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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Addio al Senatore a vita Gianni AgnelliEra nato a Torino il 12 marzo 1921

    E' morto l'avvocato Agnelli, nel bene e, qualche volta nel meno bene, un pezzo importante della storia del nostro paese.
    da www.adnkronos.com

    "
    Era nato a Torino il 12 marzo 1921
    E' morto Giovanni Agnelli
    L'erede e proprietario della maggiore industria italiana e' scomparso a 81 anni


    Torino, 24 gen. (Adnkronos) -E' morto Giovanni Agnelli. Da quanto apprende l'Adnkronos le condizioni di salute del presidente d'onore della Fiat e senatore a vita sono peggiorate nella notte. A breve e' prevista anche la riunione della societa' che raccoglie le quote della famiglia Agnelli. Ora i componenti della grande famiglia torinese dovranno decidere quale debba essere il loro ruolo rispetto alla gestione della situazione di crisi del gruppo automobilistico di Torino. Giovanni Agnelli era nato il 12 marzo del 1921 e doveva compiere 82 anni.
    Il nipote dell'Avvocato, John Elkann, figlio di Margherita Agnelli, sara' ora il rappresentante legale della quota del 30% dell'accomandita, non ha voluto rilasciare dichiarazioni entrando pochi minuti fa al centro storico Fiat, dove e' appunto in programma l'assemblea dell'accomandita.
    Al centro storico della Fiat e' arrivata anche una delle sorelle dell'Avvocato, Susanna Agnelli, affranta, con occhiali scuri. Anche l'ex ministro degli Esteri non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. E cosi' pure Andrea Agnelli, figlio di Umberto, giunto da poco per prendere parte alla riunione della cassaforte di famiglia.
    Era stato lo stesso Avvocato, nel maggio scorso, ad annunciare che si sarebbe recato negli Stati Uniti per curare un cancro alla prostata. Dopo qualche settimana di cure, Giovanni Agnelli era rientrato in Italia. Ma la sua permanenza a Torino e' durata poco. Dopo qualche mese era stato necessario un nuovo ricovero negli Usa.
    Andreana D'Aquino, Attilia Brocca
    "

    Un lutto per l'Italia.

    Saluti liberali

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  2. #2
    Asteroids
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    Onore ad un grande Italiano penso sia giusto mettere il thread in rielievo.

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    un po' di biografia ...e di storia....

    da www.cnnitalia.it

    " Agnelli: oltre mezzo secolo al timone
    I suoi 'colpi': aprire alla Russia comunista e l'accordo coi libici
    Ultimo aggiornamento 24 gennaio 2003, 100 ora italiana (090 GMT)


    Fu anche presidente di Confindustria



    TORINO (CNN) -- Nato a Torino nel 1921, orfano di padre a 15 anni, Gianni Agnelli trascorre una giovinezza sotto l'ombra della figura del nonno, che si chiamava Gianni come il nipote, fondatore della Fiat.

    Il giovane Gianni Agnelli frequentò la scuola di cavalleria di Pinerolo. Partecipò alla seconda Guerra Mondiale, combattendo in Russia e in Tunisia, ottenendo una decorazione.

    Il 25 febbraio 1943 Gianni Agnelli entra nel consiglio di amministrazione della Fiat. Al vertice Fiat ascende nel primo dopoguerra, quando, nel 1946, assume la carica di vicepresidente, in un'epoca dominata dalla figura del ragioniere Vittorio Valletta.

    Valletta, tra i migliori dirigenti industriali della Fiat di oltre un secolo di storia, entrò nell'azienda torinese nel 1920, chiamato dal senatore Giovanni Agnelli. Divenuto amministratore delegato nel 1939, alla morte del 'senatore' gli subentrò alla presidenza nel 1946, mantenendo la carica di a.d. anche in seguito.

