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Discussione: Grandissimo Ciampi!

  1. #1
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    Thumbs up Grandissimo Ciampi!

    Di solito non posto articoli della Repubblica ma questo merita! Condivido al 100%.

    IL RETROSCENA
    La destra accusa la correzione di Ciampi
    di MASSIMO GIANNINI

    Dopo aver intossicato per mesi il dibattito politico, la legge Cirami lascia sul campo l'ultimo frutto, quello più velenoso per le istituzioni. Per il premier e per la sua maggioranza, la sentenza della Cassazione sui processi Sme, Imi-Sir e Lodo Mondadori non rappresenta solo la sfida finale, l'"atto sedizioso" di una "magistratura politicizzata", che ora dovrà essere "punita" attraverso una sedicente riforma dell'ordinamento giudiziario. Prefigura anche la crisi definitiva dei rapporti con il capo dello Stato, che presto dovrà essere "rimesso in riga" attraverso una destabilizzante riforma semi-presidenzialista.
    Di quale "colpa" si è macchiato Carlo Azeglio Ciampi, agli occhi indignati di Berlusconi, di Previti e di tutti i falchi del diritto che abitano la Casa delle libertà? Solo oggi si scopre la risposta che, in questi mesi, in pochi hanno saputo o voluto vedere. Se il presidente della Repubblica non fosse intervenuto durante il tormentatissimo iter della legge, costringendo il Parlamento a modificarla in aula con un emendamento dell'ultima ora, oggi i giudici della Cassazione sarebbero stati quasi certamente costretti a trasferire i processi a Brescia o a Perugia, come chiedevano i due imputati eccellenti.
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    Di questo sono fermamente convinti gli uomini del Polo. Dal punto di vista politico adottano un'intollerabile eterogenesi dei fini nei confronti del Quirinale, attribuendo a posteriori un'intenzione malevola agli interventi del Capo dello Stato. Ma dal punto di vista tecnico hanno sostanzialmente ragione. In questa legislatura Berlusconi ha trasformato in affare di Stato la sua vicenda giudiziaria personale. Ha marciato a tappe forzate prima sulle rogatorie, poi sulla reintroduzione del legittimo sospetto come causa di rimessione dei processi. Ciampi ha svolto il suo compito di "garante" del sistema con grande discrezione, ma con grande attenzione alla compatibilità costituzionale delle leggi (quasi sempre rigorosamente "ad personam") che il centrodestra ha imposto come priorità assoluta al Paese.
    Sulla Cirami il Quirinale è intervenuto due volte. Una volta, per segnalare un errore formale contenuto nella legge all'esame del Senato. Un'altra volta, il 10 ottobre scorso, per chiedere alla Camera una correzione sostanziale del nuovo articolo 45 del codice di procedura penale. Gli avvocati-parlamentari di Forza Italia (da Pecorella a Taormina) ne avevano proposto una formulazione vaga e onnicomprensiva, con l'obiettivo malcelato di consentire una più agevole applicazione della nuova norma sul "legittimo sospetto" ai procedimenti in corso a Milano. Il Capo dello Stato avrebbe potuto restarsene con le mani in mano, aspettare il varo definitivo della legge e poi negargli la firma, come gli permette l'articolo 87 della Costituzione.
    Ha preferito usare un sistema più morbido nella forma, ma non meno forte nella sostanza: ha usato i suoi poteri di "moral suasion". Perfettamente legittimi, con buona pace dei ripetuti attacchi di Francesco Cossiga, e sicuramente più coerenti con lo stile del suo settennato. Dal Quirinale è partita così una segnalazione a Montecitorio, e l'articolo 45 è stato riformulato in modo più preciso e circostanziato: un processo penale può essere trasferito da una sede all'altra "quando gravi situazioni locali", tali da turbarne lo svolgimento e non altrimenti eliminabili, "pregiudicano la libera determinazione delle persone" che vi partecipano, "ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica", o determinano motivi di legittimo sospetto".
    Se non ci fosse stata questa correzione, effettivamente richiesta dagli uffici giuridici del Colle, con ogni probabilità il presidente Marvulli e gli altri otto giudici della Suprema Corte ieri avrebbero avuto qualche difficoltà in più, nel respingere la richiesta di trasferimento del processo. Una definizione più generica (e quindi fatalmente più estesa) della fattispecie giuridica del "legittimo sospetto", avrebbe tolto loro l'appiglio normativo che invece li ha indotti a considerare ancora legittimamente incardinati alla loro sede naturale i processi Sme, Imi-Sir e Lodo Mondadori. Ciampi ha agito con grande senso di equilibrio, stretto tra il massimalismo irresponsabile della destra di governo e qualche estremismo della sinistra di piazza, alla quale è parso giusto, in una fase di scontro con il Polo, chiedere al Capo dello Stato di non promulgare la Cirami.
    In questa vicenda, impeccabilmente condotta dal Quirinale, c'è una doppia lezione da imparare. La prima è per la maggioranza. Può schiumare rabbia quanto vuole, contro le toghe rosse e ora anche contro l'inquilino del Colle. Ma anche nell'uso privato delle istituzioni c'è un limite di buon gusto e di buon senso che non può e non deve essere valicato. Il Cavaliere ci ha provato più di una volta, l'ultima proprio con la legge Cirami. Il sistema di bilanciamento dei poteri costruito dalla Costituzione del '46 glielo ha impedito. E questo è una garanzia collettiva, per tutti i cittadini.
    Berlusconi farà bene a tenerne conto, invece di coltivare propositi di vendetta e di usare le riforme istituzionali come una clava per sfasciare le regole del gioco. La seconda lezione è per l'opposizione. Se invece di organizzare gli allegri girotondi intorno al Colle avesse "coperto" le iniziative di Ciampi e valorizzato le modifiche ottenute sul testo della Cirami, oggi potrebbe dire con orgoglio di aver difeso le istituzioni, e di aver tutelato al meglio gli interessi del Paese.
    (29 gennaio 2003)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Grandissimo Ciampi!

