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  1. #11
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    Caro Felix,

    tu pretendi che i forumisti si mettano a studiare diritto costituzionale per risponderti.
    Siccome non lo faranno, quasi tutti danno risposte banali.
    Non so se la costituzione americana fu votata dal popolo, e anche se lo fu il suffragio non era di certo universale. Le donne, gli indiani, gli schiavi non potevano lavorare. Chi sostiene che la Costituzione della Repubblica Sociale non è tale perchè non è stata votata, quindi, sbaglia.
    Leggendo l'art. 3 si vede quanto sia piccola la differenza tra comunismo e fascismo: non capisco perchè state tanto a litigare e a combattervi. L'unica differenza tra un comunista e un fascista è che uno è fiero di essere italiano e l'altro no.
    Nella repubblica sociale il fascismo diventa un vero e proprio Nazionalsocialismo: scompaiono le corporazioni, si parla di autogestione delle fabbriche da parte degli operai, o di partecipazione degli stessi nei consigli di amministrazione.
    A sinistra si tappano gli occhi e le orecchie: non sopportano di essere in fondo dei fascisti senza patria.

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  2. #12
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    Premesso che la repubblica sociale per me non era una repubblica (io ho un altro concetto di repubblica), ma un governo dittatoriale fantoccio messo su nella parte di territorio italiano sotto occupazione nazista dagli stessi nazisti. Quanto ai riferimenti ai lavoratori(vedi manifesto postato sopra) la ritengo una cosa ridicola il fascismo allora (e ancor oggi) è stato il referente politico del capitale. Mi risulta che i rappresentanti dei lavoratori se non erano in carcere, quanto meno erano al confino per non parlare di quelli che sparivano nel nulla.

  3. #13
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    Originally posted by w il '68
    Premesso che la repubblica sociale per me non era una repubblica (io ho un altro concetto di repubblica), ma un governo dittatoriale fantoccio messo su nella parte di territorio italiano sotto occupazione nazista dagli stessi nazisti. Quanto ai riferimenti ai lavoratori(vedi manifesto postato sopra) la ritengo una cosa ridicola il fascismo allora (e ancor oggi) è stato il referente politico del capitale. Mi risulta che i rappresentanti dei lavoratori se non erano in carcere, quanto meno erano al confino per non parlare di quelli che sparivano nel nulla.
    Ti risulta male. Durante il fascismo i rappresentanti dei lavoratori non esistevano. Non c'erano consigli di fabbrica, non c'erano elezioni dei rappresentanti dei lavoratori. Che poi si fosse in una dittatura e gli oppositori del regime venissero imprigionati non c'è dubbio.
    Altra cosa è però la Repubblica di Salò. Se vai a cercare i documenti programmatici troverai delle rivoluzionarie innovazioni sul piano sociale: si arriva fino all'autogestione.
    Tutto questo viene da voi sepolto e liquidato come un bluff. La verità è che Mussolini era in fondo come voi. Un socialista. Nazionalista e socialista.

  4. #14
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    Originally posted by GionataPacor


    Ti risulta male. Durante il fascismo i rappresentanti dei lavoratori non esistevano. Non c'erano consigli di fabbrica, non c'erano elezioni dei rappresentanti dei lavoratori. .



    Questo non è proprio esatto. I rappresentanti dei lavoratori erano riuniti in sindacati nazionali (unici per ogni categoria) così come i rappresentanti dei datori di lavoro. I sindacati di ciascuna categoria erano poi posti sotto il controllo di uffici dello Stato (Corporazioni) che cercavano la mediazione, specie in ambito contrattuale. La contrattazione collettiva è infatti "invenzione" del Fascismo (ma nessuno lo dice) ed era promossa e guidata dalla corporazione di categoria che rappresentava gli indirizzi del Governo.

  5. #15
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    Vassilj...
    io non sono uno storico. E al liceo quando si studia il fascismo si parla di
    1) Camicie nere
    2) Omicidio Matteotti
    3) Leggi razziali
    4) Alleanza con la Germania
    5) 2a guerra mondiale.
    Ora mi dici che in sostanza le corporazioni non sono niente di più niente di meno della Concertazione.
    Io sempre saputo che le Corporazioni decidevano e stabilivano, e non mediavano.
    È frutto della disinformazione con cui la sinistra cerca di differenziarsi dal fascismo?

  6. #16
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    Originally posted by GionataPacor
    Vassilj...
    io non sono uno storico. E al liceo quando si studia il fascismo si parla di
    1) Camicie nere
    2) Omicidio Matteotti
    3) Leggi razziali
    4) Alleanza con la Germania
    5) 2a guerra mondiale.
    Ora mi dici che in sostanza le corporazioni non sono niente di più niente di meno della Concertazione.
    Io sempre saputo che le Corporazioni decidevano e stabilivano, e non mediavano.
    È frutto della disinformazione con cui la sinistra cerca di differenziarsi dal fascismo?





    Neanche io sono uno storico, però per farmi una idea sono andato a leggere una cosa fondamentale: le Leggi....ti cito la Carta del Lavoro..


    L'articolo IV " Nel contratto collettivo di lavoro trova la sua espressione concreta la solidarietà fra i vari fattori della produzione, mediante la conciliazione degli opposti interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori e la loro subordinazione agli interessi superiori della produzione"

    L'articolo VI "Le associazioni professionali legalmente riconosciute, assicurano la uguaglianza giuridica tra i datori di lavoro e i lavoratori, mantengono la disciplina della produzione e del lavoro e ne promuovono il perfezionamento. Le Corporazioni costituiscono l'organizzazione unitaria della produzione e ne rappresentano integralmente gli interessi.
    In virtù di questa integrale rappresentanza, essendo gli interessi della produzione interessi nazionali, le Corporazioni sono dalla legge riconosciute come organi di Stato. Quali rappresentanti degli interessi unitari della produzione, le Corporazioni possono dettar norme obbligatorie sulla disciplina dei rapporti di lavoro ed anche sul coordinamento della produzione tutte le volte che ne abbiano avuti i necessari poteri dalle associazioni collegate."

