Domani elezioni in Israele , favorito il likud di Sharon![]()
Ultimi sondaggi: Likud 32 seggi, Laburisti 20, Shinui (centrisri laici) 17-18 seggi.


Domani elezioni in Israele , favorito il likud di Sharon![]()
Ultimi sondaggi: Likud 32 seggi, Laburisti 20, Shinui (centrisri laici) 17-18 seggi.


Perche' favorito? I partiti religiosi e di estrema destra hanno piu; voti del likud, e pure Shinui+Laburisti+ Meretz.
Mah...


Per le sue posizioni lo Shinui potrebbe tranquillamente fare un governo con i laburisti.
Ma non si può non tener conto che il Likud è il primo partito e quindi spetta a Sharon varare la sua coalizione: peraltro Sharon ha ribadito di voler formare un governo d' unità nazionale con i laburisti.
Per ora bassa affluenza alle urne, specie tra i settori arabi.


Per forza, mica vogliono fare i complici di chi perseguita i palestinesi...Originally posted by Oasis
Per le sue posizioni lo Shinui potrebbe tranquillamente fare un governo con i laburisti.
Ma non si può non tener conto che il Likud è il primo partito e quindi spetta a Sharon varare la sua coalizione: peraltro Sharon ha ribadito di voler formare un governo d' unità nazionale con i laburisti.
Per ora bassa affluenza alle urne, specie tra i settori arabi.


E' molto stretta la strada di Ariel Sharon. Il vecchio falco non ha avuto nemmeno il tempo per gioire della vittoria che già si alambicca a costruire un nuovo governo. Il presidente israeliano, Mosha Katzav, comincerà domenica le consultazioni. E tra una settimana incaricherà il vecchio generale di formare una coalizione. A quel punto Arik avrà 40 giorni di tempo per tirare fuori dal cilindro un esecutivo presentabile. Un'impresa quasi impossibile. "Non è tempo di festeggiare" aveva detto ieri notte mentre i suoi sostenitori lo acclamavano re d'Israele. Non riusciva a gioire il vecchio falco di un successo soprattutto personale. Probabilmente pensava al futuro: alle pressioni degli Usa e della Ue per la formazione di uno Stato Palestinese, al rifiuto laburista per un governo di unità nazionale, all'impossibilità di presentarsi al mondo a capo di un esecutivo con dentro i partiti ultraortodossi. E' solo il vecchio falco. Tanto solo che ha deciso di concedersi una pausa. Stamattina è tornato nella sua fattoria dei Sicomori, nel Neghev, a meditare sulla tomba della moglie. Intanto il presidente palestinese Yasser Arafat ha fatto sapere di essere disposto a riaprire immediatamente il dialogo con Sharon.
Il primo dilemma è il partito laburista. Ieri Sharon ha detto: "Israele ha bisogno di unità, Israele ha bisogno di stabilità, Israele ha bisogno di queste due cose alla svelta, prima che la crisi si acuisca". Ma Mitzna si è rifiutato categoricamente di entrare in un governo di unità nazionale. Ora bisogna vedere quanto i laburisti, bastonati duramente dal voto, si spaccheranno su questa scelta. Shimon Peres e Ben Eliezer non sembrano disdegnare l'idea di unirsi nuovamente a Sharon e ai centristi dello Shinui. Ma per farlo il premier dovrebbe concedere sicuramente qualcosa di sostanzioso. In questo senso è chiara la frase pronunciata ieri da Peres: "Allo stato attuale - ha detto - la piattaforma politica del Likud non consente una riedizione del governo di unità nazionale". Parole che hanno riacceso la speranza nel Likud. "Il premier farà qualunque cosa - spiega Yaron Ezrahi, professore di scienze politiche alla Università ebraica di Gerusalemme - per far entrare nella coalizione lo Shinui e il Labour. Ma per far questo dovrebbe fare una grande concessione ai laburisti. Cosa che sarebbe molto difficile visto che la maggior parte dei leader del Likud è contro la formazione di uno Stato palestinese".
La verità è che Sharon, a meno di colpi di scena, ripiegherà su una coalizione con i partiti di estrema destra e con la destra religiosa. Una scelta che, comunque, non gli consentirebbe di avere una forte maggioranza e che non piacerebbe sicuramente agli Stati Uniti e alla Ue. Oggi Solana ha annunciato una prossima riunione del cosidetto "Quartetto di Madrid" (il gruppo di mediatori composto da rappresentanti di Usa, Russia, Ue e Onu) per "valutare la situazione e continuare il lavoro". "Abbiamo un obiettivo - ha detto Solana - e un fine che non deve essere cambiato dal risultato delle elezioni: entro il 2005 dobbiamo veder realizzati due Stati che vivano l'uno accanto all'altro in pace e prosperità". Difficilmente la comunità internazionale potrà accettare uno Stato Palestinese come lo concepisce Sharon: frammentato, demilitarizzato e privo di Gerusalemme. L'imminente conflitto con l'Iraq porterà Bush a cercare di dare dei segnali positivi al mondo arabo. E la pressione sul premier israeliano aumenterà. Gli Usa, tra l'altro, dispongono di una grossa arma di pressione su Israele: un prestito di 8 miliardi di dollari di cui Gerusalemme ha urgente bisogno per risollevare le sue esauste casse. In cambio di questa boccata d'ossigeno gli americani potrebbero chiedere un gesto d'apertura come lo smantellamento delle colonie più recenti. Un gesto che gli ultraortodossi non potrebbero digerire.


UE e USA, parlano e parlano.. ma alla fine non combinano nulla..![]()


Obiettivamente una situazione difficile...
Il Likud non vuole fare accordi con l'estrema destra e vorrebbe un governo di coalizione nazionale con i laburisti, ma i laburisti non vogliono assolutamente fare un governo con il Likud...
Poi c'è lo Shinui... con chi si vuole alleare? Che vuole fare?
Sharon non ha da solo la maggioranza assoluta della Knesset....e in questo momento c'è una situazione sociale ed economica complicatissima...


E qualcuno che vuole fre la guerra...Originally posted by Red River
Obiettivamente una situazione difficile...
Il Likud non vuole fare accordi con l'estrema destra e vorrebbe un governo di coalizione nazionale con i laburisti, ma i laburisti non vogliono assolutamente fare un governo con il Likud...
Poi c'è lo Shinui... con chi si vuole alleare? Che vuole fare?
Sharon non ha da solo la maggioranza assoluta della Knesset....e in questo momento c'è una situazione sociale ed economica complicatissima...
Lo Shinui vuole allearsi col Likud, a patto che entri anche il Labor.
Ma cambiando gli addendi, il risultato non cambia. Israele non retrocede di un millimetro, anzi avanza con l'occupazione sistematica del territorio. Ormai i Palestinesi sono circondati e vivono in riserve indiane, impossibilitati a spostarsi.


Sicuramente deve essere Israele a fare il primo passo... ma io non riuscirò mai a giustificare la violenza... né da una parte né dall'altra.


Neanche se dovessero cacciare i coloni a calci nel sedere in base agli accordi?Originally posted by Red River
Sicuramente deve essere Israele a fare il primo passo... ma io non riuscirò mai a giustificare la violenza... né da una parte né dall'altra.
Lì dovrai scegliere tra una prospettiva di pace tramite gli accordi o no. Violenza o non violenza, questa sarà una delle possibili scelte.