    Originally posted by Ago
    Di solito non posto articoli della Repubblica ma questo merita! Condivido al 100%.
    IL RETROSCENA
    La destra accusa la correzione di Ciampi
    di MASSIMO GIANNINI
    Dopo aver intossicato...........................sul testo della Cirami, oggi potrebbe dire con orgoglio di aver difeso le istituzioni, e di aver tutelato al meglio gli interessi del Paese.
    (29 gennaio 2003)
    E meno male che c'è (ancora) Ciampi ! E la decisione della cassazione dimostra che in questo Paese è rimasta (per quanto ancora ?) una qualche nicchia di giustizia reale. Quello che mi fa ribollire il sangue è la faccia tosta dei destrorsi che pretendono le scuse da chi aveva pensato che la cirami fosse una legge fatta ad personam !!!
    C'hanno provato, gli è andata male e adesso pretendono pure le scuse !!
    SCUSA STO CA**O !!

  3. #3
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    Anche il corriere e' daccordo

    LA CIRAMI E I GIUDICI


    LA LEGGE DEI SOSPETTI E IL SOSPETTO CHE NON C’E’
    di GIOVANNI BIANCONI

    ROMA - Per una volta, prima ancora che si conoscano le motivazioni, il significato di un verdetto atteso e importante come quello pronunciato ieri dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione è stato spiegato in sintesi dal presidente del collegio. Per non alimentare dubbi e polemiche su un atto giudiziario tanto rilevante Nicola Marvulli, il giudice più alto in grado d’Italia, ha firmato due paginette per illustrare la sentenza che ha lasciato a Milano i processi contro Silvio Berlusconi e Cesare Previti. La sintesi del ragionamento della Corte è chiara. I giudici hanno applicato la legge Cirami che ha reintrodotto il «legittimo sospetto». Secondo quella legge, per trasferire un dibattimento da una sede all’altra ci dev’essere una «situazione locale grave e oggettiva» che possa provocare «un concreto pericolo di non imparzialità del giudice».
    La Corte ha esaminato la situazione milanese, compresi atti e comportamenti di pubblici ministeri e tribunali, arrivando alla conclusione che non c’è sospetto, né tantomeno certezza, che gli esiti dei processi possano essere condizionati o dettati da sentimenti di parzialità. Dunque i pm e i giudici di Milano - accusati in questi anni di nefandezze giuridico-politiche continue - sono stati «assolti» dal massimo organo giurisdizionale del Paese. E’ possibile che nelle motivazioni troveremo delle censure a qualche atto, o a comportamenti già stigmatizzati dalla Procura generale come l’ormai noto invito alla «resistenza» di Borrelli, i girotondi, certe esternazioni di magistrati. Ma la sostanza della decisione è che Milano resta una sede di giudizio neutrale. A dirlo non sono le tradizionali «toghe rosse» tirate in ballo quando arrivano sentenze che incidono sulla politica, ma esperti e attempati cultori del diritto e della giurisdizione come i magistrati della Cassazione. Fu proprio Berlusconi, quando un anno e mezzo fa lo assolse dall’accusa di corruzione che gli era valso il famoso avviso di garanzia napoletano del 1994, a elogiare la Corte suprema; la stessa di cui disse, dopo un’altra assoluzione: «Ci sarà un giudice a Berlino, ogni tanto, e questa volta c’è a Roma».
