Primo sì, in commissione, alla libertà religiosa
Approvata da tutti tranne la Lega la norma che elimina l'eredità fascista sui "culti ammessi". Tutte uguali le religioni.
ROMA - A dire no è rimasta soltanto La Lega. Per il resto l'intero arco costituzionale, o quantomeno i suoi rappresentanti nella Commissione Affari costituzionali della Camera, hanno deciso di votare a larga maggioranza il provvedimento che elimina i cosiddetti "culti ammessi" (eredità del Ventennio) e che conferisce pari dignità a tutti i culti religiosi.
All'indomani dell'apertura del ministro degli Interni Pisanu quindi, che aveva invitato il mondo islamico presidente in Italia a individuare interlocutori per affrontare il dialogo con le istituzioni, il Paese fa un altro passo avanti verso l'integrazione delle diverse forme religiose. Per ora, l'articolo resta soltanto confinato all'interno di un disegno di legge in Commissione. Ma la tappa compiuta, sulla base di un vecchio progetto di legge del centrosinistra fatto proprio dall'attuale governo e votato da tutta la compagine parlamentare, è di quelli storici.
"Attenzione - sottolinea il forzista Sandro Bondi, relatore in Commissione - non significa che tutte le religioni sono sullo stesso piano o che ci sia un diritto a siglare l'intesa con lo Stato italiano", ma semplicemente che "tutte le religioni sono libere davanti alla legge". Di fatto, una precisazione resta doverosa: la commissione infatti si è preoccupata di riferirsi solo a quelle religioni che "riconoscono i fondamentali diritti dell'uomo".
Nessuno spazio, insomma, per culti che umilino le persone o che le differenzino rispetto alla legge.
(22 GENNAIO 2003, ORE 17.56)
Guelfo, sbaglierò....ma io sono d'accordo con la Lega....continua alla grande la nostra distruzione





