Ogni giorno in viaggio oltre un milione di lavoratori: «Poche corse, mezzi sovraffollati, ritardi»


I problemi dei pendolari? Sempre gli stessi. Treni "corti" e freddi da Colleferro, Valmontone e Zagarolo. E’ sufficiente che manchi una sola carrozza, e il viaggio diventa un’agonia. Ma non solo. Giorgio Pacetti, presidente della Consulta dei pendolari del Lazio, ruggisce: «Siamo stufi di dover ripetere sempre le stesse cose. Sono 30 anni che denuncio la mancanza di pulizia dei treni, di informazioni precise sulle corse e gli orari, il sovraffollamento delle carrozze e dei pullman nelle ore di punta. Ci sono ancora le barriere architettoniche e i treni non bastano». Gravissima, secondo i viaggiatori, è anche la chiusura delle stazioni e delle biglietterie, che lasciano gli scali alla mercé dei vandali e il pendolare senza punti di riferimento in caso di soppressione di una corsa.
Quirino Ferraioli, dell'associazione dei consumatori Robin Hood di Anzio, che difende i diritti dei pendolari della linea Fm8 Roma-Nettuno, denuncia: «Migliorie sono state fatte, ad esempio nelle pulizie dei treni. Ma restano i problemi di ritardo a causa di una infrastruttura obsoleta: i treni viaggiano sovraccarichi e ci sono spesso guasti agli impianti delle luci e alle porte».
Luigi Manna, responsabile dei pendolari di Fiumicino, aggiunge: «E’ incredibile, ma a volte le corse vengono soppresse e nessuno dice nulla. Nel collegamento con gli autobus Fiumicino paese-aeroporto l’orario spesso non rispetta le esigenze dei pendolari. Vorremmo più corse per studenti e impiegati». C’è poi chi sostiene che il biglietto integrato ferrovia-bus «sia integrato solo nel prezzo».
Sono 1.200.250 i pendolari che ogni giorno arrivano nella Capitale per lavorare e se ne rivanno. E 300 mila i romani che in tre anni ganno lasciato la Capitale e si sono trasferiti nell’hiterland. Una marea di persone che si riversa su pullman, treni e bus. In soli otto anni, dal 1993 al 2001, secondo i dati di Cotral e Trenitalia, la domanda ferroviaria nel Lazio è aumentata dell'80%, passando da una media giornaliera feriale di 144.700 viaggiatori a 257.500 unità. Le variazioni positive più evidenti lungo le sette direttrici ferroviarie principali (che collegano Roma con Fara Sabina-Orte, Tivoli, Viterbo, i Castelli, Civitavecchia, Formia, Nettuno e Cassino) sono state registrate nel 2000. I pendolari della Roma-Viterbo sono aumentati del 189%, salendo a una media giornaliera feriale di 30.000 nel 2000 e 42.000 nel 2001, facendo conquistare il secondo posto a questa direttrice. Il primo spetta alla Roma-Fara Sabina-Orte con circa 70.000 viaggiatori giornalieri registrati nel 2001.
Un dato in controtendenza riguarda le tratte ferroviarie che portano ai Castelli (Albano, Frascati e Velletri): nel 2001, rispetto all'anno precedente, hanno subito una diminuzione giornaliera del 3%. Contrariamente a tutte le altre direttrici che nello stesso periodo hanno raccolto più pendolari, con variazioni positive da un minimo dell'1,7% (Roma-Nettuno) a un massimo del 13,6% (Roma-Formia). Cifre di difficile amministrazione, ma da non sottovalutare.