Come si fabbrica un bidone giornalistico?
se avrete la pazienza di seguirci, il Barbiere della Sera vi spiega come si costruisce una splendida patacca giornalistica.
Protagonisti del bidone, chissà quanto involontario, il telegiornale Studio Aperto, diretto da Mario Giordano e Il Giornale di Maurizio Belpietro.
Veniamo al dunque. Studio Aperto, nell'edizione di ieri 23 gennaio, ore 18 e 30, racconta e mostra, con immagini riprese da una mini telecamera, che nella cancelleria della quarta sezione del tribunale di Milano ci sono le fotografie degli avvocati Cesare Previti e di Attilio Pacifico, imputati nei processi che, appunto, sta celebrando la quarta sezione presieduta dal giudice Paolo Carfi'.
Parliamo dei processi Imi - Sir e Lodo Mondadori, quelli, per intendersi, di cui Previti e Silvio Berlusconi hanno chiesto il trasferimento a Brescia perché, sostengono, i giudici di Milano non hanno un atteggiamento sereno nei loro confronti.
Accanto alle foto di Previti e Pacifico, raccontano Studio Aperto e Il Giornale, c'è anche un foglio di carta che riporta un brano della Repubblica di Platone.
Per dirla con il cronista del Giornale
celebre invettiva contro i tiranni contenuta nell'ottavo libro della Repubblica"a mano maligna ha avvicinato le facce dei due avvocati alle parole del grande filosofo.
L'accostamento è dunque evidente: Cesare Previti e Attilio Pacifico vengono associati, in un ufficio del tribunale, a una nefasta tirannide. Quale prova più evidente di un manifesto malanimo dell'ambiente giudiziario milanese verso gli imputati?
Il cronista del Giornale, Stefano Zurlo, ci va giu' duro. Parla di
colonna infame". Riporta le dichiarazioni fiammeggianti e scandalizzate dell'avvocato Alessandro Sammarco, difensore di Previti e di Corso Bovio, difensore della vedova di Nino Rovelli, Primarosa Battistella.
Gli avvocati non hanno certo trascurato di indicare ai giudici della Suprema Corte di Cassazione (che dovranno decidere lunedi' 27 gennaio sulle sorti dei processi) il nuovo e scandaloso episodio, ulteriore prova dell'impossibilità di celebrare i dibattimenti a Milano.
Il Giornale poi, correda il pezzo del suo cronista con un fotomontaggio.
Si vedono le immagini di Previti e Pacifico, e il foglio con il testo di Platone, sfocatino assai, sotto una lente.
Andatevelo a riprendere se ne avete l'occasione perchè ne vale la pena. Accanto, la trascrizione del brano platoniano sotto forma di dialogo, riportato per comodità del lettore.
Platone, platoneggia sotto gli occhi di Previti e Pacifico e dice (nel testo trascritto dal Giornale) :
"...Dunque, amico mio, da questo bello e virile governo a pare che nasca la tirannide...la medesima malattia che porta alla rovina l'oligarchia e asservisce la democrazia...l'insaziabile desiderio di ricchezza e l'incuranza di ogni altro valore a causa dell'affarismo l'hanno condotta alla rovina (la democrazia)...
Peccato che sia tutta una gigantesca balla.
In primo luogo, il brano trascritto a pagina 7 del Giornale non è quello affisso nella cancelleria della quarta sezione del tribunale milanese.
Nella cancelleria della quarta sezione è affisso il famoso brano di Platone che critica gli eccessi della libertà quando essa volge in anarchia e infine in tirannide. Questo:
"…Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo coppieri che gliene versano quanto ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono sono dichiarati tiranni.
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: La tirannia"
[PLATONE - 427-348 a.C. - La Repubblica, libro VIII]
Si tratta dunque di un elogio della law and order. Esattamente il contrario dell'interpretazione data dal Giornale.
Quel pezzo di carta è affisso in cancelleria da circa 12 anni, da quando cioè fu regalato ai cancellieri dal cronista del Giorno Nino Leoni, il primo, nel 1991, a indagare sulle malversazioni al Pio Albergo Trivulzio e di Mario Chiesa, l'uomo dalle cui confessioni prese l'avvio la stagione di Tangentopoli.
E veniamo alle fotografie di Previti e Pacifico.
Non sono foto di Previti e Pacifico, ma foto di un'addetta alla cancelleria che, essendosi riconosciuta in alcune immagini dei processi pubblicate sui giornali, ne ha chiesto le copie ad alcuni amici cronisti, che glie le hanno procurate.
E le ha attaccate, circa un mese fa, su quella colonna, una sorta di bacheca, tra la foto di un cucciolo e un poster di una grande spiaggia esotica.
Ecco come, dicevamo, si fabbrica un bidone.
Uno dice: bè, pero' si poteva anche fraintendere. Fino al punto di falsificare il testo di Platone sul Giornale? Bah.
Chissà se i giudici della Suprema Corte di Cassazione leggono il Barbiere della Sera.
Sicuramente sì.
Bds