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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Il Berlusconi finto imprenditore...

    riporto:

    ---

    Berlusconi non si è mai scontrato (lui liberista!) con nessuno; ha cercato protettori e navigato in acque torbide. Lui ha fatto soldi, non ha fatto l'imprenditore, e li ha fatto trescando.
    Il miracolo di Milano 2 è una bufala perchè gli appartamenti non si vendevano e lui (piduista) si è salvato vendendo gli immobili all'EMPAM presieduta dal padre di De Lorenzo (piduista) a prezzi esorbitanti altrimenti saltava per aria; il miracolo delle televisioni è una bufala perchè in un'epoca in cui una qualunque radio di quartiere veniva visitata dalla polizia postale un giorno sì e uno no, lui ha potuto costruire un monopolio senza che nessuno facesse niente (apparentemente).
    Il suo prodotto non regge il mercato perchè ogni volta che ha provato ad uscire all'estero ha fatto fiasco.

    ---

  2. #2
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    Predefinito fare impresa è cosa difficile

    Cari amici credo che un processo sommario su Berlusconi imprenditore potrebbe esserci risparmiato.
    Pensare che fare l'imprenditore di successo e Berlusconi lo ha avuto, sia una cosa da niente, bene, scusate, dimostra una scarsa esperienza del mondo del lavoro e della capacità di adattamento. Nel caso di Berlusconi poi si mostra un'eccezionale e singolarissima capacità di inventiva, tipica di chi ha lavorato come intrattenitore, nel suo caso, sulle navi da crociera.
    L'anedottica su Berlusconi agli esordi, verificata oltreche attendibile, rende un'idea del personaggio.
    Egli acquista dei terreni in prossimità di Milano alla fine degli anni sessanta, la data non la ricordo, e questo fu sicuramente una circostanza che si stende fra il caso e l'intuizione speculativa, perchè la periferia di Milano diverrà zona residenziale. Non avendo molta mano d'opera ed essendo di buona lena, ricordate? "il presidente operaio", Berlusca sale su un traliccio, cappello di carta in testa e dipinge la sua insegna. Neanche un'ora e si ferma un auto con i primi acquirenti interessati alla zona. Chiedono all'operaio Berlusconi se possono parlare con il principale. Berlusca scende chiede tempo e corre nel box degli attrezzi. Si toglie il cappello, si mette la giacca e si presenta con il suo miglior sorriso. Parlotta un po' con i suoi clienti i quali ad un certo punto gli dicono: ma sa che lei assomiglia al suo operaio che era al lavoro lassù?
    E Berlusconi: "cosa vi devo dire è un mio cugino sfortunato".
    Ecco Berlusconi agli esordi: per lo meno gli va riconosciuto un certo temperamento. Non so come, ma insomma gli appartamenti si sono venduti eccome, la zona ha avuto un apprezzamento e mi pare difficile che tutto questo possa attribuirsi all'opera delle relazioni piduistiche. Sulle tv lui si cercò la protezione politica, è vero, ma questo dimostra anche una certa capacità di poter stare sul mercato. La politica è di fatto un costo aggiunto e Berlusca guadagnatosi il favore di Craxi progetta una tv politicamente neutrale, fortemente commerciale, con costi e servizi d'avanguardia rispetto alla obsoleta rai è questa, scusate, è ancora una capacità, la si apprezzi o meno. Sulle tv all'estero è vero che ha avuto insuccessi, ma anche perchè ha sottovalutato l'antipatia per la presenza italiana nel mercato francese e spagnolo. Ma credo che in Francia abbia fatto progressi e comunque nella vita degli imprenditori ci sono anche insuccessi, l'importante è che non vi siano solo quelli. Piuttosto è vero che l'esposizione a queste sconfitte internazionali e il disimpegno pubblicitario sulle sue reti televisive, che avviene negli anni di Mani pulite, insieme alle difficoltà del Milan e di altri suoi interessi, mette a dura prova i bilanci del suo gruppo. Tant'è che io ho sempre sospettato che la sua discesa in campo non era altro che una nuova operazione di marketing per rilanciarsi. Un ennesimo capitolo di Berlusconi imprenditore, questa volta direttamente sul fronte politico, ossia dove c'era maggiore richiesta. E scusate anche questo è stato un successo. Insomma cari amici, se volete giudicare l'impresa dal punto di vista della morale, beh, rinunciate a fare impresa. In fondo il principio del capitalismo, diceva il vecchio Adam Smith, è l'avidità. Ora potete anche essere anticapitalisti, ma guardate che il mondo va in un altro senso. Poi se i risultati del governo Berlusconi non vi piacciono, questo è comprensibile, ma non è da questi che si può giudicare il suo talentaccio di uomo d'affari, piuttosto spregiudicato.

  3. #3
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    Predefinito non ho capito quale sarebbe l'accusa

    cioè il fatto che il padre di Berlusconi lavorasse per la Banca Rasini? L'articolo della padania per che cosa dovrebbe essere sucettibile di azione legale?

  4. #4
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    Predefinito per la verità

    non conoscendo la vicenda lo chiedo a te che ti sei preso la cura di informarci.

