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Discussione: Già oltre 30 Governi

  1. #1
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    Predefinito Già oltre 30 Governi

    Radicali: La proposta di Pannella sull'Iraq (Le interviste di Radio Radicale)



    Roma, 23 gennaio 2003 - ''Sono in contatto con 30 governi, a Baghdad nascera' una democrazia sotto egida Onu'' - dichiarava Marco Pannella stamani in un'intervista alla Stampa.
    ''Sto organizzando la campagna per l'esilio di Saddam Hussein e l'instaurazione a Baghdad di un governo democratico sotto l'amministrazione fiduciaria dell'Onu che comprenda personalita' e statisti come Rocard, l'economista Amartya Sen e, perche' no, la nostra Emma Bonino che al Cairo sta imparando perfettamente l'arabo''.

    La proposta di Pannella sta raccogliendo autorevoli consensi. Ecco cosa hanno dichiarato ai microfoni di Radio Radicale l'ex ministro degli Esteri, Lamberto Dini, ed il sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver.

    Dini: Buona la soluzione di Pannella - ''Sarebbe una buona soluzione, - spiega l'ex ministro degli Esteri Lamberto Dini - perche' - se Saddam dovesse uscire di scena, anche nel caso dovesse essere rovesciato a seguito di una azione militare - dovra' esserci una amministrazione civile che non può essere che delle Nazioni Unite''. ''Le Nazioni Unite - continua il senatore della Margherita - rimangono il punto focale di questa situazione. E sara' attraverso le Nazioni Unite che dovrà essere gestito quello che verra' dopo l'eventuale azione militare''.

    Boniver: Lavorare per rendere concreto l'auspicio di Pannella - ''Magari! Magari l'auspicio di Pannella potesse prendere corpo...'' - aggiunge la sottosegretaria agli esteri Margherita Boniver. ''Sappiamo - osserva la sottosegretaria - che in queste ore c'e' una frenetica attivita' diplomatica per trovare una soluzione ottimale. Non dobbiamo dimentare infatti che l'obiettivo di questa attivita' diplomatica e' quello di togliere di mezzo la minaccia costituita quotidianamente dalla presenza di un satrapo come Saddam Hussein, che possiede armi di sterminio di massa, che le ha gia' utilizzate, che si e' macchiato dei crimini piu' orrendi. Se questo e' il quadro, mi sembra chiaro che bisogna esplorare tutte le strade possibili per toglierlo di mezzo''.
    ''L'amministrazione Onu proposta da Pannella - continua Boniver - ha funzionato in passato, e varrebbe la pena di poter lavorare perche' questo sogno si avveri''. ''So - conclude la sottosegretaria agli Esteri - che il ministro degli Esteri italiano e' impegnato su questa strada, per trovare una soluzione a questo rebus''.

    l'obiettivo: "IRAQ LIBERO", "LIBERTA', DIRITTO, DIRITTI, DEMOCRAZIA PER LE DONNE E GLI UOMINI IRAKENI!".

    Questo l’elenco dei paesi da cui sono giunte le prime adesioni all'appello di Pannella:
    Albania, Angola, Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Croazia, Francia, Guinea Francese, Georgia, Israele, Italia, Olanda, Paraguay, Polonia, Romania, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Turchia, UK, Ungheria, USA, Vaticano, Vietnam, Yugoslavia

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    come il prezzemolo
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  3. #3
    Asteroids
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    Saddam preferisce morire da eroe piuttosto che vivere come coglione. Quindi l'iniziativa di Pannella è del tutto inutile. WAR

  4. #4
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    Predefinito Chi vivrà vedrà

    Originally posted by Asteroids
    Saddam preferisce morire da eroe piuttosto che vivere come coglione. Quindi l'iniziativa di Pannella è del tutto inutile. WAR
    Sai quante volte i Radicali Italiani si sono visti rispondere così come te. SEMPRE!!! E sempre ci sono riusciti. Per ultimi il tribunale e l'imputato Milosevic, i plenum del Parlamento, della Consulta, del CSM e le donne nel parlamento Afgano....utopie Radicali fatte verità.

