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  1. #1
    Abbi Dubbi
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    Predefinito Olocausto, per non dimenticare.

    Il 27 gennaio 1945 la sbarra del campo di Auschwitz si apriva di fronte alle truppe alleate: era la fine di un incubo divenuto realtà. Uno dei più gravi, certamente il più efferato eccidio mai commesso nella storia dell'uomo. Nel solo campo di Auschwitz trovarono la morte oltre 1.5 milioni di persone tra uomini, donne e bambini. Soprattutto Ebrei, ma anche omosessuali, zingari, esseri umani arbitrariamente considerati 'inferiori', quindi da eliminare, dalla pseudologica impazzita di un'ideologia a cui aderirono altrettanti milioni di esseri umani.

    Il governo italiano, insieme a quello di molti altri paesi del mondo, ha deciso tre anni fa di dedicare il 27 gennaio di ogni anno al ricordo dell'Olocausto. Perché la memoria di eventi che hanno lasciato un profondo trauma collettivo nel secolo passato, serva a costruire un futuro di pace. (da IlNuovo.it)

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  2. #2
    Abbi Dubbi
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    Predefinito

    Il "Giorno della memoria"
    l'Italia ricorda l'Olocausto
    di CARLO BRAMBILLA (Repubblica.it)

    MILANO - Calendario fitto di appuntamenti, manifestazioni, celebrazioni, per il "Giorno della memoria", che ricorda il 27 gennaio del 1945, quando le truppe sovietiche abbatterono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, mettendo definitivamente fine alla Shoah. Oggi pomeriggio il corteo nazionale, organizzato dalla Comunità Ebraica, dall'associazione Figli della Shoah e dal Comitato permanente antifascista, sfilerà, a Milano, da Porta Venezia a piazza del Duomo, aperto dai cartelli coi nomi dei campi di sterminio scritti in bianco su fondo nero, portati dai sopravvissuti: Auschwitz, Mauthausen, Treblinka, Dachau, Buchenwald.

  3. #3
    Asteroids
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    Sono tanti i testimoni sopravisutti all'olocausto, i nazisti volevano liquidare tutti i prigionieri dei lagher prima della resa perchè non rimanesse una prova e testimonianza del genocidio da loro compiuto, ma non ci sono riusciti.



    Il sindaco Gianni Fabris ricorda l’esperienza del padre Luigi che, dopo essere stato liberato a Buchenwald, percorse a piedi mezza Europa per tornare a casa
    Olocausto, orrore ancora vivo
    Nel libro di Bruna Casali le testimonianze di chi è sopravvissuto ai lager


    Rileggere il dramma universale dell'Olocausto con una responsabilità ancora maggiore, perché certi errori sono ancora in agguato, in un'umanità che dai propri sbagli non sembra aver ancora imparato nulla. È stato questo il messaggio lanciato a Gradisca in occasione del prologo alla Giornata della memoria. Un appuntamento che Gradisca ha sempre onorato dedicando sin dal 1992 una giornata in ricordo delle vittime della Shoah.
    In questo senso miglior prologo non vi sarebbe potuto essere se non la presentazione del libro di Bruna Casali «Una vita per la storia, tante storie per la vita». È stata presentata dal figlio Davide: «Persecuzione ed intolleranza sono state parole di morte, non solo fisica, ma culturale, sociale, religiosa». Nata da una famiglia ebrea che porta ancora i segni della persecuzione, torinese di nascita e triestina d'adozione, la Casali ha dato vita a una nutrita raccolta di testimonianze dei deportati sopravvissuti ai lager nazisti di tutta Europa, oppure al ricordo di chi, nelle fabbriche di morte, qualche caro l'ha perso per sempre.
    Non tutti gli interlocutori nelle pagine della Casali portano un nome: certe ferite non si cicatrizzano mai e fanno sopravvivere la paura anche a 50 anni di distanza. Un'indagine meticolosa, durata anni e probabilmente ancora lontana dal concludersi, che ha un solo scopo: essere un'occasione per le nuove generazioni, spesso lasciate in una grave ignoranza di quella che fu la realtà. «Una realtà orrenda e trasversale, che non riguardò soltanto le vittime dell'odio antisemita - ha spiegato la Casali, la cui voce è stata rotta in un paio di occasioni da un dolore che ancora la insegue -. Con questo lavoro ho cercato di colmare un vuoto, spesso creato dalla stesse vittime delle deportazioni, che una volta ritornati nelle proprie case, comprensibilmente tentavano di cancellare dalla propria mente quegli orrori».
    Una verità che ha trovato pure la testimonianza del sindaco Gianni Fabris, che ha raccontato brevemente l'esperienza del padre Luigi. Deportato a Buchenwald e liberato dagli Alleati, rientrò in patria a piedi attraverso l'Europa. «Ma è tutto quello che so - ha detto -, mio padre non volle mai raccontare ciò che vide con i suoi stessi occhi». I nostri, invece, possono solo immaginare: anche grazie alla mostra «Disegna e ricorda» ospitata a Palazzo Torriani: è una raccolta di schizzi d'artisti deportati.

