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    Predefinito Notizie dal marcio regno di Francia : le gioie della scuola

    Vi do' un po' di notizie dalla povera Francia. Non che la Francia cainita meriti la minima compassione, e come sempre, prendetele come un'istantaneo dell'Italia tra 20-25 anni al massimo.

    Questi ultimi tempi, la delinquenza allogena esplode anche all'interno delle scuole e dei licei. Questo è dovuto al fatto che la "Génération Mitterand", quei allgeni nati e cresciuti nel socialismo integrale, arriva a maturità delinquenziale, carica di odio senza limiti verso i bianchi. Hanno 13, 14, 15, 20 anni, e niente li ferma piu'.

    Il mese scorso, una magrebina di 16 anni ha pugnalo molto seriamente un professore durante la lezione. Due mesi fà una banda ha fatto irruzione in aula aprendo il fuoco su un nero (sicuramente per loschi trafici) con una pistola anti somossa che spara pallotole di gomma. Il negretto se la passa con uno zigomo fratturato, mentre gli altri proiettili provocano impatti incredibili sulle mura e il soffitto. Al liceo Bergson di Parigi sono stati scambiati colpi di arma da fuoco vera, mentre spesso vi fanno frequentissimi blizt delle bande di 30, 40 delinquenti per rappresaglie o traffici varii, poi scompaiono nel nulla. Da quel liceo è incomminciata la moda delle aggressioni all'acido (!), e la piu recente moda dei blitz "in forza" sta riscontrando ammirevole successo altrove.
    Sempre piu frequenti le degradazioni di "fine settimana", che vanno dal saccheggio all'incendio. Ed è sempre piu precoce la violenza : a dicembre scorso, una povera di maestra, durante la ricreazione è stata spinta a terra, e presa a pugni e calci in faccia da una banda di alunni di... 8 anni... Sempre in un quartiere sensibile. La maestra è poi stata minacciata ed insultata dai genitori di certi alunni, non contenti per la punizione inflitta alla dolce progenitura.

    I professori sono giunti al punto di chiedere detettori di metallo (dopo aver deriso l'america "reazionaria e liberticida" per decenni), cancelli di "alta sicurezza", e che l'ordine sia fatto rispettare dalla polizia stessa.
    Ma perche ? non ricordano le radiose giornate di maggio 2002, quando mano nella mano, sfilavano con gli alunni esottici a fare "fronte repubblicano" contro la "minaccia fascita e xenofoba"... Sembravano cosi felici, insieme...

    Lo Stato dice che si deve far di tutto per fare che la scuola torni "un santuario repubblicano". La sinistra cerca sempre di minimizzare (smentendo i suoi ultimi fedeli, questi cessi di insegnanti rossi) urlando allo "Stato poliziesco" che reprime ma non fa niente per risolvere le fonti di questo disaggio : "la precarità e l'esclusione sociale".

    Ecco dunque a voi una gustosissima "agenzia" su una scuola media in sciopero. Una prelibatezza da apprezzare in "intenditore". Bon appétit.

    ************************************************** **
    NIMES (NdDam : l'antica Nemausus) 5 febraio (AFP) -
    " A che serve il bonus di ZEP, se bisogna vivere in queste condizioni"(NdDam : Zona di Educazione Prioritaria, per le quali lo Stato da' molti soldi, dove i professori vengono pagati di piu', gli stabilimenti hanno piu' budget, piu infrastrutture, agevolazioni amministrative per l'istituto e per il personnale. Come avrete capito queste zone sono solo quelle dove si concentrano gli afromagrebini... Si chiama ufficialmente "discriminazione positiva") . Alla scuola media Diderot, isolata tra le grandi torri della "cité sensible" (NdDam : eccolà puntuale) del "Valdegour", a Nimes, i professori logorati da una violenza quotidiana insopportabile, hanno deciso di alzare bandiera bianca, interrompendo le lezioni.

