L'esternazione del premier riprese dal suo operatore di fiducia
I telegiornali le hanno utilizzate limitandosi a "montarle"
Dichiarazione preregistrata
protesta dell'Usigrai
"Il premier non ha voluto rispondere ad altre domande"
Indignazione nell'Ulivo: "Ecco il conflitto d'interessi"


ROMA - Ora di pranzo. Il premier Silvio Berlusconi entra nelle case degli italiani con i tg. Che trasmettomo voce e viso del premier inquadrato nel suo studio di casa, ad Arcore. Il premier parla di "persecuzione politica" e promette che rimarrà fino in fondo facendo il suo dovere. Berlusconi risponde così (e ci tiene a che tutti gli italiani lo ascoltino), alla decisione della Corte di Cassazione di mantenere a Milano il processo Imi-Sir, che lo vede coinvolto come imputato. E' un attacco durissimo quello che il premier sferra alla magistratura. Ma soprattutto è un messaggio che ai più appare registrato e inviato dierttamente ai tg perché lo mandino in onda. All'ora di pranzo. Non è un'intervista. Non c'è contraddittorio. La conferma arriva dall'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. Ad Arcore, spiega l'Usigrai, "c'erano redattori e telecineoperatori della Rai, ma non è stato permesso loro di fare i giornalisti. La dichiarazione del Presidente del consiglio è stata ripresa soltanto dal suo operatore di fiducia". E' dunque un discorso preconfezionato, preregistrato sul quale si scatenano subito le critiche.



"Se venisse confermato che i telegiornali hanno messo in onda una videocassetta fatta in casa ad Arcore dai tecnici di fiducia di Berlusconi sarebbe un fatto gravissimo "ha detto Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione della Margherita. "Il formato e il contenuto delle esternazioni sulla sua vicenda giudiziaria da parte di Berlusconi ricordano, infatti, da vicino quello in videocassetta della sua 'discesa in campo'", sottolinea Gentiloni.

Pecorario Scanio, presidente dei Verdi e Vincenzo Vita della minoranza Ds parlano invece apertamente di attacco alla democrazia. "Utilizzare le reti tv come un megafono per chiedere l'immunità - denuncia Pecorario Scanio - ricorda più i regimi totalitari che non le democrazie liberali citate a sproposito. L'appello in tv senza nemmeno un contraddittorio - ha aggiunto Pecoraro - è proprio di chi fa un uso plebiscitario del potere. Se è il tentativo per chiedere in Parlamento l'immunità parlamentare la nostra risposta è un no netto no".

Gravissimi per Vincenzo Vita le dichiarazioni del premier che mettono "in gioco i poteri della democrazia". Se poi, aggiunge l'esponente Ds "fosse vero che i telegiornali hanno mandato in onda una cassetta realizzata ad Arcore, saremmo di fronte davvero ad un caso clamoroso" e dunque "è augurabile vi siano smentite".

Ancora più duro il giudizio di Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo21. "E' sconcertante - afferma Giulietti - che il presidente del Consiglio prima di recarsi negli Usa abbia sentito il bisogno di fare un comizio sulle sue vicende private, contro la magistratura italiana. In questi momenti risalta in modo ancora più vistoso il suo conflitto di interessi e il controllo diretto dei mezzi di comunicazione. Questo ci fa capire - conclude Giulietti - meglio di ogni altro discorso, cosa ha in mente Berlusconi per il prossimo futuro".

E il comitato di redazione del Tg1 parla apertamente di "giornalisti usati come postini". L'episodio, è scritto in un comunicato "appare anche più grave delle famigerate cassette del passato, registrate ad Arcore e consegnate direttamente ai Tg. In questo caso, come è evidente, si è voluta organizzare una finta conferenza stampa col solo scopo di rendere la situazione meno imbarazzante per tutti. Ma il rimedio è stato decisamente peggiore del male - conclude il cdr del Tg1 - . Se prima c'era il sospetto che Berlusconi confondesse i giornalisti con la buca delle lettere, adesso il rischio è che pretenda di utilizzarli come postini".

Per il vertice della Rai, invece, non è successo nulla. Viale Mazzini replica al fuoco di fila delle critiche dicendo che la decisione di utilizzare un'unica telecamera, per le dichiarazioni da Arcore, oggi, di Silvio Berlusconi, "è stata liberamente concordata esclusivamente per motivi di tempo, dal presidente del Consiglio con i giornalisti presenti, sia dell'emittenza pubblica sia dall'emittenza privata". E nella stessa nota l'azienda precisa che "la registrazione e' stata utilizzata nè più nè meno di come vengono quotidianamente trattate giornalisticamente le notizie provenienti dalle agenzie di stampa o dai servizi dei circuiti televisivi internazionali".

(29 gennaio 2003)
da repubblica ed. online