  5. #5
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    Predefinito scusami antonio

    ma queste sono illazioni, piuttosto grevi, sia sul mio giudizio che sull'operato di Berlusconi. Diciamo che saresti tu da querelare.

  6. #6
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    Predefinito con molta pazienza

    replico a chi mi sembra faccia confusione e conosca male le cose. Innanzitutto solo un avvocato sciocco di Berlusconi può aver ritenuto passibile di querela l'articolo della Padania da te postato, in questo articolo si dice che il padre di Berlusconi lavorava come bancario, non come banchiere, di un istituto in cui erano correntizi diversi mafiosi o supposti tale. E' molto probabile che siano diversi i cittadini che abbiano versato conti in banche in cui affluivano i capitalia della mafia, senza per questo essere passibili di condanna per associazione mafiosa. L'unica cosa che può aver irritato i legali di Berlusconi è quella "banca di famiglia", riferito ad una banca che non era di proprietà di Berlusconi. Ma noi non stiamo parlando di niente perchè la querela non c'è stata e quindi neanche gli estremi, tan'è che il movimento politico che dirige la padania è alleato politico di Berlusconi, per cui se vuoi sostenere che Berlusconi sia affiliato alla mafia trova qualche altro argomento, magari più serio. Le critiche del Finantial times e dell'Economist, sono di tipo affatto diverse, discutibili, ma di un qualche fondamento, nella tradizione liberal di quelle testate e trovo piuttosto demenziale l'irritazione di Marzano a proposito e ancora peggiore quella precedente di Gasparri. L'opinione pubblica fa sempre bene a criticare i governi ed assolve ad un suo dovere prima che ad un suo diritto.
    Illazione pesantissima e inaccettabile infine è che su un post di un forumista che si esercitava nel tentativo di offrire a Yuri un giudizio più complesso sui successi imprenditoriali di Berlusconi, di quello un po' lapidario dato, attribuire all'opinione del forumista in questione, me stesso, la tesi che il successo imprenditoriale giustifichi i rapporti con la criminalità organizzata. Per questo in un dibattito pubblico, non certo in un forum come questo, meriteresti la querela. E' fin troppo ovvio che dove riscontrassi una ricchezza frutto di rapporti con la criminalità organizzata, quale che essa sia, non vi troverei nessuna giustificazione. Ti faccio anche presente che per sostenere un accusa di questo genere nei confronti di Berlusconi bisogna presentarsi ad un tribunale, altrimenti si incorre nel reato di calunnia, e poi bisognerebbe per lo meno attendere il giudizio del tribunale, se non ci si arroga la pretesa di sostituirsi ad esso. Non mi pare che un tribunale abbia condannato Berlusconi per associazione mafiosa.

  7. #7
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    Predefinito Re: scusami antonio

    Originally posted by calvin
    ma queste sono illazioni, piuttosto grevi, sia sul mio giudizio che sull'operato di Berlusconi. Diciamo che saresti tu da querelare.

    Su questo non ci piove.

    Saluti liberali

  8. #8
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    Predefinito Re: fare impresa è cosa difficile