    Sotto l'aura di Valletta, pertanto, il giovane Giovanni maturò alcuni anni l'esperienza necessaria a guidare l'azienda di famiglia. Una volta finita l'epoca di Valletta, 'l'Avvocato' prese la guida della Fiat: nel 1963 divenne amministratore delegato e, dal 1966, fu presidente.

    Negli anni Cinquanta, in cui sul piano aziendale compare in secondo piano, della vita di Agnelli si ricordano soprattutto gli eventi privati. Nel 1953 si unisce in matrimonio con Marella Caracciolo. Nel 1947 diventò presidente della Juventus. Restò al vertice del sodalizio bianconero sino al 1954, poi divenne presidente onorario, nonché supervisore degli acquisti di mercato.

    Gli anni Sessanta furono segnati da un'apertura verso l'est comunista destinata ad anticipare i tempi: il rafforzamento della Fiat sui mercati internazionali, già avviato negli anni precedenti, culminò con la realizzazione della fabbrica Fiat di Togliattigrad, in Unione Sovietica. Le trattative iniziarono nel 1966: la costruzione della fabbrica fu portata a termine nel 1970.

    Negli anni Settanta, a fronte delle tensioni sociali e della conflittualità aziendale che si aggiungevano agli squilibri negli scambi internazionali dovuti alla fine della stabilità dei cambi e alla prima crisi petrolifera, la Fiat rispose con l'innovazione tecnologica e dei prodotti. Alla fine del decennio, che aveva visto Umberto Agnelli amministratore delegato, il piano di decentramento gestionale e di riorganizzazione della Fiat in holding, era concluso.

    Tra il 1974 e il 1976 fu presidente di Confindustria. Furono due anni importanti, durante i quali venne firmato uno degli accordi sindacali più contestati della storia italiana: quello sul punto unico di contingenza.

    Ciononostante la redditività dell'azienda restava problematica. Nel 1976, con un colpo a sorpresa che spiazzò il mondo politico non soltanto italiano, Gianni Agnelli annuncia l'accordo con la Lybian Arab Foreing Bank, finanziaria del colonnello Gheddafi. I libici entrarono nel capitale della Fiat con una quota del 9,09% che salirà poi con la conversione di obbligazioni in azioni, al 13,04%. Oggi i libici sono di nuovo tra gli azionisti del Lingotto con una quota del 2,004% rastrellata sul mercato.

    Nel 1980 comincia l'era di Cesare Romiti, dapprima come amministratore delegato, poi come presidente. Il gruppo fattura 20 mila miliardi, ha debiti netti per 7 mila miliardi e una redditività vicina allo zero.

    Quindici anni più tardi, quando Romiti assumerà la carica di presidente (Gianni Agnelli diventa presidente d'onore) il gruppo registrerà ricavi per oltre 75 mila miliardi, profitti per 2 mila e l'indebitamento netto sarà di 2.500 miliardi.

    L'era Romiti fu però anche altro: fu il lancio della Uno di Vittorio Ghidella che regalò alla Fiat la leadership europea, la massiccia introduzione dei robot, la conquista della Toro, di Rinascente, Alfa Romeo, Snia, Rizzoli.

    La ricapitalizzazione di Fiat del '93, assistita dalla Mediobanca di Enrico Cuccia, segna una tappa del tutto nuova per il gruppo torinese. Alla guida della Fiat non c'è più soltanto Gianni Agnelli e Cesare Romiti, ma un consiglio di amministrazione espressione di un 'nocciolo duro' di azionisti di rilievo come la stessa Mediobanca, Assicurazioni Generali, Deutsche Bank, Alcatel Alstom oltre naturalmente Ifi e Ifil che costituiscono un patto di blocco.

    Gli anni successivi sono noti, nel '99 Paolo Cantarella diventa amministratore delegato del gruppo al posto di Cesare Romiti e Paolo Fresco presidente. Nel 2000 la General Motors ricompare nel destino della Fiat acquisendo il 20% di Fiat Auto per 2,4 miliardi di dollari e cedendo alla holding del Lingotto il 5% circa del proprio capitale.

