Si è rotto un tubo mentre erano in corso le operazioni di scarico,
la benzina finisce in mare
Allarme alle torre petrolifera. Intorno alle 13,30 di ieri, mentre erano in corso le operazioni di scarico di una petroliera, una flangia di caricamento si è rotta e della benzina ha preso a cadere in mare. Immediatamente sono scattate tutte le misure di sicurezza. La petroliera è stata allontanata dalla torre, mentre si sono subito mossi i mezzi della capitaneria di porto e dell’Italpetroli, la società che ha realizzato e gestisce la struttura a circa due chilometri dalla costa. A distanza di pochi minuti sono arrivate anche le unità dei vigili del fuoco e della Tecnomate, l’impresa specializzata in interventi a mare contro l’inquinamento.
La zona è stata circoscritta e si è tentata una bonifica, molto difficile in quanto la benzina è particolarmente volatile. Il vento soffiava da terra e il combustibile è stato dunque spinto verso il largo.
Non si conosce la consistenza del danno ambientale, quanta sia cioè la benzina che è finita in mare. Nel pomeriggio, intorno alle 19, il combustibile continuava ad uscire dalla tubazione rotta, ma a ritmi molto meno consistenti rispetto alle ore 13. Complessivamente, secondo Capitaneria di porto e vigili del fuoco, la quantità uscita dalla flangia (il tubo che collega la petroliera alla torre) dovrebbe essere abbastanza modesta. Ma indicazioni precise in questo senso non ci sono.
Gli operatori hanno avvertito intorno alla “boa" un forte e acre odore di benzina, e il presidio a mare delle varie unità - che si è protratto fino a notte - è stato svolto in funzione antincendio.
Naturalmente tutte le operazioni alla torre sono sospese (oltre a quella che stava scaricando ci sono altre due petroliere in rada in attesa del loro turno) e resteranno ferme per diversi giorni. Per riprendere l’attività, all’Italpetroli, infatti, non basterà la semplice riparazione (o sostituzione) del tubo, ma dovrà di nuovo procedere a tutti i collaudi.




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