A chi dice sempre che la carne è piena di "porcherie"....
http://digilander.libero.it/masci47/pesticidi.htm
1) In Lombardia su 407 campioni di frutta e verdura analizzati, 117 presentano residui di fitofarmaci (43 con più di un residuo e 74 con una sola «traccia»), e cinque superano i limiti di legge.
MILANO — Il «veleno» è servito. Frutta e verdura che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole sono contaminati da pesticidi.
Lo dicono le analisi delle Asl (Aziende sanitarie locali) secondo i dati raccolti dal rapporto di Legambiente presentato durante la Fiera «Set Pollution» in corso a Padova.
Su oltre tremila 500 campioni di frutta analizzati in tutta Italia, la metà contengono uno o più principi attivi di pesticidi.
Gli ortaggi rispetto alla frutta sono più sani: 662 campioni contaminati su 3.239 esaminati. Ma è dai dati relativi alle regioni più virtuose, ovvero quelle che eseguono sistematicamente i controlli (Reggio Emilia in testa), che emergono le situazioni più critiche.
E la Lombardia, ai primi posti per il numero di controlli igienico-sanitari sulla qualità degli alimenti, non esce totalmente indenne dalla presenza dei veleni. Nella nostra regione su 407 campioni di frutta e verdura analizzati, cinque risultano irregolari mentre 117 contenevano un residuo di fitofarmaci (in particolare 43 con più di un residuo e 74 con una sola «traccia») . La Legambiente dunque, impegnata a controllare i prodotti e al tempo stesso a smascherarne gli inganni, lancia l'allarme pesticidi e chiede di rivedere la legislazione in materia che in Italia è vecchia di oltre 30 anni. «La normativa nostrana - dice Roberto Della Seta, portavoce di Legambiente - non prevede ancora un limite alla somma di più residui nello stesso alimento. In questo modo vengono definiti come regolari prodotti che possono contenere sino a 6 «veleni» contemporaneamente. Inoltre in Italia continua l'abuso di pesticidi e altri fitofarmatci, da tempo classificati come cancerogeni all'estero». Risultati poco tranquillizzanti dunque per il consumatore? «Non esageriamo - dicono alla Coldiretti lombarda.
Le cifre non sono così allarmanti. Soprattutto se si considera il dato ufficiale che emerge dal rapporto sul "Monitoraggio di residui di pesticidi in prodotti di origine vegetale nell'Ue" che classifica le produzioni agricole italiane fra le più sane d'Europa.
Certo questo non significa abbassare la guardia. Da due anni stiamo lavorando per utilizzare dosaggi chimici a basso impatto ambientale promuovendo nuove forme di lotta contro i parassiti. La battaglia è per dare contenuti etici più che economici all'agricoltura».
Il Giorno, 24 marzo
Fragole rigorosamente da bandire: 2 su 3 sono infatti contaminate.
Da evitare, con la stessa attenzione, anche l'uva. Non va meglio con mele e pere.
Qualche scrupolo in meno solo per insalate e pomodori. La spesa dal fruttivendolo si trasforma in un vero e proprio slalom se a guidare la scelta non e' il prezzo o il gusto personale, ma la presenza di pesticidi.
Almeno a giudicare dai numeri resi noti oggi da Legambiente a Padova con il rapporto "pesticidi nel piatto 2002" che, come ogni anno, ha raccolto ed elaborato le analisi effettuate dalle agenzie ambientali e dalle ASL sui prodotti ortofrutticoli in commercio.
Sotto analisi: 3.502 campioni di frutta e 3.239 di verdura. Ebbene, tra campioni propriamente irregolari e campioni che (pur rispettando la legge) contengono residui, ben 2 fragole su 3 sono contaminate (più del 64%); stessa cifra per l'uva; poco meno per mele e pere (quasi 60%). Nel complesso, e' l'analisi di Legambiente, "il 50% della frutta analizzata dalle agenzie ambientali e dalle ASL risulta contaminata da pesticidi".
Econews, 22 marzo




Rispondi Citando
Le stupidaggini che questo individuo posta per giustificare il mercimonio sanguinario su cui costruisce le sue fortune. Guarda che uno che fa l'allevatore non raccoglie certo le simpatie dei partecipanti a questo forum. Ad ogni modo vorrei solamente sottolineare una cosa che a chi usa il cervello dovrebbe apparire logica.
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