In queste ore erranti
In queste ore erranti che alla notte ci avviano,
affoga il mio cuore e fino agli occhi mi sale...
Suona l'avemaria, si desta Venere, passa la vettura
delle sette, fa freddo... E là nel cielo rosso,
il mirador, le palme, il campanile,
mi recan vecchie storie, quasi ormai senza senso,
come se, nella foschia della sera, io stessi
passando tra giardini, come bimbo addormentato...
E la vettura va verso il, treno, e il treno singhiozza, e porta
verso il mondo,... verso il mondo, se pur ancora esiste!
Ed io sogno, tornando, una patria nuova,
viaggiatore delle mie lacrime, solo, esaltato e triste.
Jmenez
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