Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito L'INFEDELE: processo scherzoso all'infedele.

    Ieri sera sono rientrato a casa quando la trasmissione di Lerner stava finendo. Ho comunque avuto il "piacere"( ) di assistere ad un Lerner che, con liberali e "compagni" dell'Unità faceva la morale ad Alberto Asor Rosa per aver scritto cose inaudite, a suo avviso, contro la perversione della cultura ebraica, che è diventata il baluardo dell'occidentalizzazione in Israele. ù
    Lerner e amici ne hanno dette di tutti i colori ad Asor Rosa, ma sempre con il sorriso sulle labbra e tanta cordialità. La parola "antisemita", ad un intellettuale sempre rispettoso verso l'ebraismo, non è mai sfuggita se non per negarla, ma si capiva che l'accusa c'era.

    Asor Rosa si è difeso bene, con garbo e una serietà che gli altri non conoscono. Di fronte ad un Lerner che ha cominciato la morale ironizzando, ha semplicemente risposto: - Questa non è una faccenda di cui si può ridere! -. Suo unico alleato, Giulietto Chiesa, mai indomito sebbene oscurato da tutti i giornali che contano dopo essere stato un opinionista da prima pagina.

    C'è da dire che Asor Rosa non può essere attaccato impunemente. Come intellettuale, sebbene con testi originali e talvolta polemici, ha sempre rappresentato l'avanguardia della sinistra. E' stato un intellettuale militante in un'epoca in cui la sinistra aveva il dominio culturale. Non è mai arrivato al non-conformismo di Pasolini, e questo, come per i vari Montanelli e Bocca in altre aree, gli ha permesso di salire ai vertici dell'accademia culturale. Ora può permettersi di scrivere critiche forti ad Israele, al sionismo e all'Occidente, e Lerner non può insultarlo o oscurarlo come farebbe (ed ha fatto) che so... con un Marco Tarchi (ma credo lo farebbe anche con un Costanzo Preve.
    Comunque è un bene che Asor Rosa esista. Consiglio di boicottare la Fallaci e acquistare "La guerra", ed. Einaudi. Una lettura che unisce al non-conformismo l'eleganza letteraria.

  2. #2
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    Bene, bene era ora che qualche intellettuale si svegliasse e incominciasse a mettere in crisi le categorie politicamente corrette!

  3. #3
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    Beh...non so nulla riguardo la consistenza della "contestazione" che riporto di seguito...ma pare che siano cominciati i soliti ricatti anche nei confronti di Asor Rosa


    Milano, 22 gennaio -

    Era visibilmente imbarazzato e intimorito, e lo ha riconosciuto pubblicamente dicendo subito di non essere nelle migliori condizioni di spirito per dialogare con la folta platea.

    Parliamo di Alberto Asor Rosa che, in compagnia di Sergio Cofferati e Paolo Mieli, ha affrontato al Teatro Franco Parenti di Milano la rabbia della comunità ebraica milanese a proposito del suo ultimo libro "La guerra".
    Accusato di antisemitismo per aver definito l'ebreo una "razza", di aver equiparato gli israeliani ai nazisti dando così rispettabilità ai terroristi palestinesi, di aver ripescato vecchie accuse quali il deicidio, Asor Rosa è stato invitato dal portavoce della comunità ebraica milanese Yasha Reibman a correggere i passaggi contestati del libro prima della ristampa (addirittura in un volantino distribuito prima dell'incontro gli si chiedeva di riscriverlo) e di spiegare in un'inserzione a pagamento, su un quotidiano di sua scelta, che non voleva dire quello che gli altri hanno capito leggendolo o ascoltandolo.
    Asor Rosa ha rifiutato di fare abiura, ma visibilmente scosso ha ripetuto che mai e poi mai poteva essere accusato, non di antisemitismo, ma nemmeno di antisionismo.
    Una considerazione a riguardo dell'incontro va fatta: è inquietante la pratica da "uomo avvertito mezzo salvato" a cui si ricorre non appena una personalità che conta abbia il coraggio o la sensibilità non di condannare, ma anche semplicemente di esprimere delle perplessità a riguardo delle azioni di Israele. Succede all'estero con maggiore frequenza, l'ultimo esempio riguarda i coniugi Duisenberg, e accade qualche volta in Italia. Molti scelgono il silenzio su certi temi per non finire sul banco degli imputati. Ma se qualcuno si illude che questa sia vigilanza contro l'insorgere o il risorgere dell'antisemitismo, si sbaglia. Questa è intimidazione.

    da http://www.arabmonitor.info/

  4. #4
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    Persino Mieli a "Sorgente di vita" ha preso le difese di Asor Rosa dicendo che le accuse di Reibman (radicale) e soci venivano da una mancata comprensione del testo e vi è nulla di antisemita.
    Naturalmente c'è chi ha approfittato di questa inutile polemica per i soliti attacchi strumentali.