    "Siamo veramente in pericolo, morale quanto fisico. Prima i giovani se la prendevano coll'istituzione, ora si attaccano al personnale", dice all'AFP un sessantenne, decano dei circa quaranta insegnanti, nessuno dei quali vuole dire il nome, per paura delle "rappresaglie".
    L'incidente "di troppo" s'è prodotto il 24 gennaio in questa scuola media di 450 alunni, classificata in ZEP, dove l' 80% dei professori è stato rinnovato in due anni. Un ex alunno di terza media, 14 anni, escluso definitivamente della scuola dopo aver piu' volte insultato i professori e perturbato le lezioni, ha fatto irruzione in classe spargendoci del gas lacrimogeno (NdDam : abbastanza frequente, anche questo) , prima di essere fermato dalla polizia. Lo stesso giorno, la consigliere principale di educazione (NdDam : la personna che prende le misure disciplinari) , che aveva avuto per solo torto di essere stata vista parlando con la polizia, è minacciata di morte da piu' alunni. Decine e decine d'alunni, il viso nascosto da capucci e foulards l'aspettano all'uscita, sassi in mano per intimidirla. "Sono andato dritta alla mia macchina, lo sguardo fisso, talmente avevo paura", ricorda questa piccola donna, ancora sotto shock. (NdDam : un servizio in tivu' parla anche di professoresse donne costrette ad uscire scortate dai colleghi maschi per colpa delle bande che le aspettavano)

    "piccoli boss"

    Col morale sotto ai tacchi, i professori han deciso, da giovedi, di fare valere il loro "droit de retrait", previsto dal codice del lavoro in caso di pericolo. "E un caso di salute pubblica. Tutto questo stress accumulato finisce con depressioni o problemi cardiovascolari", dice un professore di storia e geografia gia minacciato con un coltello.
    "Il peggio è che i giovani che vorrebbero lavorare vengono aggrediti. Certi fanno i loro compiti, a casa, ma i piccoli boss li impediscono di darli ai professori".(NdDam : notate : per gli alunni che vogliono fare i compiti, si usa il condizionale. Sono una minoranza. CERTI alunni fanno ANCHE i compiti. Azz')

    Costruito in 1973, in mezzo alla "cité", la scuola media si voleva all'epoca un luogo conviviale nel quartiere. Ma, di seguito alle tensioni sociali ((NdDam : Ecco i responsabili. Le tensioni sociali. L'urbanismo. certamente.) , la sua posizione è oggi un handicap.

    Ai piedi delle torri, il cortile della scuola è il frequente bersaglio delle sassaiole anonime, ennesimo ingrediente di una violenza ordinaria, che va dai vetri rotti agli incendi provocati (NdDam : in tivu' facevano vedere come, DURANTE LE LEZIONI, con gli alunni in classe nei prefabricati, delinquenti erano riusciti a fare entrare una macchina nel cortile, e, posizionata accanto alle aule, ad incendiarla !!! Le finestre sono prottete da griglie. Come le vetrate della mia chiesa, d'altronde) . Per placare le acque, il consiglio generale (NdDam : la direzione della "provincia") ha proposto un nuovo sistema di ingresso della scuola, mentre l'ispezione academica ha promesso un "sorvegliante" supplementare (NdDam : 1. UNO. e chi è ? Steven Seagal ? Bruce Lee ? hahahah).

    "I giovani devono tornare a scuola, senno' si ritrovano abandonati a loro stessi e alla "cité"", spiega il direttore Jacques Mejean, rammaricandosi per il fatto che i genitori, dei quali molti non parlano francese(NdDam : A Nemausus, parleranno tutti latino, eh ? maledetti romani...), non si implichino nella vita scolare.
    La sua chiamata è stata accolta da questi ultimi che hanno lanciato una petizione a sostegno dei professori e reclamando la ripresa delle lezioni (NdDam : Eh si, che rottura aver i figli in casa, vero ?).


    pz/soh/ds

    AFP 050824 FEV 03

  2. #2
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    caro Damiano, i tuoi post sono sempre così incoraggianti...
    Non è una critica, tutt'altro, è che le cose stanno purtroppo come le descrivi.

    Rinnovo il mio invito a non usare il termine "bianco" in quanto superfluo, parzializzante e caricato negativamente dal Sistema.