    Il resto è cronaca, non più storia, con il piano di riorganizzazione industriale presentato alcuni mesi fa, i terremoti al vertice dell'azienda e le attuali trattative per la rinegoziazione dei patti con General Motors.
    "


    Saluti liberali

  4. #4
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    Pochi paesi hanno dovuto (e devono) sopportare una sfiga del genere.

    Comunque la morte è sempre democratica.
    Non ha bisogno di frasi pompose per imporre il rispetto della sua legge spietata.

  5. #5
    Ragione ed Equilibrio
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    Esprimo il mio cordoglio e le mie condoglianze per la scomparsa di un Grande Uomo.
    reporter

  6. #6
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    Predefinito

    Gianni Agnelli è morto. Il barone Oscar Luigi Scalfaro invece non solo è vivo e vegeto, ma gode della salute di un toro. Per dirla con Wody Allen "Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa"
    So long.



  7. #7
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    Originally posted by Lupo Solitario
    Gianni Agnelli è morto. Il barone Oscar Luigi Scalfaro invece non solo è vivo e vegeto, ma gode della salute di un toro. Per dirla con Wody Allen "Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa"
    So long.



    Essere contenti per la morte di una persona (come qualcuno su altri 3d ha fatto per Agnelli) od auspicare la morte di qualcuno ancora vivo è (a mio parere) un atto profondamente vergognoso ed ignobile. Baka! Damare!
    La frase riportata non è di Allen, ma di Pennac. Il romanzo è "La Fata Carabina".

  8. #8
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    Predefinito dispiace..

    .......sempre quando la morte si porta via qualcuno, fosse anche un uomo piccolo e insignificante,
    dispiace lo abbia fatto oggi con Gianni Agnelli,
    ma la legge in materia è uguale per tutti.....(.anzi non è neppure vero questo perchè con alcuni a volte è molto più crudele portandosi via in condizioni miserevoli anche bambini inermi e senza colpe)
    Ma oggi è giusto il cordoglio e il ricordo di un uomo che comunque ha contato e molto nella vita della nostra Italia e della nostra stessa società!
    Torino ha scommesso sempre tutto sulla Fiat ed ora purtroppo risente molto della sua crisi, basti pensare a tutto l'indotto che essa ha comportato e che sta seguendo l'azienda
    nel disagio economico.
    Non sempre la famiglia Agnelli ha fatto scelte giuste e forse la commemorazione di oggi risente di troppa retorica!
    Sempre filogovernativi..........già questo la dice lunga!
    Il senatore poi non ha mai parlato in aula, ma bastavano i suoi vari incontri qui e all'estero per fare politica ( si diceva oggi come fosse un merito)!
    Onore ai meriti e riposi in pace anche lui !

  9. #9
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    Originally posted by marcejap




    Essere contenti per la morte di una persona (come qualcuno su altri 3d ha fatto per Agnelli) od auspicare la morte di qualcuno ancora vivo è (a mio parere) un atto profondamente vergognoso ed ignobile. Baka! Damare!
    La frase riportata non è di Allen, ma di Pennac. Il romanzo è "La Fata Carabina".
    Hai ragione, ovviamente. Non auguro la morte di nessuno, ma ti confesso che se si facesse il gioco della torre, tra Agnelli e Scalfaro non avrei dubbi: butterei giù Scalfaro. Un uomo che francamente detesto.
    Quanto alla citazione, la puoi trovare sul Fondoscala tra le battute di Allen, ma se é di Pennac non ne farei una malattia.
    So long.



  10. #10
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    .....

    da www.lastampa.it

    " Agnelli: lo Stato Maggiore Fiat veglia la bara

    25 gennaio 2003

    È stata aperta la camera ardente di Giovanni Agnelli, nell'atrio della Pinacoteca del Lingotto che l'Avvocato aveva voluto donare alla città e che si trova sul tetto dell' ex grande stabilimento industriale. Una grande sala bianca con la bara marrone chiaro in fondo, al centro, che ha sopra appoggiati dei cuscini di rose bianche. Il segno discreto della presenza di autorità è dato dai due carabinieri in alta uniforme all'esterno e dai due corazzieri senatoriali in piedi a destra della bara. Sulla sinistra ci sono i gonfaloni di Provincia, Comune e Regione. Un crocifisso sovrasta la bara. Centinaia i torinesi già in coda.