    Originally posted by calvin
    Cari amici credo che un processo sommario su Berlusconi imprenditore potrebbe esserci risparmiato.
    Pensare che fare l'imprenditore di successo e Berlusconi lo ha avuto, sia una cosa da niente, bene, scusate, dimostra una scarsa esperienza del mondo del lavoro e della capacità di adattamento. Nel caso di Berlusconi poi si mostra un'eccezionale e singolarissima capacità di inventiva, tipica di chi ha lavorato come intrattenitore, nel suo caso, sulle navi da crociera.
    L'anedottica su Berlusconi agli esordi, verificata oltreche attendibile, rende un'idea del personaggio.
    Egli acquista dei terreni in prossimità di Milano alla fine degli anni sessanta, la data non la ricordo, e questo fu sicuramente una circostanza che si stende fra il caso e l'intuizione speculativa, perchè la periferia di Milano diverrà zona residenziale. Non avendo molta mano d'opera ed essendo di buona lena, ricordate? "il presidente operaio", Berlusca sale su un traliccio, cappello di carta in testa e dipinge la sua insegna. Neanche un'ora e si ferma un auto con i primi acquirenti interessati alla zona. Chiedono all'operaio Berlusconi se possono parlare con il principale. Berlusca scende chiede tempo e corre nel box degli attrezzi. Si toglie il cappello, si mette la giacca e si presenta con il suo miglior sorriso. Parlotta un po' con i suoi clienti i quali ad un certo punto gli dicono: ma sa che lei assomiglia al suo operaio che era al lavoro lassù?
    E Berlusconi: "cosa vi devo dire è un mio cugino sfortunato".
    Ecco Berlusconi agli esordi: per lo meno gli va riconosciuto un certo temperamento. Non so come, ma insomma gli appartamenti si sono venduti eccome, la zona ha avuto un apprezzamento e mi pare difficile che tutto questo possa attribuirsi all'opera delle relazioni piduistiche. Sulle tv lui si cercò la protezione politica, è vero, ma questo dimostra anche una certa capacità di poter stare sul mercato. La politica è di fatto un costo aggiunto e Berlusca guadagnatosi il favore di Craxi progetta una tv politicamente neutrale, fortemente commerciale, con costi e servizi d'avanguardia rispetto alla obsoleta rai è questa, scusate, è ancora una capacità, la si apprezzi o meno. Sulle tv all'estero è vero che ha avuto insuccessi, ma anche perchè ha sottovalutato l'antipatia per la presenza italiana nel mercato francese e spagnolo. Ma credo che in Francia abbia fatto progressi e comunque nella vita degli imprenditori ci sono anche insuccessi, l'importante è che non vi siano solo quelli. Piuttosto è vero che l'esposizione a queste sconfitte internazionali e il disimpegno pubblicitario sulle sue reti televisive, che avviene negli anni di Mani pulite, insieme alle difficoltà del Milan e di altri suoi interessi, mette a dura prova i bilanci del suo gruppo. Tant'è che io ho sempre sospettato che la sua discesa in campo non era altro che una nuova operazione di marketing per rilanciarsi. Un ennesimo capitolo di Berlusconi imprenditore, questa volta direttamente sul fronte politico, ossia dove c'era maggiore richiesta. E scusate anche questo è stato un successo. Insomma cari amici, se volete giudicare l'impresa dal punto di vista della morale, beh, rinunciate a fare impresa. In fondo il principio del capitalismo, diceva il vecchio Adam Smith, è l'avidità. Ora potete anche essere anticapitalisti, ma guardate che il mondo va in un altro senso. Poi se i risultati del governo Berlusconi non vi piacciono, questo è comprensibile, ma non è da questi che si può giudicare il suo talentaccio di uomo d'affari, piuttosto spregiudicato.
    Calvin, Berlusconi che dipinge l'insegna mi ricorda Mussolini che taglia il grano...

    La speculazione edilizia ai tempi... bastava avere amici in giunta e ti cambiavano la destinazione d'uso.

    Capisci? Che "impresa" e "inventiva" e'?

    Solo un babbione crede agli aneddoti di Berlusconi, se mi permetti...

    Ti faccio nootare che fino ad ieri, anche i manager della Enron erano giudicati "bravi imprenditori"...

    L'unica definizione buona e' "squali".

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    La minaccia di querela e' il moderno modo di agire. L'antico era spararti alle gambe o sequestrarti per un pomeriggio.

    L'effetto voluto sarebbe lo stesso.

    Qui, chiaramente, non si vuole discutere, ma solo minacciare.

  10. #10
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    Predefinito yuri, figliolo,

    non ti pare di esagerare un po'? Nessuno ha minacciato di querelare nessuno, solo che trovo indegno attribuire al mio post la tesi di ritenere lecito fare proventi con la complicità della mafia. Trovo il ragionamento di Antonio capzioso e privo di fondamenti oggettivi, punto. Vorrei poi capire cosa significa per Antonio essere giacobini, se non sostituirsi alla magistratura ordinaria sotto un mandato politico ed emettere sentenze sulla base della propria morale e non dei fatti. Insomma, tutti dobbiamo qualcosa alla rivoluzione francese, ma Roberspierre ve lo lascio interamente a voi, però studiatelo prima di prendervelo!
    Poi è spassoso leggere che non si sa per quale ragioni la tal banca ha finanziato l'imprenditore Berlusconi e dunque si ricorre alla Pd e alla magfia per spiegare questo straordinario evento. Caro Antonio ma tu hai una vaga idea di come funziona il sistema bancario di un Paese? O semplicemente il concetto di cosa sia una banca? Non ti risulta, forse, che le banche in Italia finanziano le imprese, sulla base di un progetto o di qualche supporto di conoscenze, anche politiche certo. Tant'è che io ho riconosciuto a Berlusconi non di esere un saltimbanco, ma di avere inventiva imprenditoriale perchè ho conosciuto decine di imprenditori che avevano appoggi nelle giunte comunali, che servono e l'ho detto e anche più in alto, e che sono falliti lo stesso. Poi non capisco questa polemica su Berlusconi imprenditore: ormai è un politico, è un politico discutibile avete mille argomenti per contestarlo politicamente, che c'entra il suo fare impresa? Con questo criterio potremmo mettere sulla graticola anche Agnelli e De Benedetti, ma non credo che voi vogliate criticare l'impresa in quanto impresa, no? Poi insomma siete convinti che Berlusca sia un mafioso. Allora vi do una mano: lo stalliere di arcore. Effettivamente è singolare che si ritrovi come stalliere un associato alla mafia. Questo può effettivamente generare un sospetto, ma un sospetto. Che può anche autorizzare a far credere che se non un mafioso Berluscono sia davvero sfortunato o un autentico imbecille da non sapere chi si prende in casa. Detto questo io aspetterei i processi, ce ne sono tanti, dei liberi tribunali della Repubblica e le loro sentenze. Non mi pare di chiedere tanto.

 

 
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