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  5. #5
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    Predefinito La Bonino a tambur battente :-)

    IRAQ: BONINO ACCETTEREBBE POSTO IN GOVERNO DEMOCRATICO
    Da un lancio dell'agenzia Ansa delle ore 15.50


    IRAQ: BONINO ACCETTEREBBE POSTO IN GOVERNO DEMOCRATICO

    IL CAIRO, 27 GEN - Emma Bonino non avrebbe difficolta' ad accettare incarichi in un eventuale governo democratico per l' Iraq, dopo la caduta di Saddam Hussein. Lo ha detto all' Ansa, interpellata al Cairo sulla proposta formulata nei giorni scorsi da Marco Pannella, che ha annunciato l' iniziativa 'Iraq libero e democratico. Saddam must go'.

    ''A noi sembra lampante - osserva Bonino - che molta gente e' in imbarazzo, e non sa decidere schiacciata tra l' atteggiamento di chi dice 'no alla guerra comunque' e di chi invece appoggia senza condizioni l' intervento militare in Iraq''. Se un' azione militare e' stata ''sacrosanta'' in Kosovo, mentre in Afghanistan ''potevamo addirittura muoverci prima'', per Bonino e' una vera illusione quella di credere che l' intervento in Iraq possa risolvere tutti i problemi.

    ''Magari riusciamo anche a rimuovere Saddam, ma poi rischiamo di lasciare il suo regime in piedi. Noi non vorremmo assolutamente che si ripetesse quanto accadde nel '91''.La ''terza via, piu' ragionevole'' e' quella di promuovere realmente in Iraq un governo di transizione sotto l' egida dell'Onu, che porti ''democrazia e liberta', magari non limitando questa azione solo a quel paese, ma sperando che sia estesa a tutto il Medio oriente e il mondo arabo''. Peraltro, nota dubbiosa Bonino, la ''community of democracy'' ha difficolta' a muovere passi decisi, ''se poi a Ginevra gli stessi europei democratici votano per la Libia di Gheddafi come presidente della Commissione Onu per i Diritti umani''.

    Qui al Cairo - aggiunge Bonino - mi sto dando da fare per sensibilizzare intellettuali e politici sull' ipotesi di un governo Onu a Baghdad e per farla circolare al massimo. Staremo a vedere - dice - rilevando che il quotidiano internazionale arabo 'Al Hayat' ha gia' pubblicato da New York un ampio reportage sulle opinioni degli americani a proposito della situazione irachena.

    P.S. I Governi che appoggiano la proposta dell'esilio sono arrivati a 44

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  6. #6
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    sarebbe la soluzione migliore.
    ma presuporrebbe un buon senso che zio saddam non ha assolutamente. il potere assoluto nel quale vive gli ha fatto perdere il contatto con la realta`.
    cio` che accade sempre a tutti i dittatori...............

  7. #7
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    Predefinito Un intenditore di ESTERI

    IRAQ LIBERO: ANDREOTTI, PROPOSTA 'INTERESSANTE'



    (RadioRadicale.it, 28Gen - 18:09) -
    Giulio Andreotti

    Andreotti giudica "buona" e "interessante" la proposta di Pannella

    Sulla proposta di Marco Pannella per risolvere la crisi irachena con un'alternativa alla guerra, è stato intervistato oggi da Radio Radicale il senatore a vita Giulio Andreotti, il quale ha ricordato: "Marco ha fatto in passato delle proposte che sembravano paradossali, ma dobbiamo dire che quando ha fatto la campagna sulla fame nel mondo fece conoscere questo problema, e portò a fare delle leggi, buone o cattive che fossero. Riuscì a muovere la opinione pubblica".

    Venendo alla proposta contenuta nello slogan 'Iraq libero', esilio di Saddam e amministrazione Onu dell'Iraq sui principi della Carta delle Nazioni unite, Andreotti ha commentato: "In una fase così oscura, di eccitazione, in cui ogni sera si fa il conto alla rovescia, un modo che mi sembra pericoloso, la proposta Pannella mi sembra interessante".

    "Quando si dice Amministrazione Onu - ha spiegato - si deve ricordare che non è sempre facile. Quella irachena è una realtà molto complessa. Si dice che occorre 'restaurare' la democrazia in Iraq... Ma non c'è democrazia da restaurare, perché una democrazia da quelle parti non l'hanno mai avuta, non come la intendiamo noi. E questo è un problema molto complesso. Quella della Amministrazione straordinaria può essere una strada, anche se va presentata bene; non può essere tradotta nella formula 'non siete capaci di governarvi, e allora deve venire il Commissario del Prefetto'... Questo non funzionerebbe".