    L'articolo III " L'organizzazione professionale o sindacale è libera. Ma solo il sindacato legalmente riconosciuto e sottoposto al controllo dello Stato ha il diritto di rappresentare legalmente tutta la categoria di datori di lavoro o di lavoratori per cui è costituito, di tutelarne, di fronte allo Stato o alle atre associazioni professionali, gli interessi; di stipulare contratti collettivi di lavoro obbligatori per tutti gli appartenenti alla categoria, di imporre loro contributi e di esercitare rispetto ad esso funzioni delegate di interesse pubblico"


    Ora queste sono leggi dello Stato (se vuoi ti indico anche i singoli decreti di attuazione). Si può dire quello che si vuole, ma sono dati oggettivi e incontrovertibili.
    Nessuno nega le responsabilità storiche del fascismo, ma il "male" non sta tutto da una parte, sarebbe troppo comodo. E qui, come vedi, carta canta .


  7. #17
    fantasia al potere
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    le carte di intenti possono avere un valore, ma poi è la realtà quello che conta ed il fascismo tra lavoratori e capitale scelse il modo inequivocabile, credo sia superfluo dire a favore di chi!

  8. #18
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    Originally posted by w il '68
    le carte di intenti possono avere un valore, ma poi è la realtà quello che conta ed il fascismo tra lavoratori e capitale scelse il modo inequivocabile, credo sia superfluo dire a favore di chi!



    Questo semplicemente perchè non si poneva come obbiettivo l'abbattimento della classe borghese?
    Si tentò un modello che dando più considerazione sociale ai lavoratori rispetto a prima ne migliorasse la condizione, evitando esperimenti di tipo sovietico che sappiamo come sono finiti.
    Certa è una cosa: con il fascismo il lavoratore migliorò la propria condizione economica e sociale rispetto a prima.

  9. #19
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    Originally posted by Vassilij





    Semplicemente non sono in grado di farlo.
    Le due Costituzioni sono espressione delle uniche due concezioni politiche mai esistite: quella tradizionale, comunitaria, che individua il bene di ciascuno realizzabile solo subordinando il singolo alla comunità; quella moderna, post-1789 che basa tutto sul singolo e sui suoi "diritti fondamentali" ora rintracciati nella natura, ora nella ragione etc etc.
    La prima costituzione (rsi) è dunque il tentativo di codificare la "costituzione materiale" del Paese, ossia di riprendere i valori naturalmente presenti e fissarli per legge. In sè non è una operazione logica, perchè la costituzione è per definizione "modernità" e dunque si utilizza uno strumento moderno per fare una politica tradizionale (basata in genere sulla consuetudine, non sulla legge).
    La seconda è il tentativo (oggi possiamo dire fallito) di piegare la realtà ad una concezione ideologica. Si fissa la Costituzione, e si modifica la realtà di conseguenza.
    La costituzione del 47 è quanto di più antipopolare e sociale possa esservi, perchè non ha natura descrittiva ma prescrittiva: non descrive e fissa assetti sociali liberamente definitisi nella storia, bensì costruisce e impone ex-novo un modello.

    Come hai visto, tutti si sono buttati nel dire che quella della Rsi "non è una costituzione". Non sapevi che quando il dito indica la luna l'idiota guarda il dito?
    concordo punto per punto, ed era proprio ciò che avevo in mente. La costituzione del '43 avrà pure avuto grandi difetti, tra cui l'essere espressione di uno stato con indipendenza precaria e scarsamente rappresentativo in termini demoliberali, ma ha il grande pregio di fare riferimento non a una generica "repubblica fondata sul lavoro" (formula che andrebbe bene per qualsiasi stato) ma bensì all'Italia, alla sua storia e configurazione particolare in termini etnici, culturali, spirituali. È la costituzione materiale del paese, riflessa nel dettato costituzionale, come dovrebbe essere.

    Non occorre essere esperti di diritto costituzionale, ma semplicemente uomini informati che pensano, ragionano e "sentono", per riconoscere la superiorità di un enunciato che esprima la specificità nazionale, rispetto ad uno affatto generico, "buono" per tutte le genti e tutte le latitudini (cioè inutile).

  10. #20
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    Prima si parla a vanvera senza sapere che cos'è una Nazione, che cosa uno Stato e che cosa una Costituzione. Poi si passa a paragonare il fascismo con il comunismo, quello che l'uno ha fatto di male ed anche quello che, secondo il forumista di turno, è stato invece positivo. Poi qualcuno dice che i "sinistri" guardano il dito quando si indica la luna, il che è una cosa disdicevole... Per i "destri" infatti, che vogliono a tutti i costi lustrare gli alamari allo stato-fantoccio creato da Mussolini, il fatto che venga negata la validità della "costituzione" del 1943 o 1944 che sia indica l'inferiorità politica degli avversari.

    Ma se quella occupazione territoriale transitoria non corrispondeva a una nazione e non era nemmeno uno stato vero e proprio, ma era configurabile soltanto come un regime di guerra (peraltro immorale e incivile), cosa può valere una "costituzione" scritta sulla carta e mai entrata effettivamente in vigore? Per esercizio potrei scriverne dieci al mese, poi ve le regalo, chiedendovi di farle passare alla storia!

    C'è da rimanere veramente allibiti per come si affrontano certi argomenti in questo forum!

 

 
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