Noi Italiani siamo sempre gli stessi. Si stava sempre meglio quando si stava peggio. Anche quando si parla di amministrazioni comunali, quando si rivolge uguale domanda a due autisti di Taxi di città diverse: Milano e Verona.
"Come va col sindaco, di questi tempi?". Ecco che le magagne dell'amministrazione saltano fuori alla velocità d'un lampo, ecco che lo spaccato di un malcontento diffuso verso tutto e tutti emerge limpido. Ecco soprattutto che ci si rende conto della crisi che sta attraversando il centrodestra, di cui nessuno dei nostri leader pare essere minimamente a conoscenza. Forse stavolta gli stereotipi non c'entrano.
Milano, Dicembre 2002. Dalla Stazione centrale a un ristorantino vicino al Pio Albergo Trivulzio. Arrivo con pacchi pacchetti e una bella valigiona, carico tutto sul taxi e via, attraverso la città nella sera. Neanche un paio di battute e l'occasione per la fatidica interrogazione-sondaggio salta fuori come niente. "Come va col sindaco, di questi tempi?". L'autista è un tipo alla buona, allegro, giovialone, Milanese nel midollo. Ovviamente di centrodestra, ovviamente pollista. Mi spiega che dal '97 al 2001 è stato un vero e proprio trionfo, che Milano è stata finalmente amministrata in modo decente, che l'Albertini ha lavorato come doveva. "E poi?". E poi sono nati i casini, e poi Albertini ha creato una frattura profonda coi tassisti: "ventimila voti in meno, quelli nostri e delle nostre famiglie. E sì' che noi l'avevamo anche votato, e poi un giorno ci ha traditi. Si figuri, io sono tesserato Forza Italia, sono stato agli incontri tra tassisti e Sindaco, un disastro, non ha voluto ascoltare le nostre domande. E ora nessuno può più sopportarlo tra di noi. Ma cosa vuole...".
Ok, ok. Ricevuto. Spiego che per me non è una novità, che anche io sono di centrodestra ma che i dubbi (a dimostrazione che forse noi Berlusconiani non siamo quegli adoratori del Kapo che in tanti vorrebbero dipingerci) ci sono e rimangono. Spiego che avevo impressa nella mente un'immagine ben diversa della mia Milano, quella di un solido 57% per la maggioranza, di una popolazione soddisfatta del proprio sindaco. "Era così fino all'anno scorso, poi nessuno ci ha più ascoltati e anzi abbiamo preso delle bella bastonate. Che disastro".
Ovviamente non è un Ulivista quello che ho di fronte: "e l'altra parte... beh lì non ci si capisce niente, parlano e non combinano niente, e poi son comunisti si sa, che schifo, non c'è davvero più santo a cui rivolgersi...". Mamma mia. Mi restano due occhi grandi così e ben poche parole in bocca.
Saluto il tassista, lo ringrazio per la chiacchierata e il prezzo quasi di favore che mi ha fatto. La cena sarà a base di pesce, e il povero Franci, che con molluschi e crostacei non è mai andato d'accordo, resterà quasi a digiuno. Brutto colpo, dopo la tragica testimonianza dell'amico autista.
Verona, Gennaio 2003. Mi faccio portare da Piazza delle Erbe a un cinema tutto nuovo nei pressi di San Zeno. Dieci minuti scarsi per andare a trovare Guja, che è stata a una partita di calcio. Si guarderà Harry Potter, il secondo episodio della saga.
Il tassista è ancor più loquace del collega meneghino. Non me ne stupisco, conosco il brio che caratterizza Verona e chi ci vive. Li adoro, la città e i suoi abitanti, e una battuta sulle "zone brutte" della città basta a fare scattare l'interroghescion. Come va col nuovo sindaco [Ulivo da Maggio 2002], gli chiedo, e il mio Cicerone si scatena. Un disastro, una rovina, un incapace: il sunto di centoventi secondi in dialetto stretto a tutto spiano, di cui colgo bene il senso nonostante non sappia parlarlo. E la Sironi, la pollista traditrice? Ancora peggio. Se il sinistrorso al governo della destrorsa Verona non fa niente anzi fa peggio, l'altra ormai fa proprio schifo. "Quando si è fatta portare in trionfo dai comunisti in Piazza Bra..." "Ma non è stata una buona amministratrice?" "Ma certo, finchè c'era nessuno diceva niente, anzi a Verona eravamo tutti contenti. Poi però voleva la poltrona a Roma...". Il resto, il triste epilogo della donna che ha scioccato il centrodestra del nord-est col suo osceno voltagabbana, lo conosciamo bene. Basta così. Grazie mille e arrivederci. Anche qui, il film già bruttino sarà ulteriormente rovinato dal triste colloquio col pollista deluso.
Un sondaggio fatto in casa che più fatto in casa di così non si può, ma buono a sollevare quel tanto che basta il sipario. Che ne direste, amministratori e politici della CDL, di venire a farvi un giretto per quelle città che vi hanno portato negli anni scorsi a percentuali impensabili? Che vi hanno portati più in alto che mai, che vi hanno amato e sostenuto e votato e che ora vi odiano? Dopo la batosta veronese potrebbe arrivarne un'altra. Più grossa.
E forse letale.
C&C
Franci




Rispondi Citando
Nobis ardua 
, dopo un anno di battibecchi......guarda un pò che sfiga.......Fecia non me lo perdonerà mai.....garantito
