Ecco alcuni stralci di un'intervista di Roberto Esposito, docente all'I.U. Orientale di Napoli, collaboratore de l'Unità e di Micromega, rilasciata a Repubblica e pubblicata sulle pagine napoletane del quotidiano diretto da Ezio Mauro. Mi sembrano, quelle del Prof. Esposito, osservazioni e analisi pertinenti e stimolanti.
L'intervista è stata fatta dal giornalista Ottavio Ragone.
D: Professor Roberto Esposito, qualcuno auspica una scissione nei Ds perchè ormai tra riformisti e movimentisti o, semplificando, tra D'Alema e Cofferati, due partiti esistono già.l
R: Io non sono d'accordo. A che servono altri due partiti nati dallo stesso tronco se i partiti esistenti sono destinati a scomparire? Bisogna invece cambiare la forma delle forze politiche organizzate, affinchè intercettino davvero le energie, i sommovimenti in atto nella società. L'ideale sarebbe un amalgama, un partito movimento che, senza smarrire la struttura organizzativa tradizionale, si apra alle novità.
D: Se i partiti sono destinati a sparire, tanto vale sciogliere i Ds. A questo porta, all'estremo, il suo ragionamento.
R: Sciogliere i Ds? No, non dico questo. Siamo però in una fase di transizione. Intanto i Ds dovrebbero avere un atteggiamento diverso rispetto ai girotondi, ai No Global, anche nella scelta delle candidature. Insomma bisogna assumere i movimenti come una risorsa. L'altra strada è quella di chiudersi e di portare il partito ancora più in basso, al 10% dei voti, con una dirigenza di puro ceto politico.
D: Lei a chi si sente più vicino? A D'Alema o a Cofferati?
R: I cosiddetti riformisti stentano a cogliere il mutamento delle forme e del linguaggio della politica. Usano categorie vecchie, rese inservibili da un sommovimento mondiale. Siamo entrati nella società post-partitica, come ha lucidamente detto Giuliano Amato che pure non è un movimentista. I ragionamenti di D'Alema e Fassino erano perfetti vent'anni fa. Oggi la forma partito novecentesca è morta, nelle sezioni non va più nessuno.
D: Al posto dei partiti, cosa?
R: Non esistono, al momento, altri soggetti che possano sostituirli. Il processo di disaggregazione sarà ancora lungo. Tuttavia masse enormi si mobilitano al di fuori dei partiti. Cofferati l'ha capito più degli altri. Che poi abbia una strategia vincente è un altro discorso. D'Alema, invece, si è spostato al centro e ha perso. Mi chiedo: ma la gente che partecipa ai girotondi non è quel ceto medio di intellettuali e professionisti inseguito dai riformisti? O i Ds pensano di vincere le elezioni con il mezzo punto di Mastella al centro?
dalle pagine napoletane di Repubblica del 24/1/2003




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