Guido Caserza
Un imminente crollo economico, con caduta verticale dei valori borsistici e collasso del mercato, e un’apocalisse nucleare che coinvolgerà i più grandi paesi del mondo, non oltre il 2006. Una profezia da far tremare i polsi, sembra Nostradamus ed è la Bibbia ebraica. Almeno a prestar fede a quanto scrive Michael Drosnin, che nel libro Conto alla rovescia (da oggi in libreria per Rizzoli) prospetta scenari da incubo. Secondo Drosnin (ma la tesi è vecchia di qualche secolo) la Bibbia ebraica sarebbe un codice nel quale un’intelligenza superiore avrebbe inscritto il destino dell’umanità. Cinque anni dopo la pubblicazione del bestseller Codice genesi, Drosnin è così tornato a interrogare la Bibbia per spiegarci che non solo il crollo delle Torri Gemelle era stato predetto nell’Antico Testamento ma che quell’evento segna anche l’inizio di un drammatico countdown, l’atto iniziale di una guerra che potrebbe culminare, nel 2006, in un olocausto nucleare, ovvero la fine dei giorni di cui parla la Bibbia. A dire il vero, non occorre essere circonfusi del furor profetico, e nemmeno forzare esegeticamente la Bibbia, per paventare, oggigiorno, un simile destino per l’umanità. Andiamo comunque dietro a Drosnin: tutto incomincia nel giugno 1992, quando l’allora scettico Drosnin incontra a Gerusalemme il geniale matematico israeliano Eliyahu Rips, entusiasta scopritore del libro del rabbi H.M.D. Weissmandel che, cinquant’anni prima, aveva rivelato il primo codice della Bibbia, invano cercato, secoli prima, da Isaac Newton.
Drosnin scoprì così che il codice altro non era che un programma di computer contenente lettere ebraiche in cinque differenti colori, collocate in una sorta di puzzle. Rips aveva eliminato gli spazi tra le lettere e creato una stringa di poco più di trecentomila lettere divisa in 64 righe. Secondo un’antica leggenda, questo sarebbe stato il modo in cui Mosè aveva ricevuto il testamento divino, «contiguo, senza interruzione fra le parole». Fra le carte di Rip, Drosnin ne vide alcune con le parole «Hussein», «Scud» e «missile russo», termini codificati insieme nel Genesi. Nel 14° capitolo del Genesi sarebbe stata trovata anche la data del 18 gennaio 1991, il giorno in cui l’Iraq lanciò il primo Scud contro Israele e che Rips scoprì tre settimane prima dell’inizio della Guerra del Golfo.
Da buon allievo Drosnin continuò a interrogare il codice della Bibbia, scoprendo, a sentir lui, cose davvero terrificanti: gli assassini di Sadat, di John e Robert Kennedy erano già stati trovati, codice alla mano. «Ma il vero choc», racconta Drosnin, «fu quando il codice mi rivelò il nome del Primo Ministro Rabin, che incrociava con la parola assassinio. Capii anche che sarebbe successo nell«anno ebraico che incominciava nel tardo 1995». Il primo settembre del 1994 Drosnin volò in Israele con una lettera che conteneva la tragica predizione. Fu inutilmente consegnata a Rabin, assassinato il 4 novembre del 1995 da Amir a Tel Aviv, nomi che naturalmente vennero più tardi rinvenuti nel codice.
L’assassinio di Kennedy, quello di Rabin, l’olocausto, Hiroshima, il primo uomo sulla luna e persino il caso Watergate, la bomba di Oklahoma, tutto sarebbe dunque contenuto in quel puzzle di parole ebraiche, capaci di suscitare pensieri angoscianti: se tutto è predeterminato perché l’uomo vive? Il codice è la prova dell’esistenza di Dio o è stato generato da un’intelligenza superiore? Questioni senza fine, poi però ti viene il dubbio che ad applicare alla Bibbia un metodo matematico di decodifica possano venire fuori altre e poco gradevoli cose. Insomma, a fare la parte del diavolo, si potrebbe anche scoprire, in questo modo, che la Bibbia non è propriamente di mano divina. L’archivio americano della «Prophezine» ha per esempio compilato una collezione di codici negativi. Una bordata: decodificando i versi 7-10 del ventesimo Salmo verrebbe fuori un poco rassicurante «non c’è salvezza in Dio».
E ancora, usando lo stesso modello matematico, si scopre una perturbante analogia fra il nome di Cristo e quello di Satana il che, secondo gli adepti dell’antibibbia dell’Oregon, ci informerebbe meglio sull’origine del mondo. Mentre, singolarmente, non si trovano codificati nella Bibbia nomi o appellativi preminenti, come Gesù di Nazareth, Gesù il Figlio di Dio, Isaac ben Abraham, Solomon ben David, tanto per citare. Insomma, non ce ne voglia Drosnin, ma a noi viene il sospetto che, randomizzandolo con un modello matematico, anche l’elenco del telefono potrebbe rivelare profezie allarmanti, nomi altisonanti, storici eventi. Comunque confessiamolo, da piccoli e gaudenti apocalittici siamo convinti che sia sempre meglio vivere ogni giorno come se questo fosse l’ultimo della vita: anche questo è scritto nella Bibbia.
link


Rispondi Citando