    "L'ispirazione della proposta Pannella - ha proseguito il senatore - è certamente buona. In un momento così difficile tutto ciò che si fa per evitare la guerra è benedetto. L'unica difficoltà è - ha avvertito Andreotti - è che non si sa il coefficiente di probabilità che Saddam lasci davvero".

    "Io credo che la cosa importante sia quella di presentare l'esilio non come una sorta di condanna senza pena, ma come una specie di sacrificio fatto per evitare conseguenze disastrose, prima di tutto per il suo paese. Sembra che ci sia una concordia europea per lasciare che l'Onu mantenga il governo di questa vicenda, e dia anche i tempi necessari agli ispettori per proseguire nel loro lavoro. Ma è una notte lunga, e non si vedono le prime luci dell'alba, e anzi si teme un aggravarsi della notte", ha concluso. (RRFP)

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    Predefinito segue...

    IRAQ: CORSERA, PANNELLA LANCIA LA TERZA VIA

    (RadioRadicale.it, 29Gen - 106) - Di seguito riportiamo il testo dell'intervista di Felice Saulino a Marco Pannella sulla proposta di un governo provvisorio in Iraq quale alternativa alla guerra, pubblicata stamani dal Corriere della Sera.
    Pannella lancia la «terza via»: subito un governo provvisorio in Iraq

    «E’ un obiettivo plausibile: Saddam deve scegliere tra la morte e la via di fuga che gli offriamo»

    di Felice Saulino

    ROMA - Un «governo provvisorio» per l’Iraq, un’amministrazione insediata e garantita dall’Onu. E’ l’alternativa alla guerra proposta da Marco Pannella con un appello che fino a questo momento ha trovato «l’adesione pubblica e telematica, attraverso radicalparty.org , in 61 Paesi, con più di tremila firmatari tra cui grandi personalità della cultura e della democrazia». «L’alternativa alla guerra - sostiene il leader radicale - non è la pace, ma la democrazia, la libertà, il diritto e i diritti per il popolo iracheno. Perciò abbiamo chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu che decida subito di porre l’Iraq sotto un regime di amministrazione fiduciaria internazionale, affidando a un uomo di Stato di altissimo livello il compito di predisporre entro un termine di almeno due anni le condizioni di un pieno esercizio dei diritti, come ormai prescrive lo stesso diritto internazionale. Insomma, la democrazia anche per Bagdad. La nostra mobilitazione è partita. Con risultati, adesioni e parole di apprezzamento, in Italia, in Europa e in vari Paesi del mondo. Adesso chiediamo soltanto che i media diano conto di questa nostra mobilitazione, come danno conto delle manifestazioni pacifiste».

    Scusi, Pannella, ma il presupposto della sua terza via è l’esilio di Saddam Hussein. Lei pensa veramente che il dittatore iracheno possa abbandonare volontariamente Bagdad?

    «Lo considero un obiettivo plausibile. Saddam deve scegliere fra la morte, per guerra, per golpe o in un bunker, e la via di fuga protetta che suggeriamo. Ambienti e forze che lavorano in questa direzione sono all’opera e comprendiamo benissimo la saggezza di Andreotti che ritiene utile offrire a Saddam anche l’argomento, buono o buonista che sia, del sacrificarsi per il bene del proprio Paese».

    Quali forze stanno lavorando a questa terza via?

    «A parte noi, sicuramente sauditi, egiziani, giordani e importanti rappresentanti di altri Paesi stanno lavorando da settimane su questo obiettivo. Oggi confluiscono anche potenti e vasti ambienti religiosi e non alludo qui alla Chiesa Cattolica. Che notoriamente si pone solo il problema di guerra e pace e non quello di mettere fine al massacro delle libertà e delle vite degli iracheni».

    Allora a chi allude?

    «A lavorare in questa prospettiva sono la forte area buddista, ambienti protestanti e - con particolare vigore - la chiesa anglicana...»

    E gli islamici?

