“Il mio progetto di TV per tutti” di Ettore A. Albertoni, su la Padania di mercoledì 22/01/2003, pagg. 1,14 e15.

Ne suggerisco la lettura, e rilettura.

Why?

Perché potrebbe essere proprio un “progetto di Tv per tutti”.

Ma proprio tutti? Davvero?

Se devo essere sincero, come solitamente sono, qualche dubbio m’assilla, magari per un nonnulla, o forse una quisquilia, o per una quaglia che potrebbe partire da Milano, quindi balzare a Firenze, per poi saltare a Roma ladrona, quindi balzare a Palermo, neo capitale del virtuoso sud e di tutta l’area nordafricana, mezzo orientale, mediterranea e mediterronea, in soli 15 minuti, la durata proposta del nuovo telegiornale culturale, quindi piombare a Napoli, poi a Catania, a Bari, e magari poi rimbalzare nuovamente al nord, ad Aosta per esempio, ed infine atterrare nuovamente a Milano (non a Linate, osasi sperare).

Il tutto con la sussidiarietà di un bel “magazine” settimanale.

Ah, come sono gradevoli e fondamentali questi anglicismi culturali, specie per chi ha massimamente a cuore la difesa ad oltranza delle identità e delle lingue peninsulari!

Scrive il Prof. Albertoni:

< In una simile prospettiva valuto l’ipotesi di dar vita ad un Telegiornale delle Culture, delle Arti e degli Spettacoli” … >

Commenta Buleghin:

< In una simile prospettiva valuto l’ipotesi che il Prof ci stia prendendo tutti per i fondelli, specie a noi del nord. >

Eppure E. A. Albertoni era sembrato persona seria.

Non si sarà fatto adescare dai lussi, frizzi e lazzi dei palazzi romani?

J.B.

PS

L’unico modo per risolvere i problemi della RAI è di SMERIDIONALIZZARLA.

Al 99%.

Subito e per sempre.