    Luigi Murciano

  4. #4
    Abbi Dubbi
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    ROMA - ''Sono lieto che sia il servizio pubblico, come e' doveroso, ma che in generale tutti i mezzi di comunicazione, abbiano contribuito a far si' che la 'Giornata della Memoria' sia qualcosa di piu' del semplice ricordo''. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini che e' arrivato all'Auditorium, dove era in proiezione per le scolaresche il film ''Perlasca. Un eroe italiano'', intorno alle 11. Fini ha citato Bernard Shaw per ribadire che se non si tramanda e non si ricorda, anche cio' che al mondo e' realmente esistito rischia di apparire una fiction. Rispondendo poi ad un giornalista il vice presidente del consiglio ha confermato che quest'anno c'e' stata una serie di iniziative rivolte non solo ai giovani ma a tutta la societa' italiana ed europea nella Giornata della Memoria e ha aggiunto che questo forse ''e' il motivo piu' bello di conforto, per chi ha vissuto quelle tragedie: avere la certezza, che, pur con il passare del tempo, non si dimentica''. Rispondendo poi ad altre domande Fini ha ribadito che ''bisogna considerare le leggi razziali come una pagina vergognosa della storia nazionale, che ha determinato degli orrori e che e' doveroso condannare: anche se lo si e' fatto una volta - ha osservato Fini - ci sono sempre occasioni in cui ripetere, con nettezza questo giudizio''. L'Italia e' ancora spaccata come ai tempi di Perlasca? gli e' stato chiesto. Fini ha risposto che vi e' naturalmente una dialettica politica ma ha aggiunto :''credo che la necessita' di non dimenticare e di tenere alta la guardia contro ogni forma di razzismo, di antisemitismo e di intolleranza siano valori condivisi''.
    27/01/2003 16:02

  5. #5
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  6. #6
    Paul Atreides
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    In omaggio alla ''giornata dell'imbonimento'' ricordo l'uscita dell'ultimo testo di Carlo Mattogno, ''Olocausto: dilettanti a convegno'', Effepi, 2002.

  7. #7
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    E PER NON DIMENTICARE COME SI FA .........ANZICHE UNA GIORNATA SE NE SONO PRESE DUE E IN QUALCHE POSTO ANCHE TRE ......
    DAL MOMENTO CHE HANNO COMINCATO DA AVANTIERI .....A RICORDARE ...
    E NEL FRATTEMPO IN PALESTINA HANNO UCCISO 16 PERSONE COMPRESA UNA BAMBINA DI 7 ANNI ,,,,,, NATURALMENTE TERRORISTA ANCHE LEI
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  8. #8
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    Originally posted by Paul Atreides
    In omaggio alla ''giornata dell'imbonimento'' ricordo l'uscita dell'ultimo testo di Carlo Mattogno, ''Olocausto: dilettanti a convegno'', Effepi, 2002.
    Prima di sparare altre vaccate fatti un colloquio con chi c'e stato nei campi e dopo mi racconti.

    Saluti

    Luca Loi
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  9. #9
    Paul Atreides
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    Originally posted by Fuori_schema


    Prima di sparare altre vaccate fatti un colloquio con chi c'e stato nei campi e dopo mi racconti.

    Saluti

    Luca Loi
    Ehm

    1) visto che del libro di Mattogno sei venuto a conoscenza qualche minuto fa, mi sa che il tuo ''giudizio'' vale zero.

    2) mi è capitato una sola volta di colloquiare. Ho come l'impressione che il signore in questione non abbia serbato un piacevole ricordo di quel colloquio in cui fu messo, come dire, in ...imbarazzo

    Sai com'è. C'è chi ha timore reverenziale ed è totalmente ignorante sulla ''vexata quaestio'' e chi non ha timori ed è alquanto informato su di una serie di cosucce

    Saluti

  10. #10
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    Senti non ho voglia di disquisire su questioni ridicole, in quanto non ritengo nemmeno che la terra sia piatta, anche che Tolomeo lo sosteneva (piu' o meno come come Mattogno).

    In quanto al colloquio a parte che non credo che sia realmente avvenuto ma ti avverto che c'e una fondazione che sta raccogliendo TUTTE le testimonianze di chi c'e stato davvero in qui campi e sono molte di piu' dei neuroni che dimostri di avere con queste menate senza senso.

    Leggiti anche "Se questo e' un uomo" di Primo Levi, forse ti aiutera' a capire (se realmente avvenuta) il perche' della ritrosia a parlare di molti della esperienza in un Lager.

    Saluti

    Luca Loi
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    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
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