Quello che dice il caso-Irak

L’INGHILTERRA FUORI DALL’EUROPA!


Non bastano i bombardamenti; i raid aerei improvvisi, a sola scelta dell’attaccante che spesso provocano anche vittime fra i civili: contro l’Irak ci vogliono “sanzioni più efficaci”; così hanno deciso Stati Uniti e Gran Bretagna. E lo hanno stabilito “in pieno accordo” Bush e Tony Blair, che è stato –sottolinea la stampa- “il primo dirigente europeo ricevuto negli Stati Uniti dopo la nomina di Bush a presidente”, a conferma evidente del “legame particolare” che unisce la Gran Bretagna agli Stati Uniti. Primo rilievo, nel merito: l’Irak è un Paese presente a pieno diritto nel sistema giuridici internazionale. Ha un seggio alle Nazioni Unite, ha Ambasciate aperte in tutto il mondo e quasi tutti i Paesi del mondo hanno, a Bagdad, le loro Ambasciate. Una “Risoluzione” dell’ONU lo obbliga a una serie di limitazioni e di adempimenti che, nel loro complesso e nonostante il trascorrere degli anni, configurano un “sistema sanzionatorio”, specie nei confronti delle sue esportazioni principali a cominciare dal petrolio. Adesso, Stati Uniti e Gran Bretagna –nonostante il parere contrario di 14 sui 15 Paesi che compongono l’Unione Europea -e mentre i 9/10 dei Paesi di tutto il mondo commerciano con l’Irak- Stati Uniti e Inghilterra, dicevamo, si preparano ad adottare sanzioni ancora più dure; sanzioni ancora più restrittive. Che comunque saranno configurate non potranno non incidere ancora più drasticamente sulle condizioni di vita della popolazione irachena, già durissimamente provata. Non lo diciamo noi. Lo dicono, lo sostengono a gran voce, lo documentano in modo incontestabile, tutte, senza eccezioni, le Organizzazioni sanitarie e assistenziali del mondo intero. A causa delle sanzioni, in Irak – questa è l’ultima notizia- “muoiono di stenti e malattie 180 bambini al giorno”! E intere generazioni di bambini sono cresciuti e stanno crescendo sotto-alimentati e con gravi carenze nutrizionali e vitaminiche che peseranno a lungo e con gravi conseguenze sui loro organismi nei prossimi anni. E le sanzioni durano da oltre 10 anni! Ma le sanzioni –le più dure, le più lunghe mai inflitte a un popolo per “punire” il suo regime- evidentemente non bastano e gli anglo-americani, quando e come vogliono, passano ai bombardamenti. Un ordine da Washington e via! Gli aerei decollano e in due-tre, gettano giù il loro carico devastante e mortale. Poi, arriva il comunicato statunitense: “colpite installazioni radar”; “distrutti siti missilistici”. Vai a vedere. Nessuno controlla. Nessuno riscontra. Stati Uniti ed USA sono la nuova Inquisizione. Condannano e puniscono da soli. E bombardano. Ma c’è un altro rilievo da avanzare. Su quello che continua ad essere il teatro di una “guerra guerreggiata” ormai cronica, accanto agli Stati Uniti troviamo regolarmente l’Inghilterra. Che non è nell’Euro con la sua sterlina ma è nell’Unione Europea per tutto il resto. Che è “Unione Europea, per esempio, quando si tratta di difendere gli interessi dei suoi allevatori –con la marea delle “mucche pazze” che hanno invaso l’Europa, con le sue stramaledette farine animali vendute per anni, col placet comunitario, a tutto il Vecchio Continente e a mezzo mondo, e quando si tratta di percepire fiumi di sussidi per le sue zone “povere” (e ne ha tante). Ma che evidentemente non è Europa e fa quello che vuole- o meglio, quello che vogliono gli Stati Uniti- quando si tratta dell’Irak, quando si tratta della Palestina e del Medio Oriente. In materia di politica estera. Insomma, l’Inghilterra si pone “fuori” dell’Unione Europea e fa la politica estera di Washington. La segue fedelmente; obbedisce pedissequamente. Domanda, tante domande: con chi sta la Gran Bretagna? Perché non sta mai con l’Europa e si schiera regolarmente con gli Stati Uniti?

E ancora: non ci sono Trattati europei solennemente firmati che obbligano gli Stati contraenti a “stare insieme”; a coordinarsi e ad esprimersi nello stesso modo quando si tratta di problemi importanti? Essere in disaccordo l’uno contro gli altri, è capitato a tutti gli Stati europei ma nessuno Stato europeo ha una “politica estera” tutta sua d’intesa con un’altra Potenza che poi è in conflitto con l’Unione Europea su tanti e concreti ed enormi interessi economici, commerciali e finanziari.

E perché questo comportamento, tanto grave quanto anomalo –davvero un “unicum” nella storia delle alleanza e delle “unioni” internazionali- non viene censurato o contestato a Bruxelles? Nessuno ne parla. Nessuno ne scrive. Ma noi lo assumiamo come argomento di rilievo: bisogna mettere l’Inghilterra fuori dalla UE!



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