Quando 10 chilometri fanno la differenza. I genitori di 40 studenti del Liceo scientifico Amaldi di via Domenico Parasacchi a Tor Bella Monaca sono sul piede di guerra da quando il preside, per motivi di spazio, ha spostato all’inizio di dicembre tre sezioni alla succursale di Ponte Di Nona. Da allora, per i 40 ragazzi, tutti di 14 anni, è cominciato il periodo del terrore. «Mio figlio – racconta una mamma – è costretto ad aspettare l’autobus per più di mezz’ora al giorno per recarsi in una scuola che si trova in un luogo davvero isolato». Ma il problema non è solo quello dell’attesa: «Da circa una settimana – continua la signora – i nostri figli sono stati presi di mira da un gruppo di ragazzi che li minacciano non appena salgono sul bus».
L’episodio più increscioso è accaduto giovedì scorso, quando il gruppo ha seguito gli studenti fin dentro le aule. La collaboratrice scolastica, unica in tutta la succursale, ha cercato di fermarli ma non c’è riuscita. I ragazzi si sono divisi nelle aule e hanno detto ai professori: «Buongiorno, siamo i vostri nuovi studenti». Solo dopo aver minacciato l’intervento della Polizia si sono decisi a sgomberare la scuola, ma non contenti, ci hanno riprovato e questa volta dalle finestre. «La professoressa Capanna – ha spiegato G.B., studente – ci ha consigliato di chiamare i genitori perché la situazione non era più sicura». E così da due giorni, venerdì e sabato, i genitori manifestano davanti alla sede centrale e minacciano di non mandare più i loro figli a scuola.
«La situazione è davvero imbarazzante – ha spiegato Eugenio Campanelli, vicario del preside – e il problema di sicurezza è evidente. La situazione verrà affrontata dagli organi competenti». Secondo Giorgio De Santis, che fa parte del Comitato di quartiere, si tratta solo di una bravata di quattro ragazzi. «Dopo aver avuto un colloquio con la preside – ha dichiarato Giuseppe Celli, presidente dell’VIII Municipio – ho contattato i Vigili urbani e la situazione adesso è sotto controllo. Intanto, in accordo con la Provincia, proprio per combattere il problema dell’esubero che costringe a spostare i ragazzi in altri istituti, stiamo progettando nuovi istituti per venire incontro alle esigenze dei cittadini».