    Mi spiego nuovamente. Superfluo perchè i francesi sono i francesi, con le loro caratteristiche etniche ben riconoscibili (homo s. europaeus, sottorazze alpina -prevalente - nordica, dinarica e mediterranea), per cui diciamo che certe ragazze hanno "il nasino alla francese", per esempio. Gli allogeni non-europei non sono francesi, hanno solo cittadinanza francese. Distinguere nettamente tra cittadinanza (affare burocratico) ed appartenenza etnico-nazionale. Già Maurras definiva "meteci" gli stranieri, riferendosi allora a italiani e polacchi. Senza andare tanto per il sottile, si deve tracciare una linea netta tra francesi ED EUROPEI FRANCESIZZATI (portoghesi, italiani, polacchi...) da un lato, ed ALLOGENI extraeuropei dall'altro.
    Insomma, è superfluo dire che un francese è "bianco", perchè queste sono le sue caratteristiche etniche visibili nel fenotipo.
    Ed è un termine parzializzante, perchè riduce a PARTE il TUTTO. Tutti i francesi sono bianchi, non è necessario rimarcarlo. Un francese deve dirsi "francese" e basta.
    Ed infine è un termine caricato negativamente dalla propaganda del Sistema, che insiste nell'anticolonialismo e nell'antirazzimo, facendo supporre che gli europei sono dei popoli che portano congenitamente il "male" della dominazione/sterminio/discriminazione verso altri popoli.

    Quindi a mio parere non è bene autodefinirsi in termini razziali. Si è francesi, inglesi, olandesi e basta. Sono gli allogeni extraeropei che possono essere caratterizzati in questo modo.
    Mentre essere francesi comporta ipso facto la colorazione chiara della pelle ed i caratteri tipici degli europoidi, essere "cittadini francesi" comporta oggi (putroppo) la possibilità di avere altre caratteristiche antropologiche estranee al popolo francese. Un negro a Parigi è anzitutto un "negro", un "africano", o un Bamikele, POI potrà essere anche definito "cittadino francese". Non permettiamo che si stabilizzino confusioni di ordine semantico.

    Occorre discutere dettagliatamente quali strategie semantiche adottare, per non consentire al Sistema di colpire più duramente di quanto già oggi sta facendo.

    saluti

  3. #3
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    Lo so', Felix, ne abbiamo gia parlato.
    D'altronde, come avrai notato, nel forum principale non uso riferimenti razziali quando posso usare termini "nazionali".
    Parlo di francesi, tedeschi, italiani opponendoli agli "allogeni", visto che "le razze" fanno paura ai buonisti, o che il pubblico laggiu' e fermo nella concezione piu' "costituzionalesca XIXesimo" della nazione. Poi come dici, nel contesto del forum principale, usando le terminologie "nazionali", si favorizza la nozione che l'allogeno semmai non fa' che usurpare la cittadinanza.

    Qui, pero', in D Rad, secondo il contesto, penso sia anche giusto chiamare un gatto un gatto, perche di questo qui si tratta : gli allogeni non odiano i francesi in quanto francesi ma in quanto gruppo etnico diverso, debole, da rimpiazzare.
    Odiano i francesi come odiano tutti gli altri popoli bianchi. Loro non fanno differenza.
    E quando li vedo, per la strada, in gruppi misti di neri e arabi in streetwear, non vedo "il tunisino", "il bambarah" ma vedo il "non-me", "l'anti-me elementare", in quanto sono E vogliono il contrario "piu' antitetico possibile" al destino che noi ci auguriamo, noi che abbiamo ancora un po' di coscienza etnica.

  4. #4
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    Originally posted by damiano
    Lo so', Felix, ne abbiamo gia parlato.
    D'altronde, come avrai notato, nel forum principale non uso riferimenti razziali quando posso usare termini "nazionali".
    Parlo di francesi, tedeschi, italiani opponendoli agli "allogeni", visto che "le razze" fanno paura ai buonisti, o che il pubblico laggiu' e fermo nella concezione piu' "costituzionalesca XIXesimo" della nazione. Poi come dici, nel contesto del forum principale, usando le terminologie "nazionali", si favorizza la nozione che l'allogeno semmai non fa' che usurpare la cittadinanza.

    Qui, pero', in D Rad, secondo il contesto, penso sia anche giusto chiamare un gatto un gatto, perche di questo qui si tratta : gli allogeni non odiano i francesi in quanto francesi ma in quanto gruppo etnico diverso, debole, da rimpiazzare.
    Odiano i francesi come odiano tutti gli altri popoli bianchi. Loro non fanno differenza.
    E quando li vedo, per la strada, in gruppi misti di neri e arabi in streetwear, non vedo "il tunisino", "il bambarah" ma vedo il "non-me", "l'anti-me elementare", in quanto sono E vogliono il contrario "piu' antitetico possibile" al destino che noi ci auguriamo, noi che abbiamo ancora un po' di coscienza etnica.