    «Gli islamici moderati fanno parte della cordata della quale abbiamo già parlato. Vi sono importanti interessamenti di ambienti intellettuali e politici laici e democratici del mondo arabo».

    Ma lei crede nella capacità e nella volontà politica dell’Onu di porre l’obiettivo di un governo democratico in testa alla questione irachena?

    «Sì. Di questo sono certo, perché il potere di ricatto e il ritardo nelle difese dei diritti umani che si è venuto accumulando nei decenni ad opera dei rappresentanti di Paesi non democratici si è venuto sicuramente riducendo. Quindi è giunto il momento di eliminarlo del tutto».

    Lei sostiene che la sua proposta per «l’Iraq libero» mira a un obiettivo opposto a quello americano. Non le sembra esagerato?

    «No. Perché una parte dell’amministrazione Bush, e la maggioranza dei Paesi del Medio Oriente, quasi tutti non democratici, stanno lavorando alla ipotesi di messa a punto di un "regime di Saddam senza Saddam", quale unica alternativa all’offensiva militare. Per gli stessi motivi che indussero Bush padre, nel 1992, a non puntare - come era logico e come auspicammo - su Bagdad e in definitiva a salvare Saddamm, condannando il popolo iracheno alla sua feroce dittatura. Il vero nodo della mia proposta è tutto qui: non ritenere che automaticamente l’esilio di Saddam o qualsiasi soluzione irachena o mediorientale possa essere sufficiente come alternativa alla guerra».

    E a suo parere quale dovrebbe essere l’obiettivo vero?

    «Legalizzare il potere nella società irachena secondo la Carta costitutiva dell’Onu e il diritto internazionale. Ecco perché noi radicali chiamiamo adesso a raccolta i vocianti e i silenti per manifestare in ogni luogo gridando: "Via Saddam", "Iraq libero", "Libertà democrazia diritto diritti". Perché gridare solo "no alla guerra, sì alla pace" ha costituito storicamente il più forte contributo dato al nazismo hitleriano, al fascismo e ai regimi comunisti».

    Comunque adesso la proposta radicale si sta facendo largo anche in Italia. Ci sono una trentina di adesioni di parlamentari .

    «Ringrazio dell’attenzione che tardivamente viene data alla nostra battaglia che è quella che combattiamo con il partito transnazionale da anni, quella per l’organizzazione mondiale della democrazia e delle democrazie. Il Tribunale penale internazionale sembrava un miraggio, ma in meno di 10 anni è sorto ed opera. Anche questa prospettiva è realistica. Aspettiamo che nei palazzi del potere ma anche nelle strade e nelle piazze, dopo più di mezzo secolo di mobilitazioni dovute al prevalere di populismi antidemocratici, ci si mobiliti per la libertà e i diritti».

    Emma Bonino si è già detta disponibile per un incarico in un eventuale governo dell’Onu.

    «Che Emma sia pronta non è nemmeno una sua scelta, ma un suo connotato e, quindi, un dovere. Anche se destra, sinistra, centro ed estreme da cinque anni si sono mobilitate nella speranza di eliminarla. Per il governo democratico a Bagdad, oltre ai grandi statisti democratici viventi, evoco solo un altro nome: quello del Nobel indiano Amartya Sen». (RRRI)

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    IRAQ: PANNELLA SCRIVE AI MEDIA BRITANNICI


    Firma l'appello su radicalparty.org

    Marco Pannella

    Servizi correlati:
    Il dibattito sulla crisi in Iraq al Parlamento Europeo
    L'intervento di Marco Pannella all'Europarlamento


    (RadioRadicale.it, 30Gen - 21:15) - Marco Pannella ha oggi indirizzato una lettera aperta agli organi di stampa e radiotelevisivi britannici: al centro dell'attenzione il comportamento dei parlamentari laburisti del Regno Unito in occasione del voto dell'Europarlamento sulla crisi in Iraq.

    Il testo integrale della lettera:

    Signor Direttore, oggi il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che lo allinea alle attuali posizioni di Francia e Germania, ed a quelle di buona parte del movimento "pacifista" sulla prospettiva dell'intervento militare in Iraq, prospettato come probabilmente necessario da USA e UK e almeno da altri sei Paesi dell'U.E.