    «L'Ultimo libro di Alberto Asor Rosa»
    Maria Prado
    da Libero del 21/01/2003


    Se uno dicesse che una certa "razza" d'uomini è violenta, cattiva, persecutrice, come lo chiameremmo? Razzista, lo chiameremmo. E se dicesse che questa "razza" è l'ebraica, quel razzismo come lo chiameremmo? Lo chiameremmo antisemitismo. Nulla di male, per carità (si fa per dire): in democrazia c'è pure il diritto di essere e dirsi razzisti e antisemiti. Solo che questo diritto (pessimo, ma da proteggere) prende in Italia una connotazione tutta particolare quando lo si esercita da sinistra. Se lo scrittorello neonazista scrive che gli ebrei son fetenti è pronta la prima pagina di denuncia del risorgente pericolo, ma se a tirare in campo dubbi sul carattere malefico di questa "razza" è il fine intellettuale di sinistra ("fine" si fa sempre per dire), allora la cosa diventa problematica: che fai, mandi alle stampe? Eccome no? Tanto ci scappa, se proprio va male, un giornale come Libero che tira fuori il caso, ma stai sicuro che nessun organo di informazione di quelli coi fiocchi sparerà su nove colonne che il fine intellettuale di cui si tratta, Alberto Asor Rosa, fa questioni di "razza" nel suo ultimo libro.
    Eppure la notizia ci sarebbe, perché è certo per esempio che questa fatica di Asor Rosa troverà ottima accoglienza non solo tra la gente di sinistra che manifesta per un "mondo migliore" bruciando le bandiere israeliane: no, l'antisemitismo democratico è sicuro che piace un sacco anche ai reietti neonazisti, che il dubbio l'avranno semmai sul "democratico" (non pretendono tanto), ma sul fatto che quella è una razza mica troppo nobile son d'accordo in pieno.l
    Puoi dire qualsiasi cosa, in questo Paese, se lo dici da sinistra. E non solo dire: ma fare. Nel senso che una testa rapata che picchia un ebreo diventa un caso di rimontante antisemitismo pure se l'ebreo è finto e pure se la notizia del pestaggio è inventata, mentre se una squadra di "no global" pesta veramente un ebreo la notizia non c'è proprio, o la si può infilare nelle pagine interne visto che l'ebreo in questione aveva la colpa di sventolarla, una bandiere del suo paese, anziché bruciarla democraticamente.l
    In democrazia, lo ripetiamo, dovrebbe riconoscersi il pieno diritto di chiunque di essere e dirsi razzista e antisemita. Un certo tipo di sinistra lo ignora, e anzi contro il razzismo e l'antisemitismo degli altri ha costruito la sua balorda "diversità". Ma il razzismo e l'antisemitismo sono un orrendo patrimonio comune: sono cose di cui ci si libera (si spera) riconoscendole per quel che sono e dove sono, non vietandole a patto che siano "di destra" e sdoganandole invece quando sentono di "democratico".l
    Asor Rosa scrive le sue belle idee sulla "razza"? Liberissimo (per fortuna). Basterebbe che questo diritto fosse garantito a tutti (e non è così), e che i nostri "democratici" decidessero di vergognarsi almeno un po' di queste loro rappresentanze intellettuali. Ora aspettiamo che scrivano che per noi l'antisemitismo è un diritto. Lo faranno: sulle stesse pagine che accolgono gli scritti di Asor Rosa.






    Penso proprio che prenderò il libro!

  5. #5
    Moderatamente estremista
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    Originally posted by KLASSENKAMPF
    Secondo me farà una fine peggiore del suo collega dell'Univ. di Teramo Claudio Moffa. Già sembra che abbia mezzo abiurato. Poi dirà di esser stato frainteso, alla fine lo vedremo in testa a qch corteo il 27 gennaio con la yarmulka/kippa in testa.
    jew wanna bet?
    Che fine ha fatto Claudio Moffa? Lo chiedo per curiosita', l'ho conosciuto, non ero d'accordo con lui ma mi sembrava intellettualmente onesto.
    Grazie.

 

 

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