    Sono convinto che se si parla di razze , bisogna avare le idee corrette per non andare a finire nè ai campi di sterminio da una parte , nè alla confusione buonista dall'altra che rinnega l'identita di un popolo e mette ai voti della piazza i valori fondamentali .
    Tra le sciagure dell'ugualitarismo e del democraticismo della cultura dell'umanesimo ,e non cristiana, bisogna annoverare
    anche la confusione delle lingue e delle razze .
    Io poi distinguerei tra odio contro il complotto economico giudaico massonico di stampo protestante e l'antisemistismo oppure l'odio razziale , che sono due cose ben distinte e separate . Si puo combattere il complotto con la guerra ma non
    l'etnia di un popolo .

  5. #5
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    Ciao Dam.
    Cosa pensi del film "essere o avere" (etre o avoir) di Nicolas Philibert?
    Tra poco uscirà nelle sale italiane.
    Alcuni compagni lo definiscono un film di "destra" basato sul vetero autoritarismo.
    Che ne dici?
    A presto
    Bellarmino

  6. #6
    Simply...cat!
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    Negli USA ormai chi non può permettersi le scuole private e si trova in una zona a forte maggioranza non europea,preferisce far studiare i figli a casa.Fate un po' voi.

  7. #7
    P.N.F.
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    I francesi hanno proprio un piede nella fossa....

  8. #8
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    Originally posted by Bellarmino
    Ciao Dam.
    Cosa pensi del film "essere o avere" (etre o avoir) di Nicolas Philibert?
    Tra poco uscirà nelle sale italiane.
    Alcuni compagni lo definiscono un film di "destra" basato sul vetero autoritarismo.
    Che ne dici?
    A presto
    Bellarmino
    Boh ? mai sentito nominare.
    Se fosse un film di "destra", suppongo che mai avrebbe potuto essere prodotto, e tra l'altro, ho tagliato il cinema dei miei campi di interesse anni e anni fa'.

    Do' un'occhiata a due o tre critiche, e dovrei poter intuirne la sostanza vera.

  9. #9
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    Ok, Eminenza.
    Sono andato a cercare in rete "Etre et avoir", di Philibert.

    E un semplice -molto bello, a quanto pare- film documentario girato in una scuola di montagna, a classe unica, con un prof. vero e (pochi) alunni veri.

    Posso pero' capire perche le zecche e i sinistri-lib-lab (nelle poche critiche negative che ho letto) non lo amano.

    Per i communistoidi, la vista di una classe di bambini tutti francesi, senza conflitti sociali, senza problemi, dove tutti lavorano, rispettano "con gioia" rimanda loro in faccia un'immagine maledetta : quella dove il conflitto non c'è, quella dell'unità, della coesione, dell'organicità, del rispetto, ma non intellettualizzati, solo vissuti normalmente, istintivamente, autenticamente, perche "è cosi"...
    Cioe di un modello di società ferma al pre-communismo dove *senza le loro menzogne*, tutto funziona.

    Mostrare roba simile è dunque rendersi colpevole di anti progressismo, perche si sà bene, in fondo, che la gente potrebbe tornare a desidarare questo modelo anziche un paradiso di "missità" e di multiculturalismo come le medie Diderot.

    D'altronde le zecche facevano di questa cazzata di amelie poulain un film "pericoloso", "pétainnista", "reazionario" perche non vi erano ne immigrati ne copie omosessuali. Autentico.


    Poi, sai, è inevitabile che tra un maestro che segue i stessi pochi alunni dai 5 ai 12 anni, in un piccolo villaggio, vi siano legami e sentimenti, istanti di sincerità, emozioni genuine e tenerezza vera insopportabili per il communista, sempre in cerca di conflitto (perche come sappiamo tutti, spesso il communista sincero soffre : è depressivo, triste, frustrato, pero' non vuole guarire ne cercare l'autocritica o la salvezza nel comportamento morale. Si estremizza nell'odio di se', degli altri, e del bello/bene che non riesce a creare e a suscitare ).

    Ichthys, incollami la locandina di "psicopatologia del communismo" !

  10. #10
    Paul Atreides
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    Le ''cronache francesi'' di Damiano vanno lette con attenzione estrema. E proprio in virtù dell'enorme disagio che provocano

    Non è da tutti poter leggere, senza i filtri dell'informazione ma dalla viva voce di un testimone, quel che potrebbe essere lo scenario prossimo venturo anche nostro

    E ovviamente i miei più affettuosi saluti a Damiano e tutta la mia solidarietà a chi come lui, quotidianamente, è costretto a convivere con questo schifo IMPOSTO

 

 
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