Traduzione: Susanne Scheidt
Il "trasferimento" - una politica volta a trasferire i palestinesi dai Territori Occupati - da recente è diventato un argomento caldo nei media israeliani. Questo concetto è particolarmente popolare negli ambienti della destra israeliana e viene appoggiato da molti membri dell'attuale governo di Israele.
Il trasferimento è già in corso, a Hebron. Durante gli ultimi settanta giorni, l'area attorno alla Città Vecchia è rimasta sotto coprifuoco, il che significa, essenzialmente, che i residenti sono sottoposti agli arresti domiciliari per 24 ore su 24, tranne per qualche ora ogni tanto, per permettere alla gente di andare a fare la spesa.
Più di 2 500 negozi nell'are sono stati chiusi, alcuni da ormai due anni. Le forze armate israeliane non permettono quasi a nessun automezzo palestinese di entrare nell'area e chiudono alcune zone perfino al passaggio dei pedestri palestinesi. Percorrendo il quartiere di sera, si vedono le luci accesi solo in poche case. La maggior parte della popolazione della Città Vecchia se n'è andata via.
I soldati israeliani perquisiscono frequentemente le case dei palestinesi, spesso in mezzo alla notte. Una delle famiglie, nota al nostro gruppo, aveva la casa perquisita ben tre volta in un solo giorno. Spesso i soldati vandalizzano queste case, distruggono oggetti personali e delle volte orinano e defecano nelle case. Alcune famiglie palestinesi hanno riferito di soldati che facevano avances inequivocabili alle donne di casa.
Dipendenti delle municipalizzate hanno difficoltà ad accedere all'area per effettuare gli interventti necessari, sicché i servizi scarseggiano. Il nostro gruppo è stato chiesto di accompagnare i dipendenti delle municipalizzate per impedire che fossero aggrediti da soldati o coloni israeliani.
Stiamo anche monitorando i ragazzi che devono recarsi alle loro scuole, perché spesso i soldati non permettono loro di andare a scuola o li molestano mentre caminano. A causa dei doppi turni e le frequenti chiusure delle scuole, i ragazzi rimangono indietro con i loro studi, per cui molti genitori hanno abbandonato l'area per non mettere a rischio l'educazione scolastica dei loro figli.
Perfino durante le poche ore che le forze armate israeliane sospendono al coprifuoco, non permettono alla maggior parte dei negozi di aprire e chiunque si muova per le strade è a rischio di essere fermato dai soldati, delle volte per un ora od anche di più.
L'area nella quale si trovava il mercato alimentare, due anni fa - un'area che gli Accordi di Oslo avevano stabilito come l'area nella quale i commercianti palestinesi dovrebbero vendere la loro frutta e verdura - oggi è un parcheggio per i coloni. Il nostro gruppo di Hebron teme che tra non molto i negozi, oggi vuoti, saranno demoliti per creare più spazio per i coloni.
Il governo di Israele non dice esplicitamente ai palestinesi che debbano abbandonare Hebron, ma le organizzazioni per i diritti umani presenti sul posto, temono che l'effetto di tutte queste restrizioni ed abusi ai quali i palestinesi sono sottoposti, sarà quello di svuotare l'area dai palestinesi. Dobbiamo porre la domanda se il governo di Israele abbia iniziato a portare a compimento progetti espliciti per il trasferimento di tutti i palestinesi da un'area vasta di Hebron e dei suoi dintorni.




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