    A favore di questa risoluzione hanno votato 289 MP, contro 209, astenuti 26.
    I 25 parlamentari laburisti britannici presenti hanno votato tutti per la posizione franco-tedesca sostenuta dallo schieramento socialista, verde, comunista; come un sol uomo, militaburocraticamente contro quella del governo britannico e del suo premier Blair. Aggiungerei: al solito.

    Mi chiedo, da vecchio giornalista, non è questa una "notizia"? Un "uomo che morde un cane"? Non è "notizia" che, al solito ammucchiati sulla scia del potere del Presidente Prodi e del loro legame d'acciaio di Graham Watson con Francesco Rutelli, leader della coalizione italiana fra ex-comunisti DS, ex-sinistra democristiana, verdi, comunisti ufficiali, pressoché unanimi i liberali britannici abbiano votato anch'essi con siffatta maggioranza? E che i soli eletti britannici che hanno sostenuto la politica "internazionale" del proprio Governo sono gli eletti dell'opposizione conservatrice?

    Sono MPE ininterrottamente dal 1979, con Emma Bonino; allora anche con Leonardo Sciascia. Ora con il Partito Radicale Transnazionale, e altri sei eletti della lista radicale Emma Bonino, ritengo che la sola alternativa a questa guerra sia un "Iraq libero", le dimissioni-esilio di Saddam, e un "governo provvisorio per la conversione democratica e i diritti umani e civili" insediato dall'ONU. Sul sito www.radicalparty.org i suoi collaboratori potranno trovare molta documentazione sulla forza crescente di questa proposta, sostenuta già in oltre 70 paesi e da forti personalità internazionali.

    Grazie dell'attenzione

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    RADICALI: PANNELLA SU «L'UNITA'»

    (RadioRadicale.it, 1Feb - 10:12) - Questa mattina su «L'Unità» compare un articolo-commento, firmato dal direttore Furio Colombo, sulla proposta radicale «Iraq libero»

    L'Iraq, Pannella e il Papa
    di Furio Colombo

    Il mondo sta attraversando un momento pericoloso. L’Italia ne soffre di più perché il primo ministro è Berlusconi, strano capo di Governo che invece di rassicurare i cittadini, si abbandona da giorni, senza spiegare, a ripetere profezie di immani disastri.

    Ma proprio nel Paese più tormentato da una disperante vigilia, ci sono eventi e idee che sembrano mettersi di traverso rispetto alla affannata rincorsa verso la guerra. Uno di questi protagonisti positivi è il Vaticano. Intende compiere - ci hanno fatto sapere - «un drammatico gesto di pace». Una simile dichiarazione, in cui sembrano parlare insieme lo Stato vaticano e il Papa, che è capo di quello Stato ma anche della Chiesa, rompe una tradizione di cauto silenzio che spesso ha preceduto e accompagnato altri tragici eventi della Storia. Accende una speranza.

    Ma è giusto ricordare anche l’appello Pannella-Bonino, che ha già raccolto migliaia di firme. Chiede a Saddam Hussein di lasciare volontariamente l’Iraq come modo per bloccare ogni progetto di invasione e di distruzione di quel Paese. Gli si chiede di farlo in cambio della salvezza della sua gente, non come prigioniero ma come esiliato. L’appello coincide con iniziative di molte personalità del mondo arabo. Ieri, sull’International Herald Tribune, il columnist Thomas Friedman ha scritto, sotto il titolo «Un onesto tentativo per esiliare Saddam», esattamente ciò che chiedono nel loro appello Pannella e Bonino. E lo fa dire a un leader arabo.

    Il suo scritto si conclude con queste parole: «Presidente Bush, sarebbe una parodia se noi tutti, che vogliamo una alternativa alla guerra, non fossimo capaci di fare un tentativo onesto». È ciò che viene proposto in questi giorni, con un ampio sostegno anche europeo, dai due leader radicali. Evidentemente non tutti, anche fra coloro che sono lontani dall’opposizione pacifista alla guerra, stanno correndo a portare alla guerra i materiali infiammabili di affermazioni sempre più irreversibili e sempre più apocalittiche. E invece di darsi da fare per aumentare tensione e allarme, cercano con calma una via di buon senso.
    È bene saperlo.
    (RRGC)

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