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Un libro su Berlusconi scatena la stampa inglese: «Come può Blair frequentare quest'uomo?»
di t.d.m.
Due recensioni nel giro di una settimana sul quotidiano britannico Guardian, e altre già pubblicate dal Financial Times, dal Sunday Times, dal Daily Telegraph, dall' Observer e persino dal Conde Nast Traveller, una rivista di viaggi. The Dark Heart of Italy, il cuore tenebroso dell'Italia (da una frase di Carlo Levi), deve aver colpito i recensori britannici che gli dedicano spazio, attenzione e ne traggono insegnamenti che cercano di riversare sulla situazione di casa loro. Un libro sull'Italia dei misteri non risolti, delle assoluzioni facili, dei perdoni infiniti, dieci capitoli ognuno con una storia, ma è una vicenda, tra le tante, che emerge: quella del cavalier Silvio Berlusconi. Dress properly and don't pay taxes (vesti correttamente e non pagare le tasse) si intitola la recensione di John Foot pubblicata dal Guardian l'11 gennaio che inizia con un richiamo al condono fiscale. «Il mese scorso il governo italiano ha annunciato il cosiddetto “condono fiscale”...Gli evasori fiscali sono stati ricompensati per i loro sforzi...Nulla di sorprendente nella repubblica delle banane che è diventata l'Italia di oggi», scrive Foot che ben conosce il nostro Paese per aver scritto un saggio su Milano. E così di seguito, a raccontare il libro, o meglio quella parte del libro che parla dell'attuale Presidente del consiglio.
L'autore del volume (che esce in Inghilterra il 20 gennaio per l'editore Faber&Faber) è Tobias Jones, un giornalista inglese trasferitosi a Parma circa tre anni fa che fa un viaggio nell'Italia ulteriore, quella sconosciuta agli stranieri e, in parte, a noi stessi. Nella recensione Foot racconta la vicenda dei processi contro Previti facendosi delle domande le cui risposte ben conosciamo: si dimise? fu arrestato? «Il profondo, oscuro vuoto morale che sta al cuore dell'Italia è tutto qui, esibito dalla descrizione brillante e divertente di Tobias Jones di un paese che è oggi sotto il controllo di un onnipotente governante» spiega il recensore che suggerisce la lettura del libro a tutti coloro «che ignorano i pericoli di quello che sta succedendo in Italia oggi». La situazione italiana dovrebbe essere «oggetto di scandalo, sanzioni e proteste. Non lo è. Al contrario, Blair e Berlusconi sono amiconi, Forza Italia è stata ammessa nel gruppo centrista del PPE al Parlamento europeo, la rivoltante xenofobia di Umberto Bossi passa sotto silenzio o è ridicolizzata» commenta sempre John Foot.
E sul settimanale Observer, Nick Cohen scrive, commentando il lavoro di Tobias Jones in riferimento al rapporto tra Berlusconi e Blair: «Blair e Berlusconi si sono abbracciati come fratelli e sono alleati nella guerra comune contro i diritti dei lavoratori in Europa. È come se Clement Atlee (che fu primo ministro per il Labour Party dal 1945 al 1951, n.d.r.) avesse abbracciato Benito Mussolini».
Altre recensioni seguono lo stesso filone interpretativo. Sebastian Skeaping, su The Observer di domenica 19 gennaio, ricorda come «Il Grande Seduttore è, nelle parole di Jones, il “proprietario” dell'Italia. Se guardate le partite di pallone, o la televisione, se volete comperare una casa o un libro o un giornale, noleggiare un video o semplicemente fare la spesa al supermercato, ci sono buone possibilità che stiate in qualche modo rimpinguando le casse del Cavalieri».
Insomma, se il libro può essere una lettura interessante per capire come un occhio estraneo ma non distratto ci vede (e, d'altra parte, il Condè Nast Traveller lo consiglia a chi vuol venire in Italia: «intelligente ed incisivo, è il libro da portare con voi nella vostra vacanza italiana»), le recensioni che ha provocato sono uno spaccato terribilmente realistico della pessima fama che l'Italia berlusconiana si è guadagnata all'estero.




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