    Ieri i suoi avvocati - alcuni dei quali deputati del suo partito - non l’hanno pensata come il capo del governo quella volta. Uno dei legali del premier s’è lasciato andare a un «ci hanno ammazzato» che non lascia dubbi sul fatto che è stata persa una partita sulla quale le difese di Berlusconi e di Previti avevano puntato forte per tentare di uscire indenni dai dibattimenti milanesi. Dopo che l’avvocato e onorevole Pecorella, nel maggio scorso, aveva chiesto di mandare alla Corte costituzionale la vecchia norma sullo spostamento dei processi, la maggioranza ha corso ventre a terra per approvare la legge «Cirami» e reintrodurre il «legittimo sospetto» nel codice italiano. Una legge che doveva aprire la strada allo spostamento dei processi milanesi. Tra i commenti registrati ieri sera nella maggioranza, uno dei più frequenti è che la sentenza della Cassazione dimostra come la «Cirami» non sia una legge ad personam. Forse, più semplicemente, non è bastata. Anche a causa delle correzioni introdotte durante il contrastato iter parlamentare sulla base dei suggerimenti giunti dal Quirinale, tesi a evitare rischi di incostituzionalità. Perché non sfociassero nell’indeterminatezza, le possibilità di invocare il «legittimo sospetto» sono state riportate entro limiti che si sono rivelati insufficienti. L’onorevole e avvocato Taormina, che prima di essere uno dei «falchi» di Forza Italia sui temi della giustizia è un navigato e attento frequentatore di aule giudiziarie, l’aveva anticipato nel Transatlantico di Montecitorio mentre si stava votando la legge: «Scritta così, con quelle correzioni, non ci serve a niente». Previsione confermata ieri dalla Cassazione, che ha ridato il via ai processi bloccati.
    Da domani giudici, pm avvocati e imputati si ritroveranno nelle aule per discutere e stabilire se un pugno di avvocati ha corrotto un pugno di magistrati per conto di altre persone (tra cui, in un caso, l’attuale presidente del Consiglio), allo scopo di «aggiustare» alcune sentenze. Una vicenda giudiziaria che si trascina ormai da quasi otto anni, e siamo ancora ai giudizi di primo grado. Superato l’ostacolo della sospetta parzialità dei magistrati si torna al confronto sul merito delle accuse e delle difese. L’appendice romana per ora s’è conclusa, ma la «battaglia di Milano» non è ancora finita.

  4. #4
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    Credo che tutti dobbiamo dare atto a Ciampi del suo prezioso lavoro. L'unico che si era accorto del valore delle sue modifiche e' stato Taormina!!!!

    Io stesso, molti membri dell'opposizione e molti girotondisti eravamo invece dubbiosi sull'efficacia degli interventi di Ciampi e spesso lo avevamo anche criticato. Lui invece, zitto zitto, senza fare troppo casino, come suo solito, ha risolto il problema...

    Dieci e lode!

    Alla goduria di vedere la legge rispettata da tutti si aggiunge quella di sapere di avere un presidente all'altezza ed in grado di far rispettare la costituzione.

 

 

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