    Umberto Agnelli, il presidente della Fiat Paolo Fresco, Giulio
    Boschetti, Franzo Grande Stevens e Alessandro Barberis stanno vegliando la salma di Gianni Agnelli, vicini alla famiglia Agnelli che si trova seduta a lato della bara. A tutti, uno per uno, stringono la mano i familiari schierati in fila sul lato sinistro della camera ardente.
    Sono presenti la figlia dell'Avvocato Margherita, con i figli John (che era andato via ed è ritornato), Lapo e Ginevra, le sorelle dell'Avvocato, Susanna, con la figlia Ilaria, Clara Nuvoletti, Cristiana Brandolini, con il figlio Brandino Brandolini. Ci sono anche Avery Howe, vedova di Giovanni jr, Lupo Rattazzi, il marito di Mariasole, Pio Teodorani Fabbri. Chiudono la fila Paolo Fresco e Alessandro Barberis. La vedova dell'Avvocato, donna Marella Agnelli, ha lasciato la camera ardente poco dopo l'apertura della camera ardente, e il fratello dell'Avvocato Umberto Agnelli l'ha seguito poco dopo.

    Ai lati della bara, che è chiusa, ci sono le corone di fiori e i gonfaloni. Nonostante la folla imponente c'è un grandissimo silenzio e raccoglimento. In sottofondo, una colonna di musica classica.Lungo il percorso transennato per raggiungere la Pinacoteca sono stati posti cinque tavolini con registri per raccogliere le firme.

    Tra le prime firme, quella del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che all' uscita dalla camera ardente ha dichiarato: «Quello che avviene oggi è anche uno stimolo potente per chi come noi ha delle responsabilità per fare di più, per colmare il vuoto che l' Avvocato lascia in questa città e non solo».

    Pochi minuti dopo le 10 è arrivato alla camera allestita per Giovanni Agnelli al Lingotto il presidente della Regione Enzo Ghigo. «La città e la regione volevano bene ad Agnelli. Le persone che sono qui in coda per rendergli omaggio lo dimostrano».Lo hanno seguito il presidente di Confindustria Antonio D'Amato, accompagnato dal direttore generale Stefano Parisi, e Cesare Romiti.

    «Che la morte di Giovanni Agnelli sia capace «di dare una scossa per tutta Italia»: così Francesco Rutelli giunto al Lingotto in tarda mattinata ha voluto esprime i suo cordoglio subito dopo aver visitato la camera ardente allestita per il presidente onorario della Fiat sul tetta dell'ex fabbrica. Dietro di lui anche Sergio Cofferati e, più tardi in mattinata, l'ex-presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e il ministro per gli italiani all'estero Mirko Tremaglia.

    Anche i calciatori della Juventus e l'intero staff dirigenziale della squadra hanno raggiunto il Lingotto, poco prima delle 10.30. Hanno reso omaggio il presidente dei bianconeri Vittorio Chiusano, il vicepresidente Roberto Bettega, l'amministratore delegato Antonio Giraudo e tutti i giocatori con il tecnico Marcello Lippi. Per la Lega Calcio era presente Adriano Galliani.

    IL FUNERALE. Il funerale, in un primo tempo previsto in forma privata, avrà luogo invece domani alle 10.30 nella cornice solenne del Duomo di Torino, in omaggio all'affetto che i torinesi hanno tributato alla memoria dell'illustre concittadino. Annunciano già la loro presenza Silvio Berlusconi, Antonio Carraro e Giovanni Trapattoni.
    "



    Cordiali saluti

 

 
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